Alopecia nel cane: sintomi, cause e cura

L’alopecia nel cane è la perdita di pelo, a chiazze o diffusa, che lascia zone di cute visibile. Non è una malattia ma un sintomo: dietro le chiazze senza pelo possono esserci parassiti, funghi, squilibri ormonali o forme genetiche. Riconoscere la causa è il primo passo per una ricrescita efficace.
alopecia nel cane

Riepilogo: cause e cura dell’alopecia nel cane

  • CAUSA: Le cause dell’alopecia nel cane sono numerose e vanno distinte con precisione. I parassiti (rogna, pulci, acari) e le infezioni fungine come la tigna sono tra le più comuni, insieme alle infezioni batteriche della cute. Seguono le cause endocrine (ipotiroidismo, morbo di Cushing), quelle sistemiche come la leishmaniosi, le forme psicogene da leccamento e le alopecie genetiche legate alla razza.
  • SINTOMI: Il segno principale è la comparsa di zone senza pelo, singole (focali) o multiple (multifocali), a volte simmetriche sui due lati del corpo. La cute sottostante può apparire normale, arrossata (eritema), ispessita o con forfora e croste. Il prurito è presente nelle forme parassitarie e infettive, mentre spesso è assente in quelle ormonali. Possono associarsi cattivo odore e iperpigmentazione.
  • CURA: Non esiste una cura unica: il trattamento dipende dalla causa individuata dal veterinario. Le forme parassitarie richiedono antiparassitari mirati, quelle fungine antimicotici, quelle batteriche antibiotici. Le alopecie endocrine si gestiscono correggendo lo squilibrio ormonale di base. Nelle forme genetiche la terapia è di supporto. Gli integratori di acidi grassi essenziali sostengono la ricrescita, ma non sostituiscono la terapia causale.
  • PREVENZIONE: La prevenzione passa da antiparassitari regolari, che riducono il rischio di rogna, pulci e malattie trasmesse da vettori, e da un’alimentazione ricca di omega-3 e omega-6 per una barriera cutanea integra. Controlli periodici permettono di intercettare precocemente le malattie ormonali. Spazzolare spesso il mantello aiuta a notare subito le prime chiazze e a monitorarne l’evoluzione.

Cosa fare con l’alopecia nel cane

  • Fotografa le chiazze ogni settimana con un riferimento di dimensione accanto (es. una moneta) per documentare se si allargano.
  • Non applicare creme, oli o rimedi fai-da-te prima della visita: alterano la cute e falsano gli esami diagnostici.
  • Isola temporaneamente il cane da altri animali e lava la sua cuccia se sospetti tigna o rogna, entrambe contagiose.
  • Annota prurito, leccamento e cambi di stagione: aiutano a distinguere le forme allergiche e psicogene.
  • Mantieni aggiornati i trattamenti antiparassitari secondo il calendario concordato con il veterinario.

Quando andare dal veterinario

Alcuni segnali richiedono una visita veterinaria

  • Se compare una chiazza senza pelo più larga di 2 cm o che si allarga nel giro di pochi giorni.
  • Se le zone senza pelo sono simmetriche sui due lati del corpo, segnale tipico di causa ormonale.
  • Se il cane si gratta o si lecca al punto da non dormire o da procurarsi ferite.
  • Se oltre alla perdita di pelo compaiono croste, pus, cattivo odore o cute ispessita.
  • Se la caduta si accompagna a sete e fame eccessive, aumento di peso o apatia (possibile endocrinopatia).
  • Se in casa altri animali o persone hanno prurito o chiazze, per il rischio di tigna o rogna (zoonosi).

Cane senza pelo: quando la caduta diventa alopecia

Perdere pelo è normale. Ogni cane rinnova costantemente il mantello attraverso il ciclo del follicolo pilifero, che alterna una fase di crescita (anagen), una di transizione (catagen) e una di riposo (telogen), con un ricambio più intenso nei cambi di stagione. Si parla di alopecia quando questo equilibrio si rompe e la ricrescita non compensa più la caduta, lasciando aree di cute glabra, cioè priva di pelo, ben visibili.

La distinzione clinica è netta: nella muta fisiologica il pelo cade in modo diffuso e uniforme, la cute resta sana e il mantello si ridistribuisce senza lasciare buchi. Nell’alopecia patologica compaiono invece chiazze senza pelo circoscritte o zone di diradamento che non si richiudono, spesso accompagnate da alterazioni della pelle sottostante. Riconoscere questa differenza è ciò che indirizza tutto il percorso diagnostico successivo.

Causa dell’alopecia nel cane e della perdita di pelo

Le cause dell’alopecia sono molteplici e richiedono un approccio diagnostico sistematico. Tra i fattori scatenanti più comuni troviamo le infezioni parassitarie (rogna, pulci, acari), le infezioni fungine come la dermatofitosi, e le infezioni batteriche che provocano follicoliti. Non meno importanti sono i disturbi ormonali: l’ipotiroidismo e la sindrome di Cushing rappresentano infatti cause frequenti di alopecia simmetrica e non pruriginosa, mentre patologie come la leishmaniosi possono manifestarsi con perdita del pelo accompagnata da altri sintomi sistemici.

Cause parassitarie

I parassiti della cute sono tra le cause più frequenti di alopecia nel cane, soprattutto nei soggetti giovani o che vivono all’aperto. La rogna, sostenuta da acari come Sarcoptes scabiei o Demodex canis, provoca la caduta del pelo attraverso l’infiammazione diretta del follicolo e il grattamento intenso. Nella rogna sarcoptica il prurito è violento e le lesioni partono da orecchie, gomiti e addome; nella rogna demodettica il prurito può essere minimo e le chiazze compaiono spesso intorno agli occhi e sul muso.

Anche le pulci causano alopecia, non tanto per il morso in sé quanto per la dermatite allergica da morso di pulce (DAP), una reazione di ipersensibilità alla saliva che scatena prurito e leccamento ostinato, tipicamente sulla groppa e alla base della coda. In tutte le forme parassitarie la perdita di pelo è la conseguenza del danno cutaneo e del trauma da autolesionismo, non la lesione primaria.

Infezioni fungine

La causa fungina più nota è la tigna, termine comune per la dermatofitosi, un’infezione della cheratina di pelo e cute sostenuta soprattutto da Microsporum canis. Il fungo aggredisce il fusto del pelo rendendolo fragile: il pelo si spezza e lascia le classiche chiazze alopeciche circolari, spesso con bordo crostoso e forfora, localizzate su testa, orecchie e zampe. La dermatofitosi è una zoonosi, cioè trasmissibile all’uomo e ad altri animali, il che rende importante il riconoscimento precoce.

Va distinta dalla dermatite da Malassezia, sostenuta da un lievito normalmente presente sulla cute che, proliferando, causa arrossamento, odore rancido e diradamento del pelo più che chiazze nette. Sono quadri diversi che richiedono farmaci diversi, motivo per cui l’esame del veterinario è indispensabile.

Infezioni batteriche

Le infezioni batteriche della cute, riunite sotto il termine piodermite, colpiscono il follicolo pilifero generando una follicolite, cioè un’infiammazione della struttura che ancora il pelo alla pelle. Il follicolo infiammato perde la presa e il pelo cade, lasciando piccole zone alopeciche spesso circondate da pustole, croste e un sottile collaretto di forfora.

La piodermite è quasi sempre secondaria: si innesta su una cute già indebolita da parassiti, allergie o squilibri ormonali. Per questo, trattare solo l’infezione batterica senza cercare la causa profonda porta quasi sempre a ricadute.

Cause endocrine e ormonali

Gli squilibri ormonali producono un’alopecia dal quadro molto riconoscibile: simmetrica, distribuita in modo speculare sui due lati del corpo, tipicamente non pruriginosa e con cute integra ma spesso assottigliata o iperpigmentata. Le due endocrinopatie più coinvolte sono l’ipotiroidismo, in cui la carenza di ormoni tiroidei rallenta il ciclo del pelo e provoca diradamento su tronco, collo e coda (la cosiddetta “coda di topo”), e il morbo di Cushing, o iperadrenocorticismo, cioè l’eccesso di cortisolo, che assottiglia la pelle e causa alopecia del tronco associata a sete, fame e addome pendulo.

A questo gruppo appartengono anche gli squilibri degli ormoni sessuali, come l’iperestrogenismo, che può accompagnare tumori ovarici o testicolari e dare alopecia nella zona genitale e perineale. In tutte queste forme il pelo cade perché il segnale ormonale che ne governa la crescita è alterato alla radice.

Cause sistemiche e autoimmuni

Alcune malattie generali si manifestano anche sulla cute. La leishmaniosi, trasmessa dal morso dei flebotomi, dà una caratteristica alopecia periorbitale (“occhiali” attorno agli occhi) e desquamazione diffusa, quasi sempre accompagnate da segni generali come dimagrimento e crescita anomala delle unghie. Riconoscere il segno cutaneo può essere il primo passo verso la diagnosi di una malattia ben più ampia.

A questo gruppo appartengono anche le malattie autoimmuni, in cui il sistema immunitario aggredisce le strutture del pelo o della cute. L’alopecia areata, per esempio, colpisce direttamente il bulbo pilifero producendo chiazze nette e ben delimitate su cute sana, mentre altre patologie immunomediate come il pemfigo associano alla perdita di pelo croste ed erosioni. Sono forme meno comuni ma importanti da considerare quando le cause più frequenti sono state escluse.

Alopecia psicogena e da leccamento

Non tutta l’alopecia nasce da un problema della pelle. Nelle forme psicogene il pelo scompare perché il cane lo consuma con leccamento e mordicchiamento ripetuti, un comportamento spesso legato a ansia, noia o stress. Il caso tipico è la dermatite acrale da leccamento, una chiazza senza pelo ispessita sul dorso di una zampa, prodotta dal leccamento ossessivo di un punto fisso.

In questi casi la cute inizialmente è integra e il danno è tutto autoindotto, ma il trauma continuo può aprire la strada a infezioni batteriche secondarie. La gestione richiede di affrontare insieme la componente comportamentale e quella dermatologica, perché agire su una sola delle due raramente risolve il problema.

Forme genetiche e di razza

Esiste infine un gruppo di alopecie ereditarie, in cui la perdita di pelo dipende dalla genetica del cane più che da una malattia acquisita. Tra le più note:

  • Alopecia X: diradamento simmetrico del tronco che risparmia testa e zampe, frequente nelle razze nordiche come Pomerania, Chow Chow e Alaskan Malamute. La cute resta sana e il problema è prevalentemente estetico.
  • Alopecia da diluizione del colore: colpisce i cani con mantello dai colori “diluiti” (blu o fulvo chiaro), come il Dobermann blu, in cui alterazioni della melanina rendono il pelo fragile e soggetto a caduta.
  • Alopecia a pattern (pattern baldness): diradamento progressivo di orecchie, torace e ventre in razze come il Bassotto, senza infiammazione.
  • Alopecia ricorrente dei fianchi: chiazze simmetriche stagionali sui fianchi che spesso ricrescono da sole, con andamento ciclico legato alla lunghezza del giorno.

In queste forme la cute è sana e il prurito assente: la diagnosi è spesso di esclusione, dopo aver escluso cause parassitarie, infettive e ormonali.

Sintomi dell’alopecia nel cane: come si manifesta

Davanti a una perdita di pelo, il veterinario “legge” la lesione lungo quattro coordinate, ed è utile che anche il proprietario impari a osservarle prima della visita. La prima è la distribuzione: una chiazza singola (focale), più chiazze sparse (multifocale), un diradamento uniforme su tutto il corpo (diffuso) o una perdita speculare sui due lati (simmetrica bilaterale), quest’ultima spia tipica di un’origine ormonale.

La seconda coordinata è l’aspetto della cute sotto il pelo mancante: può essere del tutto normale, arrossata (eritema), ispessita e scura (iperpigmentazione e lichenificazione), oppure coperta di forfora, croste o pustole. La terza è la presenza o assenza di prurito, il singolo dato che più orienta la diagnosi. La quarta sono i segni generali associati, come sete e fame aumentate, dimagrimento, apatia o alterazioni delle unghie, che spostano il sospetto da un problema puramente cutaneo a una malattia sistemica.

Perdita di pelo a chiazze nel cane

L’alopecia nel cane adulto e nel cucciolo è causata da parassiti, funghi, batteri che finiscono per irritargli il derma, causando una perdita di pelo a chiazze, anticipato da un grande prurito e rossore, pustole e papule. La rogna, tipica dei più piccoli, può causare e sfociare, poi, anche l’alopecia focale. Quando invece è consistente e regolare può essere generata da disturbi sistemici come il morbo di Cushing nel cane, o altre malattie dell’apparato riproduttivo o del bulbo pilifero.

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La causa dell’alopecia nel cane è spesso causata da batteri e funghi che irritano la cute

L’alopecia può distinguersi in due tipi di forme:

  • Reversibili: sono generate da danni superficiali del follicolo pilifero. Bisogna rivolgersi subito ad un veterinario che, una volta individuate le cause e curate approfonditamente, porterà ad una naturale ricrescita del pelo.
  • Irreversibili: in questo caso il danno è grave (un chiaro esempio è l’alopecia cicatriziale) che comporta la perdita totale nelle zone colpite. L’alopecia delle orecchie e del collo del cane irreversibile è solitamente causata da lesioni profonde come tagli, morsi e ustioni.

Un caso a parte è rappresentato dall’alopecia del cane psicogena che ha natura psicologica ed è causata da un eccessivo stress. Anche in questo caso è bene indagarne le cause per poi approdare ad una soluzione definitiva per il benessere dell’animale colpito. In generale i sintomi dell’alopecia sono:

  • Pelo rado o assenza di pelo in alcune zone del corpo del cane;
  • Rossore;
  • Desquamazione;
  • Presenza di croste o pustole;
  • Prurito insistente.

In presenza di questi sintomi è bene rivolgersi subito ad un veterinario per una diagnosi tempestiva, senza questa infatti, non si potrà procedere ad una terapia adeguata contro l’alopecia da stress o da altre cause.

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L’alopecia nel cane può essere reversibile e irreversibile. Inoltre si sottolinea che la natura dell’alopecia può essere anche psicologica.

Alopecia dovuta ai disturbi del collo pilifero

Tra le varie cause dell’alopecia, lo abbiamo visto, una gran parte è dovuta ai difetti del follicolo pilifero e si distinguono in:

  • Alopecia per squilibri ormonali: di questa nello specifico non sono ancora molto conosciute le ragioni; si osserva soprattutto nel Chow Chow e nelle razze a pelo molto folto e si sviluppa soprattutto intorno a collo e fianchi.
  • Alopecia per diluizione del colore: si verifica soprattutto nei cani con mantello mutante blu (nero diluito) e biondo (bruno diluito o rosso diluito), inizia tra i 6 e i 12 mesi e purtroppo è permanente. Non colpisce tutti e sempre ma è associata spesso ad altre malattie della pelle come la dermatite.
  • Alopecia tipica dei Boxer: ma anche di Bulldog e Labrador, è ciclica e segue le stagioni comparendo d’inverno e scomparendo in primavera. Non esiste una terapia specifica ma è sufficiente attendere il suo naturale decorso.
  • Alopecia Pattern Baldness: colpisce il Bassotto, il Chihuahua e il Whippet, ma anche il Boston terrier e Levriero Italiano. Questo tipo di alopecia viene soprattutto dietro alle orecchie, sul petto, addome e anche in questo caso non c’è terapia.

Anche se in alcuni casi non esiste una cura specifica, è bene sempre rivolgersi ad uno specialista per un consulto mirato, per avere dei consigli o anche solo una direzione da prendere per dare sollievo al nostro animale domestico.

Un’osservazione utile riguarda i bordi della chiazza. Nelle forme infettive e parassitarie i margini tendono a essere irregolari e la zona si allarga in modo attivo, mentre nelle alopecie ormonali e genetiche il diradamento è più graduale e simmetrico. Fotografare la lesione con un riferimento di dimensione accanto permette di documentarne l’evoluzione con precisione.

Il prurito è il primo bivio diagnostico: separa nettamente le cause infiammatorie da quelle ormonali e genetiche.

Tabella 1 – Alopecia con prurito vs senza prurito

CaratteristicaAlopecia con pruritoAlopecia senza prurito
Cause tipicheParassiti, funghi, allergie, batteriOrmonale, genetica, di razza
Comportamento del caneSi gratta, lecca, mordicchiaNessun fastidio evidente
Cute sottostanteArrossata, con croste o pustoleIntegra, a volte assottigliata
DistribuzioneFocale o multifocale, irregolareSpesso simmetrica bilaterale
Velocità di comparsaRapida, in giorni o settimaneLenta e progressiva

Un secondo confronto frequente riguarda le due forme contagiose che il proprietario tende a scambiare: la tigna e la rogna sarcoptica. Entrambe danno chiazze e possono trasmettersi, ma il quadro clinico è diverso.

Tabella 2 – Tigna vs Rogna sarcoptica

Tigna (dermatofitosi)Rogna sarcoptica
AgenteFungo Microsporum canisAcaro Sarcoptes scabiei
AspettoChiazze circolari, bordo crostosoChiazze irregolari, croste diffuse
PruritoDa assente a moderatoIntenso e persistente
Zone tipicheTesta, orecchie, zampeOrecchie, gomiti, addome
Contagio all’uomoSì (zoonosi)Sì (zoonosi transitoria)

Nessuno di questi segni, da solo, basta per una diagnosi: orientano il sospetto, ma la conferma arriva sempre dagli esami mirati che vediamo nella sezione successiva.

Diagnosi, esami e prognosi

Poiché l’alopecia è un sintomo e non una malattia, tutto il lavoro clinico consiste nel risalire alla causa. La visita parte dalla raccolta della storia (età, stagionalità, presenza di prurito, altri animali o persone colpite in casa) e dall’esame della distribuzione delle chiazze. Da lì il veterinario sceglie gli esami mirati: il raschiato cutaneo per cercare gli acari della rogna, l’esame del pelo al microscopio (tricogramma) per valutare bulbo e fusto, la lampada di Wood e la coltura fungina per la tigna, il citologico per batteri e lieviti. Quando il quadro suggerisce un’origine interna, si aggiungono esami del sangue con dosaggio degli ormoni tiroidei o test per il cortisolo, e la biopsia cutanea nei casi dubbi o nelle forme genetiche.

La prognosi dipende interamente da questa diagnosi. Molte alopecie sono reversibili: eliminato il parassita, curata l’infezione o corretto lo squilibrio ormonale, il follicolo torna attivo e il pelo ricresce, di solito in alcune settimane o mesi. Altre sono irreversibili, perché il follicolo è stato distrutto da cicatrici profonde, o solo parzialmente controllabili, come diverse forme genetiche in cui l’obiettivo è gestire l’aspetto più che ottenere una ricrescita completa. È un punto importante da chiarire subito con il proprietario, per impostare aspettative realistiche.

Il trattamento segue di conseguenza ed è sempre rivolto alla causa, mai al solo sintomo. Le forme parassitarie si risolvono con antiparassitari specifici, quelle fungine con antimicotici locali o sistemici, le piodermiti con antibiotici guidati dalla citologia. Le alopecie endocrine si trattano correggendo la malattia di base, con la terapia ormonale sostitutiva nell’ipotiroidismo o i farmaci che riducono il cortisolo nel Cushing. Le forme psicogene richiedono un intervento combinato comportamentale e dermatologico, mentre nelle alopecie genetiche si ricorre a terapie di supporto. Applicare un rimedio “generico” senza aver individuato la causa è il singolo errore più frequente, e quasi sempre porta a ricadute.

prevenzione alopecia
L’alopecia nel cane può essere curata solo dopo aver capito l’origine. Si effettuano esami clinici per stabilire una cura efficace.

Cura, trattamento e prevenzione dell’alopecia

La cura efficace dell’alopecia parte da un principio semplice: si tratta la causa, non la chiazza. Una volta impostata la terapia mirata dal veterinario (antiparassitaria, antimicotica, antibiotica o ormonale), il ruolo del proprietario diventa quello di sostenere la ricrescita e proteggere la cute mentre guarisce. Qui rientrano gli acidi grassi essenziali omega-3 e omega-6, che il cane non produce autonomamente e che rinforzano la barriera cutanea, e gli shampoo dermatologici specifici, che calmano l’infiammazione e controllano batteri e lieviti senza aggredire la pelle.

Sul tema dei rimedi naturali serve chiarezza. Nessun rimedio casalingo cura l’alopecia, perché non agisce sulla causa: oli, aloe, infusi o integratori generici possono al massimo dare un sollievo temporaneo e, applicati prima della visita, rischiano di alterare la cute e falsare gli esami. Alcuni supporti hanno però un razionale reale, ma solo come complemento alla terapia veterinaria e mai in sostituzione: gli integratori di omega-3, la biotina e lo zinco favoriscono un pelo sano, mentre l’igiene ambientale, lavando cuccia e tessuti, aiuta a spezzare il ciclo di reinfestazione nelle forme parassitarie e fungine. Il criterio guida resta uno: qualsiasi rimedio va concordato con il veterinario, non usato al posto della diagnosi.

Cane senza pelo: quando la caduta diventa alopecia

Perdere pelo è normale. Ogni cane rinnova costantemente il mantello attraverso il ciclo del follicolo pilifero, che alterna una fase di crescita (anagen), una di transizione (catagen) e una di riposo (telogen), con un ricambio più intenso nei cambi di stagione. Si parla di alopecia quando questo equilibrio si rompe e la ricrescita non compensa più la caduta, lasciando aree di cute glabra, cioè priva di pelo, ben visibili.

Alimentazione del cane con alopecia

L’alimentazione non cura da sola l’alopecia, ma incide direttamente sulla qualità del pelo e sulla capacità della cute di rigenerarsi, e per questo è un tassello di supporto in quasi tutte le forme. Il pelo è costituito in gran parte da cheratina, una proteina: una dieta con proteine di buona qualità e correttamente bilanciata fornisce i mattoni necessari alla ricrescita. Le carenze nutrizionali, al contrario, sono esse stesse una possibile causa di pelo opaco e diradato.

Alcuni nutrienti hanno un ruolo specifico sulla cute. Gli acidi grassi essenziali omega-3 e omega-6 mantengono integra la barriera cutanea e riducono l’infiammazione; lo zinco è coinvolto nella cheratinizzazione e una sua carenza produce lesioni cutanee e perdita di pelo; la biotina (vitamina B7) e la vitamina A partecipano al normale ricambio dell’epidermide. Nei soggetti con cute fragile o in fase di ricrescita, il veterinario può consigliare una dieta dermatologica o un integratore mirato. La regola resta quella di non improvvisare: gli integratori vanno dosati, perché un eccesso di alcune vitamine liposolubili è a sua volta dannoso.

FAQ e consigli del veterinario

Non sempre, ma è un segnale da non ignorare. La muta fisiologica è diffusa e uniforme e non lascia zone di cute scoperta; quando invece compaiono chiazze circoscritte o diradamenti che non si richiudono, si tratta di alopecia patologica e va indagata la causa. Nel dubbio, la regola pratica è: se vedi la pelle, serve un controllo.

L’alopecia in sé no, ma lo sono alcune delle sue cause. La tigna e la rogna sarcoptica sono zoonosi, cioè si trasmettono all’uomo e ad altri animali, e proprio per questo davanti a chiazze sospette conviene evitare il contatto stretto finché non c’è una diagnosi, soprattutto con bambini e persone fragili.

Nessun rimedio naturale cura l’alopecia, perché non agisce sulla causa. Prodotti come oli, aloe o integratori generici possono al massimo dare un sollievo momentaneo e, se applicati prima della visita, rischiano di falsare gli esami. Alcuni supporti, come gli integratori di omega-3, hanno senso solo come complemento alla terapia veterinaria, mai al suo posto.

Dipende dalla causa. Nelle forme reversibili, una volta rimosso il problema, la ricrescita richiede in genere da alcune settimane a due-tre mesi, perché segue il ritmo naturale del follicolo. Se dopo la terapia non si vede alcun miglioramento entro questo intervallo, va rivalutata la diagnosi.

Sì, ma in modo indiretto. Nelle forme psicogene il cane consuma il pelo con leccamento e mordicchiamento ripetuti, spesso su un punto fisso, fino a creare una chiazza priva di pelo. In questi casi la pelle di partenza è sana e il danno è autoindotto: si interviene sulla causa comportamentale oltre che sulla cute.

Non di tua iniziativa. Rasare o tagliare può servire in fase di terapia, ma è il veterinario a deciderlo: farlo prima della visita può irritare ulteriormente la cute e complicare la lettura della lesione. Meglio limitarsi a tenere l’area pulita e documentarla con foto.

Glossario

  • Alopecia: perdita parziale o totale del pelo in zone circoscritte o diffuse del corpo. È un sintomo, non una malattia a sé.
  • Follicolo pilifero: la struttura della pelle che genera e ancora il pelo. Attraversa cicli di crescita (anagen), transizione (catagen) e riposo (telogen).
  • Cute glabra: area di pelle rimasta priva di pelo e quindi visibile. Dermatofitosi: infezione fungina di pelo e cute causata soprattutto da Microsporum canis, nota come tigna. È contagiosa per altri animali e per l’uomo.
  • Follicolite: infiammazione del follicolo pilifero, spesso di origine batterica, che indebolisce l’ancoraggio del pelo e ne provoca la caduta.
  • Iperadrenocorticismo: eccesso di cortisolo nell’organismo, alla base del morbo di Cushing. Assottiglia la pelle e causa alopecia del tronco.
  • Eritema: arrossamento della cute dovuto a infiammazione locale.
  • Iperpigmentazione: scurimento della pelle, frequente nelle zone di cute cronicamente infiammata.
  • Tricogramma: esame al microscopio del pelo, usato per valutare lo stato del bulbo e del fusto e distinguere le cause dell’alopecia.
  • Barriera cutanea: strato protettivo della pelle che trattiene l’idratazione e ostacola l’ingresso di agenti patogeni.
  • Zoonosi: malattia trasmissibile dagli animali all’uomo, come la tigna e la rogna sarcoptica.
Iscritta all’Ordine dei Medici Veterinari, RM N. 2453 |

📚 Fonti e approfondimenti: Vet Merck Manual,
✍️ Scritto da: Redazione DoctorVet
✅ Revisionato da: Dottoressa Sara Ghizzardi
📅 Ultima revisione: 17-07-2026

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