Contatto con le setole urticanti delle larve di Thaumetopoea pityocampa (processionaria del pino) o Thaumetopoea processionea (processionaria della quercia). Le setole contengono taumatopoeina, una proteina ad azione istaminergica e necrotizzante. Il contatto avviene per annusamento, ingestione diretta o inalazione delle setole disperse nell’aria. Periodo di massimo rischio: febbraio-maggio, quando le larve scendono in processione verso il suolo.
Agitazione improvvisa, ipersalivazione, gonfiore e arrossamento di lingua e mucosa orale. Nei casi più gravi: cianosi della lingua, angioedema (gonfiore rapido dei tessuti), difficoltà respiratorie, vomito, febbre. Il segno patognomonico è l’edema della lingua con progressione verso la necrosi tissutale – anche in pochi minuti dal contatto.
Sciacquare immediatamente con abbondante acqua tiepida. Portare il cane dal veterinario con urgenza: il trattamento si basa su corticosteroidi ad azione rapida (desametasone 1-4 mg/kg e.v. o i.m.) associati ad antistaminici (difenidramina 1-2 mg/kg). In caso di anafilassi è indicata epinefrina sottocutanea o endovenosa. Non somministrare farmaci senza prescrizione veterinaria.
Evitare percorsi boschivi con pini e querce da febbraio a maggio. Tenere il cane al guinzaglio nelle aree a rischio. Riconoscere i nidi: batuffoli bianchi o argentei sulle cime dei pini, visibili in inverno. Non avvicinarsi ai nidi o alle colonne di bruchi in marcia sul terreno.
Quando andare dal veterinario
Alcuni segnali richiedono una visita veterinaria
- Immediatamente se il cane ha annusato, leccato o ingerito una processionaria o è entrato in contatto con una colonna di larve
- Entro 10-15 minuti dalla comparsa di salivazione eccessiva, gonfiore della lingua o del muso, agitazione improvvisa
- Con urgenza massima se compare cianosi (lingua blu-violacea), difficoltà respiratoria o collasso
- In ogni caso di contatto sospetto, anche senza sintomi evidenti: le reazioni possono aggravarsi rapidamente nelle prime ore
- Se compaiono ulcere o zone necrotiche sulla lingua o sulla mucosa orale nelle ore successive al contatto
Consigli e prevenzione
- Evita i percorsi sotto i pini tra febbraio e maggio: è il periodo in cui le larve scendono dagli alberi in colonna
- Riconosci i nidi: appaiono come batuffoli sericei bianchi o marroni alle estremità dei rami, visibili da lontano in inverno
- Tieni il cane al guinzaglio in aree boschive durante il periodo di attività delle larve
- Non toccare mai una processione di bruchi a mani nude: le setole urticanti colpiscono anche l’uomo
- Se trovi un nido in giardino, contatta un servizio di disinfestazione professionale – non rimuoverlo autonomamente
- Dopo una passeggiata a rischio, controlla muso, bocca e zampe del cane per individuare eventuale gonfiore o arrossamento
- Segnala la presenza di nidi alle autorità comunali: in molte città è previsto un servizio di rimozione gratuita
Il contatto con la processionaria è un’emergenza: ogni minuto conta.
Registra sul libretto DoctorVet la data, i sintomi e i trattamenti ricevuti. Il veterinario avrà il quadro clinico completo già al tuo arrivo.
Indice
- Quando andare dal veterinario
- Processionaria e cani: contatto pericoloso da curare con urgenza
- Se il cane annusa o entra in contatto con la processionaria
- Sintomi della processionaria nel cane
- Diagnosi, esami e prognosi della processionaria nel cane
- Cura e prevenzione: come curare la processionaria
- Alimentazione durante la convalescenza
- FAQ – Domande e risposte sulla processionaria
Processionaria e cani: contatto pericoloso da curare con urgenza
La processionaria è la larva di un lepidottero notturno che in Italia è presente in due specie principali, entrambe pericolose per i cani: Thaumetopoea pityocampa (processionaria del pino) e Thaumetopoea processionea (processionaria della quercia). Non si tratta di un insetto pungente nel senso tradizionale: il pericolo è interamente concentrato nelle setole urticanti che ricoprono il corpo delle larve nell’ultimo stadio di sviluppo.

Thaumetopoea pityocampa: ciclo biologico e periodi di rischio
Thaumetopoea pityocampa è la specie più diffusa in Italia. Le femmine adulte depositano le uova sui rami dei pini tra luglio e agosto; le larve nascono a fine estate e trascorrono l’inverno all’interno di nidi sericei compatti – riconoscibili come batuffoli biancastri o argentei posizionati alle estremità dei rami, ben visibili in inverno a chioma spoglia. È in questa fase che si sviluppano le setole urticanti, caricate di taumatopoeina, la proteina responsabile delle reazioni tossiche e allergiche. Il periodo di massima pericolosità va da febbraio a maggio: le larve abbandonano il nido in file ordinate – la “processione” – e scendono lungo il tronco verso il suolo per interrarsi e completare la metamorfosi.
La processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea) segue un ciclo simile ma nidifica lungo i tronchi delle querce, non in cima ai rami, ed è diffusa soprattutto nel Nord e Centro Italia. Entrambe le specie sono da considerare ugualmente pericolose per i cani.
Come riconoscere la processionaria e i suoi nidi
Le larve mature misurano 3-4 cm, hanno corpo scuro con striature grigio-bluastre e ciuffi di setole rossastre che, da lontano, conferiscono un aspetto quasi rugginoso. Si spostano sempre in fila indiana, testa-coda, da cui il nome. I nidi invernali sono localizzati in cima ai pini – quelli della processionaria della quercia si trovano invece a mezza altezza sui tronchi, più accessibili e quindi ancora più pericolosi per i cani che passeggiano vicino agli alberi.
Un elemento spesso sottovalutato: le setole urticanti sono eolofile, cioè si disperdono nell’aria anche senza contatto diretto con le larve. Un cane può reagire semplicemente passando sotto un pino infestato o annusando il terreno dove una processione è transitata di recente. Questo distingue la processionaria da altri parassiti come zecche e pulci, per i quali è necessario il contatto diretto.
Il ciclo vitale di una processionaria si suddivide in quattro fasi: uovo, larva o bruco, crisalide (fase di trasformazione da larva a farfalla), adulto o falena. Nei mesi estivi le femmine adulte depongono sui rami più giovani le uova, dalle quali a fine stagione escono le larve neonate. Queste si nutrono degli aghi e si riuniscono tra loro costruendo sui rami grandi nidi nei quali trascorrere l’inverno.
Cosa fare in caso di processionaria
In caso di irritazione da processionaria, agire prontamente per limitare i danni. In generale, è sempre meglio prevenire il contatto con la processionaria, evitando le aree infestate durante la stagione di attività delle larve (primavera e autunno). Ecco cosa fare:
- Rimuovere l’animale dalla zona contaminata: Allontana immediatamente il cane o l’animale dalla zona in cui ci sono le larve o i peli urticanti della processionaria.
- Pulire l’area colpita: Se l’animale ha i peli o la pelle a contatto con la processionaria, rimuovi delicatamente i peli urticanti con guanti protettivi. Puoi sciacquare l’area interessata con acqua tiepida e, se possibile, usare un detergente delicato per rimuovere eventuali residui.
- Non toccare direttamente la pelle con le mani nude: I peli della processionaria sono molto irritanti, quindi usa sempre dei guanti per evitare che entrino in contatto con la pelle umana.
- Controlla i sintomi: Se l’animale mostra segni di irritazione, gonfiore, difficoltà respiratorie, salivazione eccessiva, o se mangia o lecca i peli contaminati, è essenziale recarsi subito dal veterinario.
- Intervento veterinario: Il veterinario può somministrare trattamenti per ridurre l’infiammazione e il dolore, come antistaminici o corticosteroidi, e monitorare l’animale per eventuali complicazioni, come infezioni o danni ai tessuti. In caso di gravi reazioni, può essere necessario un trattamento di emergenza.

Processionarie del pino e quercia
Le processionarie del pino e della quercia sono due specie di insetti appartenenti alla famiglia delle Notodontidae, ma si trovano su piante diverse e hanno alcune caratteristiche differenti. La processionaria del pino (Thaumetopea pityocampa) è la più comune e si sviluppa principalmente sui pini, formando nidi di seta sulle cime degli alberi. Durante la primavera, le larve scendono in processione verso il suolo, dove si interrano per diventare crisalidi. Questa specie è particolarmente pericolosa per gli animali, poiché i suoi peli urticanti possono causare gravi reazioni allergiche e danni ai tessuti.

La processionaria della quercia (Thaumetopea processionea), pur essendo meno comune, infesta le querce e segue un ciclo simile, con larve che si muovono in processione lungo i tronchi degli alberi e scendono verso il suolo per il loro sviluppo. Anche in questo caso, i peli urticanti sono pericolosi per gli esseri umani e gli animali, sebbene le infestazioni siano generalmente meno frequenti rispetto a quelle del pino. Entrambe le specie sono pericolose se non gestite correttamente, in particolare durante i periodi di massima attività delle larve.

Cosa NON fare in caso di processionaria
In caso di esposizione alla processionaria, ci sono alcune azioni che è bene evitare per non aggravare la situazione:
- Non toccare direttamente l’animale senza protezione: I peli urticanti della processionaria possono essere trasferiti facilmente dalle mani, quindi non dovresti mai toccare l’animale senza indossare guanti protettivi.
- Non cercare di rimuovere i peli urticanti a mani nude: I peli della processionaria sono molto irritanti e, se maneggiati senza precauzioni, potrebbero causare irritazioni anche a te. Usa sempre guanti protettivi e, se possibile, una pinzetta per rimuovere eventuali peli rimasti attaccati alla pelle.
- Non ignorare i sintomi: Se noti che l’animale ha sintomi di avvelenamento o irritazione (come gonfiore della bocca, difficoltà respiratorie, o salivazione eccessiva), non perdere tempo e rivolgiti immediatamente a un veterinario. L’intervento rapido è essenziale per evitare danni gravi.
- Non cercare di trattare da soli la situazione con farmaci senza la consulenza del veterinario: Evita di somministrare farmaci senza prescrizione, poiché potrebbero non essere efficaci o addirittura peggiorare la condizione. Solo un veterinario può consigliare il trattamento adeguato.
- Non trascurare l’area infestata: Se l’animale ha avuto contatti con la processionaria, non lasciare che ritorni nella stessa zona senza una pulizia accurata. La contaminazione dell’ambiente può rappresentare un pericolo anche per altri animali o persone.
Come disinfestare dalle processionarie
Per disinfestare dalle processionarie, la prima operazione consiste nella rimozione manuale dei nidi situati sulle cime degli alberi infestati. Questa attività va eseguita con attenzione, indossando guanti protettivi e una maschera per evitare il contatto con i peli urticanti delle larve. I nidi vanno distrutti o bruciati per prevenire la proliferazione delle larve. Oltre alla rimozione manuale, un’altra opzione è l’applicazione di insetticidi specifici contro le processionarie, che devono essere utilizzati durante il periodo di attività delle larve o durante la schiusa delle uova. L’applicazione di questi trattamenti dovrebbe essere eseguita con cautela e preferibilmente da professionisti, per non danneggiare l’ambiente circostante.
Un’altra tecnica per il controllo delle processionarie è l’utilizzo di trappole a feromoni, che catturano gli adulti e riducono la formazione di nuove generazioni. In alternativa, i trattamenti biologici, come il Bacillus thuringiensis, possono essere utilizzati per ridurre le larve in modo naturale e sicuro, senza danneggiare altri organismi. Per garantire un’efficace disinfestazione, è importante monitorare regolarmente le aree a rischio e ripetere i trattamenti quando necessario. In caso di infestazioni gravi, è sempre consigliato rivolgersi a professionisti per una gestione sicura e mirata del problema.
Solitamente la rimozione dei nidi di processionaria non è un’operazione fai-da-te: le setole urticanti disperse durante la manipolazione rappresentano un rischio concreto anche per chi interviene. L’unico approccio sicuro è affidarsi a ditte specializzate in disinfestazione, attrezzate con dispositivi di protezione individuale e con le attrezzature per lo smaltimento corretto dei nidi rimossi. È espressamente vietato, in molti Comuni italiani, depositare rami con nidi di processionaria sulla pubblica via o smaltirli tramite la raccolta porta a porta.
Per i pini e le querce su suolo pubblico – parchi, strade, giardini comunali – la segnalazione va fatta direttamente all’Ufficio Ambiente o Verde Pubblico del Comune di residenza: molte amministrazioni locali effettuano interventi di disinfestazione gratuita sul verde pubblico, spesso con trattamenti biologici a base di Bacillus thuringiensis eseguiti preventivamente tra ottobre e novembre. Per gli alberi su proprietà privata o condominiale, dal 2008 esiste in molte regioni un obbligo normativo di intervento a carico del proprietario, con l’ingaggio di una ditta autorizzata. In caso di dubbio su chi sia responsabile dell’albero infestato, il primo riferimento è sempre l’Ufficio Ambiente comunale o il Servizio Fitosanitario Regionale.
Come evitare la processionaria
Per evitare il rischio legato alla processionaria, è importante adottare alcune misure preventive in aree dove queste larve sono comuni. Una delle strategie principali è evitare di passeggiare in prossimità di alberi infestati, specialmente durante i periodi di maggiore attività, come la primavera e l’autunno, quando le larve scendono dagli alberi in processione. Se hai alberi di pino o quercia nel tuo giardino, è utile controllare regolarmente la presenza di nidi di processionaria sulle cime degli alberi e, se individuati, rimuoverli con attenzione, preferibilmente con l’aiuto di un professionista.
In caso di infestazioni gravi, può essere necessario ricorrere a trattamenti specifici, come l’uso di insetticidi o trappole, sempre con cautela, per evitare danni all’ambiente e agli animali. Inoltre, è consigliabile tenere gli animali domestici al guinzaglio durante le passeggiate in aree a rischio e prestare attenzione a segnali di infestazione come la presenza di nidi o larve visibili sugli alberi.
Se il cane annusa o entra in contatto con la processionaria
Capita purtroppo di frequente che i cani annusino o entrino in contatto con le processionarie. Questo perché durante la primavera si sta più spesso fuori e anche perché i cani sono incuriositi da queste piccole creature. I peli della processionaria sono acuminati e inoculano una tossina altamente pericolosa che farà subito provare dolore al nostro cane. Noteremo quasi immediatamente un cambio di comportamento nel nostro animale, che sarà più agitato e in poco tempo manifesterà altri sintomi, come eruzioni cutanee sulla pelle e infiammazioni su naso e bocca e talvolta anche occhi.
Cosa succede se il cane mangia la processionaria
Se il cane mangia una processionaria, le conseguenze sono più gravi. Perché in caso di contatto, le reazioni possono rimanere perlopiù locali, se invece la processionaria viene mangiata dal cane o sei peli raggiungono lo stomaco possono esserci complicanze serie. Per questo motivo è importante andare subito dal veterinario e aggiornarlo sul fatto accaduto. In questo caso, infatti il cane subirà lesioni gastriche e presenterà sintomi come vomito e diarrea con sangue. Nei casi più gravi si può anche arrivare alla morte dell’animale.

Sintomi della processionaria nel cane
Il quadro clinico si sviluppa rapidamente: i primi segnali compaiono entro 10-15 minuti dal contatto e l’evoluzione verso la forma grave può avvenire nell’arco di un’ora. La velocità di progressione è direttamente correlata alla quantità di setole con cui il cane è venuto a contatto e alla sede del contatto.
- Scialorrea (ipersalivazione): produzione eccessiva di saliva causata dal dolore locale e dall’irritazione delle mucose – spesso il primo segnale visibile dopo il contatto
- Glossite edematosa (gonfiore della lingua): infiammazione acuta con accumulo di liquidi nel tessuto linguale che ostacola deglutizione e respirazione
- Necrosi della mucosa orale: morte cellulare progressiva dei tessuti della bocca e della lingua, con formazione di aree scure e possibile distacco parziale – si manifesta nelle 24-72 ore successive
- Ipertermia reattiva (febbre): temperatura corporea oltre 39,5°C, segno della risposta infiammatoria sistemica alla taumatopoeina assorbita
- Vomito e diarrea: reazione del tratto gastrointestinale alla tossina; nei casi di ingestione diretta possono comparire tracce di sangue
- Anoressia e astenia (mancanza di appetito e spossatezza): il cane rifiuta il cibo sia per malessere generale sia per impossibilità fisica di mangiare a causa delle lesioni orali
- Dispnea (difficoltà respiratoria): riduzione del lume delle vie aeree per angioedema laringeo e faringeo – il segnale più critico, richiede intervento veterinario immediato
Sintomi precoci (primi 15-30 minuti)
Il primo segnale è quasi sempre comportamentale: il cane diventa improvvisamente agitato, si strofina il muso con le zampe, scuote la testa o raspa il terreno. A livello fisico compaiono nell’ordine: ipersalivazione (scialorrea abbondante), arrossamento e gonfiore delle labbra e della mucosa orale, vomito – spesso il tentativo riflesso dell’organismo di espellere le setole ingerite. La lingua si presenta edematosa, di colorito rosso vivo, con possibili striature emorragiche sulle papille.
Progressione verso la forma grave: angioedema, cianosi, dispnea
In assenza di trattamento immediato, il gonfiore progredisce verso un angioedema (edema diffuso dei tessuti molli del muso e della gola) che può compromettere il passaggio dell’aria. Nei casi più gravi si sviluppa un quadro anafilattico con cianosi della lingua e delle mucose (colorazione blu-violacea per carenza di ossigeno), dispnea (difficoltà respiratoria), ipotensione e collasso. Questi segni costituiscono un’emergenza salvavita che richiede intervento veterinario entro pochi minuti. La febbre nel cane può comparire nelle ore successive come segno di risposta infiammatoria sistemica.
Sequele a lungo termine: necrosi della lingua e lesioni tissutali
La complicanza più grave e più caratteristica dell’avvelenamento da processionaria è la necrosi della lingua: il tessuto colpito dalla taumatopoeina può andare incontro a morte cellulare progressiva, con formazione di aree necrotiche scure che nei casi estremi portano al distaccamento parziale della lingua stessa. Questa sequela non è immediata – si manifesta nelle 24-72 ore successive al contatto – e richiede spesso gestione chirurgica per la rimozione del tessuto necrotico. Le ulcere corneali rappresentano un’altra sequela possibile in caso di contatto oculare non trattato tempestivamente.
Tabella differenziale processionaria – puntura di insetto
| Caratteristica | Processionaria | Puntura d’insetto (ape/vespa) |
|---|---|---|
| Esordio sintomi | 10-15 minuti | 5-10 minuti |
| Sede principale | Lingua, mucosa orale | Punto di contatto localizzato |
| Ipersalivazione | Marcata | Assente o lieve |
| Necrosi tissutale | Possibile (24-72h) | Assente |
| Rischio anafilassi | Sì | Sì |
| Trattamento urgente | Sì – sempre | Sì se reazione grave |
Tabella differenziale processionaria – ingestione caustica
| Caratteristica | Processionaria | Ingestione caustica |
|---|---|---|
| Causa | Setole urticanti – taumatopoeina | Detersivi, candeggina, acidi |
| Lesioni orali | Edema + necrosi | Ustioni chimiche diffuse |
| Vomito | Frequente | Frequente |
| Diagnosi | Anamnesi ambientale (primavera) | Anamnesi domestica |
| Antidoto specifico | No | No |
| Decorso | Rapido, potenzialmente letale | Variabile |
A causa della volatilità dei peli urticanti della processionaria, gli occhi del cane sono particolarmente vulnerabili, come infiammazioni della congiuntiva e della cornea con conseguenti ulcere corneali, con il rischio di ulcere corneali che potrebbero compromettere seriamente la vista dell’animale. In presenza di questi sintomi, è fondamentale rivolgersi immediatamente a un veterinario per un trattamento tempestivo, in modo da prevenire danni permanenti o mortali.

Diagnosi, esami e prognosi della processionaria nel cane
La diagnosi è quasi sempre clinica e anamnestica: il veterinario valuta i sintomi insieme al contesto – stagione, tipo di passeggiata, presenza di pini o querce nell’area frequentata. Non esiste un esame specifico per la taumatopoeina; gli esami del sangue (emocromo, biochimica) sono utili per valutare l’entità della risposta infiammatoria sistemica e monitorare la funzionalità renale ed epatica nei casi gravi. Il veterinario classifica la gravità in base all’estensione delle lesioni orali, alla presenza di angioedema e all’eventuale compromissione respiratoria.
Trattamento d’urgenza: corticosteroidi, antistaminici, adrenalina
Il trattamento si articola in base alla gravità. Nelle forme lievi-moderate il protocollo prevede la somministrazione di corticosteroidi ad azione rapida – tipicamente desametasone per via endovenosa o intramuscolare – per bloccare la cascata infiammatoria, associati ad antistaminici (difenidramina) per antagonizzare l’effetto istaminergico della taumatopoeina. Nelle forme gravi con quadro anafilattico è indicata la somministrazione di epinefrina (adrenalina) sottocutanea o endovenosa, broncodilatatori e fluidoterapia per sostenere la pressione arteriosa. La terapia antibiotica è aggiunta in presenza di lesioni necrotiche estese, per prevenire le sovrainfezioni batteriche.
Gestione ospedaliera e dimissione
I cani con angioedema grave o compromissione respiratoria richiedono ricovero ospedaliero per monitoraggio continuo. L’alimentazione nelle prime 24-48 ore viene spesso somministrata con sondino nasogastrico o per via parenterale se le lesioni orali rendono impossibile la deglutizione. La dimissione avviene quando il gonfiore è risolto, la temperatura è normalizzata e il cane è in grado di alimentarsi autonomamente.
Prognosi in base alla tempestività dell’intervento
La prognosi è favorevole se il trattamento è avviato entro la prima ora dal contatto. Nei casi trattati tempestivamente la maggior parte dei cani si recupera completamente in 3-7 giorni. Il ritardo nell’intervento è il principale fattore prognostico negativo: la necrosi della lingua, una volta instaurata, può richiedere settimane di gestione e lasciare sequele permanenti. I casi non trattati possono essere letali per soffocamento da angioedema o per shock anafilattico.
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Cura e prevenzione: come curare la processionaria
Il primo soccorso non sostituisce la visita veterinaria – che va sempre effettuata – ma può ridurre l’assorbimento della tossina nelle fasi iniziali. Indossare guanti protettivi prima di toccare il cane: le setole si trasferiscono facilmente alle mani e provocano reazioni urticanti anche nell’uomo.
Sciacquare abbondantemente bocca e muso con acqua tiepida corrente, senza strofinare per non conficare ulteriormente le setole nei tessuti. Se disponibile, una soluzione di acqua e bicarbonato di sodio (un cucchiaino per 500 ml) può aiutare a neutralizzare parzialmente la tossina. Non tentare di rimuovere le setole visibili con le dita. Partire immediatamente per il veterinario comunicando all’arrivo la natura del contatto e il tempo trascorso.
- Rimuovere l’insetto dalla bocca del cane senza indugio, anche se il contatto può causarci un’infiammazione. Se il tuo cane ha ingerito una processionaria prova a farlo vomitare il prima possibile;
- Lavare l’area interessata con una soluzione salina fisiologica calda, poiché il calore riduce l’effetto delle tossine del bruco processionaria. Oppure con dell’acqua e bicarbonato per rimuovere rapidamente i peli dalla sua bocca. Tuttavia, visto che il tempo è importante e non sempre si hanno queste cose a portata di mano, si può usare dell’acqua pulita presa da qualsiasi fonte per pulire la lingua del cane;
- Vai dal tuo veterinario perché il trattamento dopo il contatto tra una processionaria e il tuo animale può variare a seconda della gravità della lesione. Il trattamento di solito prevede l’uso di corticosteroidi ad azione rapida, ma i casi più gravi dovrebbero essere trattati anche con antibiotici o antistaminici.
Cosa NON fare (errori comuni da evitare)
Non tentare di far vomitare il cane con metodi fai-da-te come sale o acqua ossigenata: il vomito forzato può aggravare le lesioni esofagee già presenti. Non somministrare antistaminici da banco o cortisonici senza prescrizione veterinaria: il dosaggio scorretto può essere inefficace o dannoso. Non strofinare o tamponare con cotone le aree colpite: il movimento meccanico conficcherebbe ulteriormente le setole nei tessuti. Non perdere tempo a cercare rimedi naturali: l’intossicazione da processionaria non è gestibile a domicilio.
Come prevenire il contatto durante le passeggiate
La prevenzione è l’unica strategia davvero efficace. Da febbraio a maggio, evitare percorsi che passano sotto pini o querce nelle ore in cui le processioni sono attive (tipicamente nelle prime ore del mattino o al tramonto). Imparare a riconoscere i nidi sericei sulle cime dei pini – visibili da lontano già da novembre – permette di identificare le aree a rischio prima della stagione pericolosa.
Il cane va tenuto al guinzaglio corto nelle zone boschive durante il periodo critico. Verificare con il Comune o con il gestore del verde pubblico se sono stati eseguiti trattamenti di disinfestazione nei parchi frequentati – molte amministrazioni locali effettuano trattamenti preventivi con Bacillus thuringiensis (un batterio naturale, non tossico per i mammiferi) tra ottobre e novembre, quando le larve sono ancora nei primi stadi e prive di setole urticanti.
Alimentazione durante la convalescenza
Nei cani colpiti da processionaria, la gestione alimentare nella fase acuta e post-acuta è parte integrante della terapia. L’edema e le lesioni della lingua e della mucosa orale rendono la masticazione estremamente dolorosa: forzare un’alimentazione solida nelle prime 24-48 ore rischia di aggravare le lesioni. Il veterinario indicherà il momento opportuno per riprendere l’alimentazione autonoma; nella fase di transizione sono indicati alimenti umidi di alta qualità a temperatura ambiente, somministrati in piccole porzioni frequenti. Evitare crocchette secche fino a completa risoluzione delle lesioni orali.
Nei casi con lesioni gastrointestinali (ingestione di setole), la dieta deve essere facilmente digeribile e a basso residuo: pollo lessato, riso bianco o alimenti veterinari specifici per la convalescenza digestiva. Gli acidi grassi omega-3, presenti in oli di pesce di qualità, supportano la riparazione delle membrane cellulari danneggiate dall’infiammazione e possono essere integrati su indicazione veterinaria. Evitare qualsiasi alimento che possa irritare ulteriormente le mucose già compromesse: cibi speziati, grassi in eccesso, ossi.
Tieni traccia della salute del tuo cane, anche dopo un’emergenza.
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FAQ – Domande e risposte sulla processionaria
I sintomi del contatto o dell’ingerimento di una processionaria sono molto rapidi. Già nei primi dieci minuti si può notare il cambio di comportamento nel cane che inizia ad essere agitato. Anche l’evoluzione dei sintomi è molto rapida, per questo occorre immediatamente sciacquare le parti interessate e andare con urgenza dal veterinario.
Se il tuo animale è venuto in contatto con i peli urticanti della processionaria la prima cosa da fare è allertare il tuo medico veterinario o un pronto soccorso veterinario. Nel frattempo lava la parte interessata con acqua e fisiologica o acqua e bicarbonato, che riduce l’effetto urticante. L’obiettivo è quello di rimuovere la maggior quantità di peli possibili.
I mesi primaverili, tra marzo e aprile sono quelli più pericolosi per i nostri amici animali. In questo periodo, infatti, la processionaria scende dai tronchi degli alberi in fila indiana e cammina in lunghe processioni sul terreno.
La gravità e la rapidità con cui si manifestano i sintomi permettono di capire subito che il cane ha una reazione infiammatoria ad una sostanza fortemente urticante. Il cane è agitato, sbava molto, gli si gonfia la lingua e gli si possono arrossare gli occhi. Anche se non si ha la certezza che sia processionaria, è opportuno recarsi al più presso dal veterinario.
La prima manifestazione sarà il cambiamento nel suo comportamento perché sarà agitato a causa del dolore. Dopodiché inizierà ad avere abbondante bava e a manifestare un’infiammazione cutanea intorno al muso e al naso. Gli si gonfierà la lingua e, a seconda della zona del contatto, gli si potranno arrossare gli occhi. Nei casi più gravi c’è la necrosi della lingua e difficoltà respiratorie.
Fortunatamente la processionaria è ben riconoscibile. Infatti ha un colore arancio-marroncino con striature grigio-blu e molti e folti peli urticanti sul dorso. Il colore può variare a seconda della specie e della zona in cui si trova, mentre la sua lunghezza va da 1 a 4 centimetri. Un altro segno di riconoscimento di questo insetto è il fatto che si muovono insieme compiendo una lunga fila indiana.
Bisogna immediatamente allertare il veterinario e provare a far vomitare il cane. In questo caso, sciacquare la bocca con acqua e fisiologica o acqua e bicarbonato sono efficaci solo in parte perché l’insetto provocherà anche danni all’apparato gastrointestinale.
Ci sono diverse tecniche: o manualmente rimuovendo in inverno i nidi dagli alberi di modo che non proliferino, o con tecniche biologiche eseguite da persone esperte che si avvalgono di altri animali in grado di contrastare le processionarie. In alternativa, durante la stagione primaverile si possono utilizzare delle trappole tra cui le più comuni sono quelle collanti e quelle ai feromoni. In caso di grave infestazione di processionarie e di pericolo perché magari presenti nel giardino di casa, si può optare per una disinfestazione specializzata.
L’irritazione causata dalla processionaria può durare da poche ore a diversi giorni, a seconda della gravità del contatto e della sensibilità dell’individuo o dell’animale. In caso di reazioni gravi, come gonfiore o difficoltà respiratorie, è fondamentale rivolgersi tempestivamente a un medico o veterinario per un trattamento adeguato.
Glossario
- Taumatopoeina: proteina tossica contenuta nelle setole urticanti della processionaria, responsabile della reazione infiammatoria acuta. Agisce stimolando il rilascio di istamina e provocando danno diretto ai tessuti a contatto.
- Setole urticanti (o peli orticanti): strutture microscopiche a forma di arpione presenti sul corpo delle larve mature. Sono cave e rilasciano taumatopoeina al contatto con le mucose o la pelle.
- Taumatopoeina – azione istaminergica: meccanismo con cui la tossina stimola il rilascio di istamina, provocando vasodilatazione, aumento della permeabilità dei vasi e gonfiore dei tessuti.
- Angioedema: gonfiore rapido e diffuso dei tessuti molli – in questo caso muso, lingua, gola – causato dall’accumulo di liquidi per aumento della permeabilità vascolare. Quando coinvolge la laringe può ostruire le vie respiratorie.
- Necrosi tissutale: morte progressiva e irreversibile delle cellule di un tessuto. Nel caso della processionaria colpisce la lingua e la mucosa orale nelle 24-72 ore successive al contatto non trattato.
- Scialorrea: produzione eccessiva di saliva. Nel contatto da processionaria è causata dall’irritazione delle mucose orali e dal dolore locale.
- Glossite edematosa: infiammazione acuta della lingua con accumulo di liquidi nel tessuto (edema). Si manifesta come gonfiore rapido che può ostacolare deglutizione e respirazione.
- Dispnea: difficoltà respiratoria causata dalla riduzione del lume delle vie aeree. Nel contatto da processionaria è conseguenza dell’angioedema laringeo e faringeo.
- Anoressia: rifiuto totale del cibo. Nel cane colpito da processionaria è causata sia dal malessere sistemico sia dall’impossibilità fisica di mangiare a causa delle lesioni orali.
- Bacillus thuringiensis: batterio naturale utilizzato nei trattamenti biologici di disinfestazione preventiva contro la processionaria. Non è tossico per i mammiferi e viene applicato sugli alberi tra ottobre e novembre, quando le larve sono nei primi stadi e prive di setole urticanti.
- Lepidottero: ordine di insetti che comprende farfalle e falene. La processionaria (Thaumetopoea pityocampa) appartiene a questo ordine e completa il suo ciclo vitale passando da uovo a larva (bruco), crisalide e adulto (falena).
📚 Fonti e approfondimenti: PMC Pub Med, National Library of Medicine, Wikipedia,
✍️ Scritto da: Redazione DoctorVet
✅ Revisionato da: Dottoressa Sara Ghizzardi
📅 Ultima revisione: 11-06-2026



