Carlino: malattie respiratorie e problemi da brachicefalia

Il Carlino è tra le razze con il più alto carico patologico legato alla conformazione brachicefalica. Uno studio su oltre 4000 soggetti documenta un rischio quasi doppio di ricevere almeno una diagnosi rispetto agli altri cani. Problemi respiratori, neurologici, vertebrali e oculari sono predisposizioni razziali specifiche. Sapere cosa monitorare, prima e dopo l’adozione, cambia l’esito clinico.
Carlino malattie respiratorie e problemi da brachicefalia

Patologie e apparato

  • Respiratorio: sindrome brachicefalica ostruttiva delle vie aeree (BOAS), narici stenotiche, intolleranza al calore e colpo di calore
  • Neurologico: meningoencefalite necrotizzante del Carlino (PDE/NME)
  • Vertebrale: emivertebre, coda a cavatappi (screwtail) e compressione midollare
  • Oculare: cheratite pigmentaria, ulcere corneali, cheratocongiuntivite secca (occhio secco)

Screening e prevenzione per il Carlino

La prevenzione nel Carlino segue le sue predisposizioni specifiche e cambia con l’età. Un protocollo di controlli mirati permette di individuare BOAS, problemi vertebrali e oculari nella finestra in cui l’intervento è ancora efficace.

Cucciolo (0-12 mesi)

  • Valutazione respiratoria: esame di narici e grado di ostruzione, con eventuale correzione chirurgica precoce delle narici stenotiche
  • Radiografia di torace e colonna (6-12 mesi): per identificare le emivertebre prima dei segni clinici
  • Controllo oculistico: conformazione palpebrale e superficie corneale

Giovane adulto (1-5 anni)

  • Sorveglianza neurologica: qualsiasi crisi convulsiva o segno nervoso va indagato subito con risonanza e analisi del liquor (età di esordio tipica della PDE/NME)
  • Test di Schirmer annuale + controllo corneale per l’occhio secco
  • Controllo del peso: l’obesità peggiora la BOAS
  • Valutazione respiratoria annuale: per intercettare la progressione della BOAS verso il collasso laringeo
  • Visita oculistica annuale: cheratite pigmentaria e ulcere corneali
  • Valutazione ortopedica in caso di zoppia o riluttanza al movimento

Senior (>7 anni)

  • Controllo cardiologico e respiratorio prima di qualsiasi sedazione (rischio anestesiologico brachicefalo)
  • Esami del sangue periodici e monitoraggio oculistico continuativo
  • Attenzione al dolore vertebrale cronico

Test genetici consigliati pre-adozione da richiedere all’allevatore prima dell’adozione:

  • Marcatori PDE/NME sui riproduttori: rischio per la meningoencefalite necrotizzante
  • Radiografie di anca e colonna dei genitori: Legg-Calvé-Perthes ed emivertebre
  • Valutazione BOAS e oculistica dei genitori: predittori del rischio nella cucciolata
  • Storia familiare

Perché il Carlino è più a rischio

Il Carlino non è un cane fragile per caso: la sua predisposizione patologica è la conseguenza diretta della selezione morfologica. Uno studio britannico condotto su un campione di 4308 Carlini ha confrontato la frequenza di 40 disturbi comuni tra questa razza e la popolazione canina generale. Il risultato è netto: il Carlino ha quasi il doppio della probabilità di ricevere almeno una diagnosi, con un rischio significativamente aumentato per 23 delle 40 patologie esaminate, tra cui la BOAS, le narici stenotiche e le ulcere corneali. Il profilo clinico della razza, in altre parole, si discosta profondamente da quello del cane comune e richiede accortezze dedicate.

Il Carlino è stato selezionato per secoli come cane da compagnia, privilegiando tratti estetici precisi: muso schiacciato, occhi grandi e sporgenti, testa rotonda, corpo compatto. Questi caratteri, ricercati per l’aspetto “neotenico” (simile a un cucciolo), sono gli stessi che oggi generano il carico patologico della razza. La brachicefalia (riduzione della lunghezza del cranio e del muso) non è un dettaglio morfologico: è il fattore che condiziona respirazione, termoregolazione, conformazione oculare e struttura vertebrale.

Ogni tratto tipico del Carlino corrisponde a una vulnerabilità clinica. Il muso corto comprime le vie aeree superiori in uno spazio insufficiente, causando la sindrome ostruttiva. Gli occhi prominenti, poco protetti dalle orbite piatte, restano esposti a traumi, ulcere e secchezza corneale. La selezione per la coda arricciata è legata a malformazioni vertebrali (emivertebre) che possono comprimere il midollo spinale. Le pieghe cutanee del muso creano microambienti caldi e umidi favorevoli alle infezioni. A questo si aggiunge una predisposizione genetica razza-specifica per una grave malattia neurologica infiammatoria, la meningoencefalite necrotizzante. Il rischio del Carlino, quindi, non è distribuito a caso: segue la sua anatomia.

Quando andare dal veterinario

Nel Carlino alcuni segnali non vanno mai attesi. Rivolgiti subito al veterinario se noti uno di questi criteri:

  • se compare stridore respiratorio (rumore inspiratorio) anche a riposo o durante il sonno
  • se lingua o gengive diventano bluastre (cianosi), anche solo per pochi secondi
  • se dopo esposizione al caldo compaiono affanno marcato, barcollamento, vomito o collasso
  • se si verifica anche una sola crisi convulsiva, o compaiono improvvisi movimenti in circolo, testa inclinata o perdita di equilibrio
  • se un occhio resta socchiuso, opaco o con scarico comparso da meno di 24-48h
  • se il cane trascina gli arti posteriori o mostra debolezza progressiva del treno posteriore

Problemi respiratori

I disturbi respiratori sono la firma clinica del Carlino e la principale causa di intolleranza all’esercizio, russamento e rischio anestesiologico. Derivano tutti dalla stessa origine: uno scheletro facciale accorciato che costringe tessuti molli di dimensioni normali in uno spazio troppo ridotto. Il risultato è una resistenza anomala al flusso d’aria che il cane compensa con uno sforzo respiratorio costante, spesso mal interpretato dai proprietari come una caratteristica “normale” della razza.

Questa premessa è importante: il russare, il respiro rumoroso e l’affanno facile non sono normali. Sono sintomi. Riconoscerli precocemente permette di intervenire prima che l’ostruzione progredisca verso il collasso laringeo, una complicanza irreversibile.

Sindrome brachicefalica ostruttiva delle vie aeree (BOAS)

La BOAS (sindrome brachicefalica ostruttiva delle vie aeree) è un insieme di anomalie anatomiche che ostacolano il passaggio dell’aria. Nel Carlino comprende tipicamente narici stenotiche (aperture nasali troppo strette), palato molle allungato (che ricade nella gola ostruendo la laringe), sacculi laringei everti (piccole estroflessioni di mucosa risucchiate nelle vie aeree) e, nei casi avanzati, collasso laringeo. A queste si associano spesso alterazioni digestive come reflusso gastroesofageo ed ernia iatale, perché lo sforzo inspiratorio cronico altera anche la pressione a livello esofageo.

I sintomi che il proprietario osserva sono respiro rumoroso (stertore e stridore), russamento anche da sveglio, affaticamento rapido, difficoltà a dormire disteso, rigurgito e, nei casi gravi, episodi di svenimento (sincope). Quando è urgente: stridore a riposo, gengive o lingua bluastre, respiro a bocca aperta con sforzo addominale, o qualsiasi episodio di collasso richiedono valutazione immediata.

Narici stenotiche

Le narici stenotiche sono la componente più visibile della BOAS: le aperture nasali sono così strette che le ali del naso collassano verso l’interno a ogni inspirazione. Sono identificabili già nel cucciolo e rappresentano il primo elemento correggibile chirurgicamente. Nel Carlino sono tra le anomalie a più alta prevalenza documentata.

Il segnale osservabile è semplice: le narici appaiono come fessure sottili anziché aperture arrotondate, e il cane tende a respirare con la bocca anche a riposo. Quando è urgente: di per sé non costituiscono un’emergenza, ma se accompagnate da sforzo respiratorio marcato o colorazione bluastra delle mucose vanno valutate senza attendere.

Colpo di calore

Il colpo di calore (ipertermia) nel Carlino non è un evento raro ma un rischio strutturale. Il cane si raffredda soprattutto attraverso il respiro (ansimando), ma le vie aeree ostruite rendono questo meccanismo inefficiente. Bastano temperature moderate, una passeggiata nelle ore calde o un’auto ferma per portare rapidamente il cane in ipertermia critica. È una delle emergenze più frequenti e potenzialmente fatali della razza.

I sintomi sono ansimare intenso e incessante, salivazione abbondante, gengive rosso vivo, barcollamento, vomito o diarrea, fino al collasso. Quando è urgente: sempre. Il colpo di calore è un’emergenza assoluta. In attesa del veterinario, sposta il cane all’ombra e bagnalo con acqua fresca (non ghiacciata), ma non ritardare il trasporto in clinica.

Tabella differenziale – Gravità della BOAS nelle principali razze brachicefale

ParametroCarlinoBulldog FranceseBoxer
Componente prevalenteNarici stenotiche + palato mollePalato molle + collasso laringeoNarici stenotiche, forma più lieve
Rischio colpo di caloreMolto altoMolto altoModerato
Intolleranza all’esercizioMarcataMarcataModerata

Problemi neurologici

Il Carlino è l’unica razza a dare il nome a una malattia neurologica: la meningoencefalite necrotizzante, storicamente nota come “encefalite del Carlino”. Si tratta di una patologia infiammatoria del cervello a base genetica e immunomediata, cioè in cui il sistema immunitario aggredisce erroneamente il tessuto nervoso dell’animale. Non è una condizione rara o marginale: è una delle cause più temute di crisi convulsive nella razza.

A differenza dei problemi respiratori, che progrediscono nell’arco di mesi o anni, questa malattia può manifestarsi in modo improvviso e drammatico in un cane apparentemente sano. Riconoscere i primi segni e agire rapidamente è l’unico margine di intervento disponibile.

Meningoencefalite necrotizzante del Carlino (PDE/NME)

La meningoencefalite necrotizzante (PDE, Pug Dog Encephalitis, o NME) è un’infiammazione che distrugge la corteccia cerebrale. Colpisce tipicamente soggetti giovani, con esordio documentato tra i 9 mesi e i 7 anni. Ne esistono due forme: una acuta, che si presenta con crisi convulsive a insorgenza improvvisa e segni neurologici gravi, e una a progressione lenta, in cui il cane manifesta crisi isolate e tra un episodio e l’altro appare neurologicamente normale.

I segni osservabili includono crisi convulsive, difficoltà a camminare e debolezza, movimenti in circolo (circling), testa inclinata o spinta contro un ostacolo fisso (head pressing), perdita dell’equilibrio e cecità con riflessi pupillari conservati. La diagnosi si basa su segnalamento, esame neurologico, risonanza magnetica e analisi del liquido cerebrospinale (che mostra proteine elevate e aumento dei linfociti); la conferma definitiva richiede la biopsia.

Non esiste una terapia risolutiva: il trattamento con corticosteroidi e antiepilettici (come il fenobarbital) può controllare temporaneamente i sintomi, ma la prognosi resta riservata. Quando è urgente: sempre e immediatamente. Anche una sola crisi convulsiva, o la comparsa di circling, head pressing o cecità improvvisa, impone una valutazione neurologica urgente.

Tabella differenziale – PDE/NME vs epilessia idiopatica

ParametroPDE/NME (Carlino)Epilessia idiopatica
Segni tra una crisi e l’altraSpesso presenti (circling, cecità, atassia)Assenti, cane normale
Liquido cerebrospinaleAlterato (proteine e linfociti aumentati)Nella norma
PrognosiRiservataGeneralmente gestibile a lungo termine

Problemi vertebrali

La coda arricciata del Carlino, uno dei tratti estetici più caratteristici della razza, ha un rovescio clinico preciso: è l’espressione visibile di una malformazione vertebrale. La stessa selezione che ha prodotto la “coda a cavatappi” ha favorito anomalie nella formazione delle vertebre lungo tutta la colonna, che nella maggior parte dei casi restano silenti ma in alcuni soggetti comprimono il midollo spinale.

Questi problemi si collocano al confine tra ortopedia e neurologia: nascono da un difetto scheletrico ma si manifestano con segni nervosi, perché è il midollo a subirne le conseguenze. Per questo vanno riconosciuti come parte del profilo di rischio neurologico della razza, non come semplici curiosità anatomiche.

Emivertebre e coda a cavatappi

Le emivertebre sono vertebre malformate, incomplete o di forma cuneiforme, presenti fin dalla nascita. La coda a cavatappi (screwtail) è la loro manifestazione più evidente: la coda avvitata è composta proprio da vertebre deformate. Il problema clinico sorge quando le stesse malformazioni interessano il tratto toracico della colonna: qui le vertebre anomale possono alterare l’allineamento del canale midollare e comprimere il midollo spinale, con danno neurologico progressivo.

I segni che il proprietario può osservare compaiono in genere entro il primo anno di vita e includono debolezza del treno posteriore, andatura incoordinata o barcollante, tendenza a trascinare le zampe posteriori, difficoltà a saltare o salire, e nei casi avanzati incontinenza urinaria o fecale. Quando è urgente: comparsa improvvisa di debolezza o paralisi degli arti posteriori, perdita del controllo di vescica o intestino, o dolore acuto alla schiena richiedono valutazione neurologica immediata, perché la compressione midollare acuta ha una finestra di intervento ristretta.

Malattia di Legg-Calvé-Perthes

La malattia di Legg-Calvé-Perthes (necrosi asettica della testa del femore) è una degenerazione della porzione superiore del femore dovuta a un’interruzione dell’apporto di sangue, che ne causa il progressivo collasso. Colpisce le razze di piccola taglia, Carlino incluso, tipicamente tra i 4 e i 12 mesi di età. Non è una malformazione vertebrale, ma rientra tra i problemi scheletrici a base ereditaria che condizionano la mobilità della razza.

Il segnale osservabile è una zoppia progressiva a carico di un arto posteriore, che peggiora nell’arco di settimane, spesso accompagnata da riluttanza al movimento e riduzione della massa muscolare della coscia colpita. Quando è urgente: non è un’emergenza acuta, ma una zoppia posteriore che persiste oltre pochi giorni in un cane giovane va sempre indagata radiograficamente senza rimandare.

Tabella differenziale – Origine della debolezza posteriore nel Carlino

ParametroEmivertebre (compressione midollare)Legg-Calvé-Perthes
Natura del problemaNeurologica (midollo)Ortopedica (articolazione anca)
Segno prevalenteAtassia, trascinamento zampeZoppia su un arto
Età tipica di esordioEntro il primo anno4-12 mesi

Problemi oculari

Gli occhi grandi e sporgenti del Carlino sono esteticamente distintivi ma anatomicamente esposti. Le orbite piatte offrono scarsa protezione, le palpebre spesso non chiudono completamente durante l’ammiccamento (lagoftalmo) e le pieghe nasali possono sfregare direttamente sulla superficie oculare. Il risultato è una cornea cronicamente irritata e vulnerabile, che rappresenta uno dei distretti a più alta frequenza di patologia nella razza.

Le tre condizioni principali sono spesso collegate tra loro: la secchezza cronica danneggia la cornea, l’irritazione persistente stimola la pigmentazione, e una superficie compromessa si ulcera con facilità. Trattarle precocemente significa preservare la vista.

Cheratite pigmentaria

La cheratite pigmentaria è il deposito progressivo di pigmento scuro (marrone o nero) sulla superficie della cornea, in risposta a un’irritazione cronica. È una delle alterazioni oculari più comuni del Carlino ed è direttamente legata alla sua anatomia: esposizione della cornea, sfregamento delle pieghe nasali, entropion mediale (rotazione della palpebra verso l’interno) e secchezza oculare ne sono le cause abituali. Il pigmento avanza dai margini verso il centro e, se raggiunge l’asse visivo, può ridurre la vista fino alla cecità funzionale.

Il proprietario osserva una velatura brunastra che parte dagli angoli dell’occhio, inizialmente sottile, che nel tempo si estende. Non provoca dolore evidente, motivo per cui viene spesso notata tardi. Quando è urgente: non è un’emergenza acuta, ma la comparsa o l’estensione del pigmento richiede una visita oculistica per identificare e rimuovere la causa irritante prima che la vista sia compromessa.

Ulcere corneali

Le ulcere corneali sono lesioni della superficie dell’occhio particolarmente frequenti nel Carlino a causa dell’esposizione e della ridotta protezione palpebrale. Anche un microtrauma banale, in un occhio secco e sporgente, può evolvere rapidamente. Le ulcere profonde o “che si sciolgono” (melting ulcer) possono progredire fino alla perforazione della cornea nell’arco di ore, con rischio concreto di perdita dell’occhio.

I segni osservabili sono occhio socchiuso, lacrimazione abbondante, arrossamento, opacità della cornea e tendenza a strofinare il muso. Quando è urgente: sempre e rapidamente. Un occhio tenuto chiuso, opaco o con scarico comparso da meno di 24-48h va valutato in giornata, perché la finestra per evitare la perforazione è stretta.

Cheratocongiuntivite secca

La cheratocongiuntivite secca (KCS, o occhio secco) è una ridotta produzione di lacrime, che priva la cornea del suo film protettivo e lubrificante. Nel Carlino contribuisce direttamente sia alla cheratite pigmentaria sia alle ulcere: una superficie non lubrificata si irrita, si pigmenta e si lesiona più facilmente. La diagnosi è semplice e si esegue in ambulatorio con il test di Schirmer, che misura la quantità di lacrime prodotte.

Il segnale tipico è uno scarico oculare denso e appiccicoso (mucoso), spesso giallastro, con occhio dall’aspetto opaco e poco brillante. Quando è urgente: non è un’emergenza immediata, ma lo scarico mucoso persistente associato a occhio opaco va indagato senza attendere, perché l’occhio secco non trattato favorisce le complicanze più gravi.

Tabella differenziale – Cheratite pigmentaria vs ulcera corneale

ParametroCheratite pigmentariaUlcera corneale
AspettoVelatura scura, progressivaOpacità con occhio socchiuso e dolente
DoloreScarso o assenteMarcato
UrgenzaVisita programmataValutazione in giornata



No. Per la conformazione brachicefalica il Carlino tollera male lo sforzo e il calore. Sono indicate passeggiate brevi nelle ore fresche, evitando corsa prolungata, gioco intenso e temperature elevate, che possono scatenare il colpo di calore.

Il russare da sveglio, il respiro rumoroso a riposo, l’affaticamento rapido e la difficoltà a dormire disteso non sono normali: sono sintomi di BOAS. Stridore a riposo o gengive bluastre richiedono valutazione immediata.

La meningoencefalite necrotizzante (PDE/NME) esordisce tipicamente tra i 9 mesi e i 7 anni. Anche una sola crisi convulsiva, o segni come movimenti in circolo e cecità improvvisa, impongono una visita neurologica urgente.

Gli occhi grandi e sporgenti sono poco protetti e la superficie corneale resta esposta. Questo favorisce secchezza, cheratite pigmentaria e ulcere corneali, che vanno intercettate precocemente con controlli oculistici regolari.

Oltre alla visita annuale di routine, il Carlino richiede controlli mirati per apparato (respiratorio, oculare, vertebrale) secondo l’età. È una razza che necessita di monitoraggio più frequente rispetto alla media.

La coda a cavatappi è l’espressione di malformazioni vertebrali (emivertebre). Nella maggior parte dei casi resta silente, ma quando interessa la colonna toracica può comprimere il midollo e causare debolezza del treno posteriore.

Glossario

  • BOAS: sindrome brachicefalica ostruttiva delle vie aeree; insieme di anomalie anatomiche che ostruiscono il flusso d’aria nei cani a muso corto
  • Brachicefalia: conformazione del cranio con muso accorciato e testa larga, alla base delle predisposizioni della razza
  • Narici stenotiche: aperture nasali troppo strette che collassano durante l’inspirazione
  • Palato molle allungato: eccesso di tessuto del palato che ricade nella gola ostruendo la laringe
  • Collasso laringeo: cedimento delle cartilagini della laringe, complicanza avanzata e irreversibile della BOAS
  • Cianosi: colorazione bluastra di lingua e gengive per carenza di ossigeno
  • Sincope: perdita di coscienza transitoria (svenimento)
  • PDE/NME: meningoencefalite necrotizzante del Carlino, infiammazione a base immunomediata della corteccia cerebrale
  • Circling: movimento ripetuto in circolo, segno di sofferenza cerebrale
  • Head pressing: cane che spinge la testa contro un ostacolo fisso, segno neurologico
  • Atassia: mancanza di coordinazione dei movimenti
  • Emivertebre: vertebre malformate, di forma cuneiforme, presenti dalla nascita
  • Coda a cavatappi (screwtail): coda avvitata composta da vertebre deformate, espressione visibile delle emivertebre
  • Malattia di Legg-Calvé-Perthes: necrosi asettica della testa del femore per interruzione dell’apporto di sangue
  • Cheratite pigmentaria: deposito progressivo di pigmento scuro sulla cornea in risposta a irritazione cronica
  • Cheratocongiuntivite secca (KCS): ridotta produzione di lacrime che priva la cornea del film protettivo
  • Test di Schirmer: esame ambulatoriale che misura la quantità di lacrime prodotte
Iscritta all’Ordine dei Medici Veterinari, RM N. 2453

📚 Fonti e approfondimenti: NIH Library Medicine, Fonte 2, Veterinary Partner
✍️ Scritto da: Redazione DoctorVet
✅ Revisionato da: Dottoressa Sara Ghizzardi
📅 Ultima revisione: 01-07-2026

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