Traumi (distorsioni, fratture, corpi estranei tra i cuscinetti), patologie ortopediche (displasia dell’anca o del gomito, rottura del legamento crociato craniale, lussazione rotulea), artrosi e artrite, patologie neurologiche (ernia del disco, mielopatia degenerativa) e malattie sistemiche (leishmaniosi, malattia di Lyme, osteosarcoma).
Appoggio parziale o mancato della zampa, andatura asimmetrica, rigidità dopo il riposo, gonfiore articolare, riluttanza a salire scale o saltare, guaiti al movimento o alla palpazione. Nella zoppia neurologica: trascinamento della zampa, incoordinazione motoria e debolezza muscolare senza dolore apparente.
Riposo controllato e limitazione dell’attività nelle forme acute. Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per il dolore. Fisioterapia e idroterapia per il recupero funzionale. Chirurgia nei casi di fratture, rottura del crociato o displasia grave. Condroprotettori (glucosamina, condroitina) e acidi grassi omega-3 come supporto articolare.
Mantenere il peso corporeo ideale per ridurre il carico articolare. Attività fisica regolare e moderata, evitando sforzi intensi su superfici scivolose. Controlli ortopedici periodici nelle razze predisposte a displasia. Alimentazione bilanciata con integrazione di omega-3 e condroprotettori nei soggetti a rischio o anziani.
Consigli e prevenzione
- Controlla le zampe dopo ogni passeggiata: verifica la presenza di spine, vetri, sassolini o ferite tra i cuscinetti plantari e tra le dita.
- Mantieni il peso forma del cane: il sovrappeso aumenta il carico sulle articolazioni e accelera l’usura della cartilagine, soprattutto in cani predisposti a displasia.
- Evita salti e superfici scivolose: pavimenti in ceramica, scale ripide e salti dal divano o dall’auto sono tra le cause più frequenti di distorsioni e traumi articolari.
- Riscaldamento prima dell’attività fisica: nei cani anziani o con artrosi, i primi minuti di movimento devono essere lenti e graduali per ridurre la rigidità articolare a freddo.
- Integra con omega-3 e condroprotettori: glucosamina, condroitina e acidi grassi essenziali supportano la cartilagine e riducono l’infiammazione articolare cronica.
- Programma controlli ortopedici regolari: nelle razze predisposte (Labrador, Pastore Tedesco, Golden Retriever, Rottweiler) una valutazione ortopedica entro i 12 mesi di età può individuare precocemente displasia dell’anca o del gomito.
La zoppia può peggiorare se non monitorata.
Registra quando è comparsa, quale zampa coinvolge, se peggiora a freddo o dopo il movimento. Il veterinario avrà tutto il quadro clinico per una diagnosi più rapida
Cane che zoppica
Il cane che zoppica richiede un’analisi sistematica per capirne la causa. Una spina conficcata tra i cuscinetti, una rottura del legamento crociato craniale, l’artrosi di un’anca displasica o un’ernia discale producono tutti lo stesso segnale visibile, la zoppia, ma richiedono approcci diagnostici e terapeutici completamente diversi.
Cause della zoppia nel cane
Le cause della zoppia nel cane si dividono in cinque grandi categorie: traumatiche, ortopediche, degenerative, neurologiche e sistemiche. L’età del cane, la razza, la velocità di insorgenza e la localizzazione dell’arto colpito sono i primi elementi che orientano il veterinario verso la diagnosi corretta.
Traumi e contusioni
Il cane che zoppica dopo una botta, una caduta o un movimento brusco presenta nella maggior parte dei casi una zoppia acuta di origine traumatica. Le lesioni più comuni includono distorsioni articolari (stiramento dei legamenti senza rottura completa), contusioni muscolari, fratture ossee e lussazioni, ovvero lo spostamento di un capo articolare dalla sua sede naturale.
Un’altra causa frequente e spesso sottovalutata è la presenza di corpi estranei tra i cuscinetti plantari: spine, forasacchi, schegge di vetro o piccoli sassi possono conficcarsi tra le dita o nella superficie del cuscinetto, provocando dolore acuto e zoppia improvvisa. In questi casi il cane tende a leccarsi insistentemente la zampa coinvolta, a sollevarla da terra e a evitare l’appoggio.
Le fratture da trauma diretto (investimento, caduta dall’alto, urto violento) si riconoscono per l’impossibilità totale di caricare l’arto, il gonfiore marcato, la deformità visibile e il dolore intenso alla palpazione. In presenza di questi segnali, il cane va immobilizzato e portato d’urgenza dal veterinario senza tentare manipolazioni dell’arto.
Patologie ortopediche
Le patologie ortopediche rappresentano una delle cause più frequenti di zoppia cronica o ricorrente, in particolare nelle razze di taglia medio-grande. La displasia dell’anca è una malformazione congenita in cui la testa del femore non si inserisce correttamente nella cavità acetabolare del bacino, generando instabilità articolare, infiammazione e dolore progressivo. Colpisce con maggiore frequenza Labrador Retriever, Pastore Tedesco, Golden Retriever e Rottweiler, con sintomi che possono comparire già dai 5-6 mesi di età.
La rottura del legamento crociato craniale (l’equivalente del crociato anteriore nell’uomo) è la causa ortopedica più comune di zoppia posteriore acuta nel cane adulto. Il legamento si rompe per degenerazione progressiva o per un trauma torsionale improvviso, provocando instabilità del ginocchio, dolore al carico e versamento articolare. Senza trattamento chirurgico, l’articolazione sviluppa artrosi secondaria nel giro di poche settimane.
La lussazione della rotula, frequente nei cani di piccola taglia come Chihuahua, Yorkshire Terrier e Barboncino, si manifesta con una zoppia intermittente: il cane cammina normalmente, poi improvvisamente solleva l’arto posteriore per alcuni passi e riprende ad appoggiarlo. Questo schema a “saltello” è causato dallo scivolamento della rotula fuori dalla sua sede nel solco trocleare del femore.

Artrosi e artrite
L’artrosi (osteoartrite) è una patologia degenerativa cronica caratterizzata dalla progressiva erosione della cartilagine articolare, il tessuto liscio che riveste le estremità ossee all’interno dell’articolazione. Quando la cartilagine si assottiglia e si deteriora, le superfici ossee entrano in contatto diretto, generando dolore, infiammazione e formazione di osteofiti (escrescenze ossee anomale ai margini articolari).
La zoppia da artrosi peggiora tipicamente al freddo e dopo il riposo prolungato: il cane si alza rigido, cammina con difficoltà nei primi minuti e migliora gradualmente con il movimento. Questo schema, definito “zoppia a freddo”, è caratteristico delle forme degenerative e si distingue dalla zoppia traumatica, che al contrario peggiora con l’attività fisica. Nei mesi invernali, il calo delle temperature e l’aumento dell’umidità ambientale accentuano la rigidità articolare e il dolore, rendendo la zoppia da freddo alle zampe un motivo frequente di consultazione veterinaria.
L’artrite, a differenza dell’artrosi, è un processo infiammatorio attivo dell’articolazione che può avere origine infettiva (artrite settica da batteri penetrati per ferite o per via ematica), immuno-mediata (il sistema immunitario attacca i tessuti articolari) o secondaria a patologie come la leishmaniosi. Si manifesta con gonfiore articolare caldo, dolore acuto, zoppia marcata e talvolta febbre, e richiede una diagnosi differenziale precisa tramite analisi del liquido sinoviale.
Cause neurologiche
Non tutte le zoppie originano da ossa e articolazioni. Quando il cane presenta una zoppia senza dolore apparente, non guaisce alla palpazione, non ritrae l’arto, ma lo trascina o lo posiziona in modo anomalo, il problema è spesso neurologico. In questi casi il deficit non è nel sistema muscolo-scheletrico, ma nella trasmissione nervosa che controlla il movimento e la propriocezione (la percezione della posizione del proprio corpo nello spazio).
L’ernia del disco (discopatia intervertebrale) è la causa neurologica più frequente: il disco intervertebrale si deforma e comprime il midollo spinale, provocando debolezza, incoordinazione motoria (atassia) e, nei casi gravi, paralisi degli arti posteriori. Razze condrodistrofiche come il Bassotto, il Pechinese e il Beagle sono particolarmente predisposte. I sintomi possono insorgere gradualmente o in modo iperacuto, con il cane che improvvisamente non riesce più a reggersi sulle zampe posteriori.
La mielopatia degenerativa è una malattia progressiva del midollo spinale che colpisce prevalentemente cani anziani di taglia grande, in particolare il Pastore Tedesco. Inizia con una lieve incoordinazione degli arti posteriori, spesso scambiata per artrosi, e progredisce nell’arco di mesi fino alla perdita completa della mobilità. A differenza dell’artrosi, il cane non manifesta dolore ma mostra una progressiva incapacità di controllare i movimenti degli arti.
Cause infettive e sistemiche
Alcune malattie infettive provocano zoppia come sintomo secondario, colpendo le articolazioni o le ossa per via sistemica. La leishmaniosi, trasmessa dalla puntura dei flebotomi (pappataci), può causare poliartrite (infiammazione simultanea di più articolazioni), con zoppia, gonfiore articolare e dolore accompagnati da altri segni sistemici come dimagrimento, lesioni cutanee e letargia.
La malattia di Lyme (borreliosi), trasmessa dal morso di zecche infette dal batterio Borrelia burgdorferi, si manifesta con zoppia intermittente che può spostarsi da un arto all’altro (cosiddetta “zoppia migrante”), febbre, inappetenza e gonfiore dei linfonodi. La zoppia compare in genere 2-5 mesi dopo il morso della zecca e risponde alla terapia antibiotica, ma la diagnosi precoce è fondamentale per evitare complicazioni renali.
L’osteosarcoma è il tumore osseo primario più frequente nel cane, con forte predisposizione nelle razze di taglia gigante (Alano, San Bernardo, Rottweiler, Levriero Irlandese). La zoppia inizia in modo subdolo, non migliora con il riposo né con gli antinfiammatori, e peggiora progressivamente nell’arco di settimane. A differenza della zoppia traumatica, non è legata a un evento scatenante e si accompagna a un rigonfiamento duro e immobile nella zona colpita, tipicamente a livello del radio distale (vicino al polso) o della tibia prossimale (vicino al ginocchio).
Quando andare dal veterinario
Alcuni segnali richiedono una visita veterinaria
- Se la zoppia persiste da più di 48 ore senza miglioramento, anche se il cane appoggia parzialmente la zampa.
- Se il cane non appoggia la zampa a terra o la tiene completamente sollevata durante la camminata.
- Se la zampa appare gonfia, calda o deformata rispetto all’arto controlaterale.
- Se la zoppia peggiora dopo il riposo anziché migliorare, segno tipico di artrosi o artrite.
- Se il cane trascina la zampa o la posiziona in modo anomalo, segnale di possibile coinvolgimento neurologico.
- Se compaiono altri sintomi sistemici: febbre, perdita di appetito, letargia o gonfiore a più articolazioni contemporaneamente.
- Se la zoppia compare dopo un trauma evidente (investimento, caduta dall’alto, urto violento) con dolore acuto e guaiti.
Sintomi della zoppia nel cane – come riconoscerla
La zoppia non è una malattia ma un segnale clinico, e il modo in cui si manifesta fornisce al veterinario indicazioni fondamentali sulla causa sottostante. Osservare attentamente il cane in movimento – quale arto risparmia, in che momento della giornata zoppica di più, se il problema peggiora o migliora con l’attività – è il primo strumento diagnostico a disposizione del proprietario.
La zoppia anteriore si riconosce dal cosiddetto “cenno del capo”: il cane solleva la testa quando appoggia l’arto dolente e la abbassa quando carica quello sano, in un movimento ritmico che accompagna ogni passo. La zoppia posteriore si manifesta invece con un’oscillazione del bacino, un accorciamento visibile del passo sull’arto colpito e, nei casi più marcati, con il cane che evita completamente l’appoggio sollevando la zampa durante la camminata.

Un elemento clinico spesso trascurato è la distinzione tra zoppia intermittente e zoppia continua. La zoppia intermittente, il cane cammina normalmente, poi improvvisamente solleva l’arto per alcuni passi, è tipica della lussazione rotulea o di fasi iniziali di patologie degenerative. La zoppia continua, presente a ogni passo, indica generalmente un problema strutturale più rilevante: frattura, rottura legamentosa o artrosi avanzata.
La zoppia a freddo (marcata al risveglio o dopo il riposo, con miglioramento progressivo nel movimento) orienta verso l’artrosi. Al contrario, la zoppia che peggiora con l’attività e migliora con il riposo suggerisce una causa traumatica, una lesione tendinea o una frattura da stress. Questa distinzione, semplice da osservare a casa, è una delle informazioni più utili da riferire al veterinario.
Oltre alla zoppia vera e propria, è importante monitorare i segnali di accompagnamento: zampe gonfie o calde al tatto, leccamento insistente della zampa interessata, atrofia muscolare visibile sull’arto colpito (il muscolo appare “scavato” rispetto al controlaterale), scricchiolii articolari alla manipolazione (crepitio) e riluttanza a salire scale, saltare sul divano o entrare in auto. Nei casi di origine neurologica, il cane può trascinare le unghie a terra consumandone la superficie dorsale, perdere l’equilibrio nelle curve o incrociare gli arti posteriori durante la camminata.
Tabella 1: zoppia ortopedica vs zoppia neurologica
| Zoppia ortopedica | Zoppia neurologica | |
|---|---|---|
| Causa | Ossa, articolazioni, muscoli, tendini | Midollo spinale, nervi periferici |
| Dolore | Presente, spesso evidente alla palpazione | Spesso assente o poco evidente |
| Appoggio dell’arto | Ridotto o evitato per il dolore | Anomalo, zampa trascinata o posizionata male |
| Atrofia muscolare | Lenta, da ridotto utilizzo | Rapida, da denervazione |
| Arti coinvolti | Generalmente uno solo | Spesso entrambi i posteriori |
| Test propriocettivo | Normale | Alterato (il cane non corregge la posizione della zampa girata) |
Tabella 2: zoppia da trauma vs zoppia da artrosi
| Zoppia da trauma | Zoppia da artrosi | |
|---|---|---|
| Insorgenza | Improvvisa, legata a un evento | Graduale, progressiva nel tempo |
| Andamento nel tempo | Migliora con il riposo | Peggiora dopo il riposo, migliora col movimento |
| Effetto del freddo | Nessuna correlazione diretta | Peggiora con freddo e umidità |
| Gonfiore | Acuto, caldo, localizzato | Cronico, rigido, con osteofiti palpabili |
| Risposta ai FANS | Rapida e significativa | Parziale, temporanea |
| Età tipica | Qualsiasi età | Cani adulti e anziani, soprattutto sopra i 7 anni |
Diagnosi, prognosi e trattamenti per la zoppia del cane
La diagnosi della zoppia nel cane segue un percorso strutturato che parte dall’osservazione del movimento e arriva, quando necessario, alla diagnostica per immagini avanzata. Il veterinario ha bisogno di informazioni precise dal proprietario: quando è comparsa la zoppia, quale zampa coinvolge, se peggiora a freddo o dopo l’attività, se c’è stato un trauma e se sono presenti altri sintomi come gonfiore alle zampe, inappetenza o letargia.
Esame clinico e ortopedico
Il primo passo è l’esame della deambulazione: il veterinario osserva il cane camminare e trottare su una superficie piana per identificare quale arto è coinvolto, il grado di zoppia e lo schema del movimento. Segue la palpazione sistematica dell’arto, partendo dalle dita e dai cuscinetti fino alla spalla o all’anca, per individuare punti di dolore, gonfiore, calore, crepitio articolare o instabilità legamentosa.
Per valutare l’integrità del legamento crociato craniale si eseguono manovre specifiche come il test del cassetto (si verifica se la tibia scivola in avanti rispetto al femore) e il test di compressione tibiale. Per la displasia dell’anca si valuta il segno di Ortolani, un “click” percepibile durante la rotazione dell’articolazione coxofemorale che indica instabilità. Quando il veterinario sospetta una causa neurologica, l’esame si estende ai test propriocettivi: si gira la zampa del cane appoggiandola sul dorso e si osserva se l’animale la riposiziona correttamente. Un cane con deficit neurologico non corregge la posizione.
Diagnostica per immagini
La radiografia è l’esame di primo livello per la maggior parte delle zoppie: consente di identificare fratture, segni di artrosi (riduzione dello spazio articolare, osteofiti, sclerosi subcondrale), displasia dell’anca e del gomito, e lesioni ossee sospette per osteosarcoma. In molti casi è sufficiente per formulare la diagnosi.
L’ecografia muscoloscheletrica è utile per valutare i tessuti molli: tendini, legamenti, muscoli e versamenti articolari che la radiografia non riesce a visualizzare. La risonanza magnetica (RMN) è l’esame d’elezione per le patologie neurologiche, in particolare l’ernia del disco e le compressioni midollari, perché fornisce immagini dettagliate del midollo spinale e dei tessuti circostanti. La TAC (tomografia computerizzata) viene impiegata per fratture complesse, patologie del gomito e pianificazione chirurgica.
Nei casi di sospetta artrite infettiva o immuno-mediata, il veterinario può eseguire un’artrocentesi: il prelievo di liquido sinoviale dall’articolazione colpita per analizzarne la composizione cellulare, la presenza di batteri e i marcatori infiammatori.
Prognosi per tipologia
La prognosi varia in modo significativo in base alla causa sottostante. Le zoppie traumatiche semplici (distorsioni, contusioni, corpi estranei) hanno prognosi eccellente con recupero completo in 1-3 settimane di riposo controllato. Le fratture trattate chirurgicamente con osteosintesi (placche, viti, fissatori esterni) guariscono in 6-12 settimane nella maggior parte dei casi.
La rottura del legamento crociato craniale richiede quasi sempre l’intervento chirurgico (TPLO, TTA o tecniche extracapsulari) per garantire un recupero funzionale stabile. Senza chirurgia, l’articolazione sviluppa artrosi secondaria progressiva. Con l’intervento, circa l’85-90% dei cani torna a una funzionalità articolare buona o ottima.
L’artrosi non è reversibile: la cartilagine erosa non si rigenera. La prognosi è tuttavia gestibile a lungo termine con terapia multimodale (farmaci, peso corporeo, fisioterapia, integrazione). Molti cani artrosici mantengono una buona qualità di vita per anni con un protocollo adeguato.
Le patologie neurologiche hanno prognosi variabile. L’ernia del disco trattata precocemente (entro 24-48 ore dalla comparsa dei sintomi gravi) risponde bene alla chirurgia decompressiva, con tassi di recupero superiori al 90% nei casi che mantengono la sensibilità profonda. La mielopatia degenerativa, essendo progressiva e priva di trattamento risolutivo, ha invece prognosi sfavorevole a lungo termine, con perdita completa della mobilità posteriore nell’arco di 6-36 mesi.
L’osteosarcoma rimane la diagnosi con prognosi più severa: la sopravvivenza mediana senza trattamento è di 3-5 mesi, che sale a 9-12 mesi con amputazione e chemioterapia adiuvante. La diagnosi precoce e il monitoraggio nei cani anziani di taglia grande sono fondamentali per intervenire tempestivamente.

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Cura e prevenzione
Il trattamento della zoppia nel cane dipende dalla causa. Le forme traumatiche lievi (distorsioni, contusioni) rispondono al riposo controllato per 7-14 giorni, limitando passeggiate a uscite brevi al guinzaglio ed evitando scale, salti e superfici scivolose. Quando il dolore è significativo, il veterinario prescrive FANS veterinari (meloxicam, carprofene, robenacoxib) per ridurre infiammazione e dolore – mai somministrare antinfiammatori umani come ibuprofene o paracetamolo, potenzialmente tossici per il cane. Nelle patologie strutturali come la rottura del crociato, la displasia grave o le fratture, la chirurgia ortopedica (TPLO, osteosintesi, protesi) resta il trattamento d’elezione, seguita da un programma di fisioterapia e idroterapia per il recupero funzionale.
Per l’artrosi cronica e la prevenzione delle recidive, l’approccio è multimodale: controllo del peso corporeo (il sovrappeso è il principale fattore aggravante modificabile), attività fisica regolare e moderata (passeggiate su terreno morbido, nuoto), integrazione con condroprotettori (glucosamina, condroitina solfato) e acidi grassi omega-3 per sostenere la cartilagine e ridurre l’infiammazione cronica. Nelle razze predisposte a displasia, un controllo ortopedico entro i 12 mesi di età e una crescita controllata con alimentazione specifica per cuccioli di taglia grande riducono significativamente il rischio di sviluppare zoppia in età adulta.
La prevenzione quotidiana passa da gesti semplici: controllare i cuscinetti e gli spazi interdigitali dopo ogni passeggiata per individuare corpi estranei, evitare salti dall’auto o dal divano (soprattutto nei cani anziani o di taglia piccola), mantenere le unghie a una lunghezza corretta e garantire un riscaldamento graduale prima dell’attività fisica nei cani con rigidità articolare. In caso di zampe gonfie o zoppia che non migliora entro 48 ore, la visita veterinaria è sempre indicata.
Alimentazione e controllo del peso
Nei cuccioli di taglia grande e gigante (Labrador, Pastore Tedesco, Alano, Rottweiler), una crescita troppo rapida aumenta il rischio di sviluppare displasia dell’anca e patologie ortopediche che causano zoppia in età adulta. L’alimentazione in fase di crescita deve essere specifica per taglia large/giant, con apporto energetico controllato e rapporto calcio-fosforo bilanciato (tra 1,2:1 e 1,5:1) per garantire uno sviluppo scheletrico graduale senza sovraccaricare le articolazioni ancora immature.
Nel cane adulto e anziano, il controllo del peso corporeo resta il singolo fattore modificabile con maggiore impatto sulla salute articolare. Ogni chilo in eccesso aumenta lo stress meccanico su anche, ginocchia e gomiti, accelerando la degenerazione cartilaginea nei soggetti predisposti o già artrosici. Monitorare il peso con regolarità – registrandolo nel libretto veterinario insieme a variazioni di mobilità, rigidità mattutina e risposta ai trattamenti – consente al veterinario di intervenire tempestivamente quando l’andamento peggiora, prima che la zoppia diventi cronica.
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Un trauma diretto può causare contusione muscolare, distorsione articolare o, nei casi più gravi, frattura ossea o lussazione. Se il cane appoggia parzialmente la zampa e la zoppia migliora entro 24-48 ore con il riposo, è probabile una contusione lieve. Se non appoggia l’arto, la zampa appare gonfia o deformata, o il dolore è intenso, è necessaria una visita veterinaria urgente con radiografia.
Le zoppie da cause lievi (piccole contusioni, corpi estranei superficiali, affaticamento muscolare) possono risolversi spontaneamente in 1-3 giorni con riposo. Se la zoppia persiste oltre le 48 ore, peggiora progressivamente o si ripresenta ciclicamente, la causa richiede una diagnosi veterinaria perché difficilmente si risolverà senza trattamento.
La rigidità e la zoppia che compaiono al risveglio o nelle giornate fredde e umide sono il segnale più tipico dell’artrosi. Il freddo riduce la viscosità del liquido sinoviale e aumenta la rigidità dei tessuti periarticolari, rendendo il movimento doloroso finché l’articolazione non si “scalda”. Un riscaldamento graduale nei primi minuti di passeggiata e l’integrazione con condroprotettori aiutano a gestire il problema.
Una zoppia senza dolore evidente – il cane non guaisce, non ritrae l’arto, ma lo trascina o lo posiziona male – suggerisce una causa neurologica anziché ortopedica. Ernia del disco, mielopatia degenerativa o neuropatie periferiche compromettono la trasmissione nervosa senza generare dolore articolare diretto. La visita veterinaria con esame neurologico è indispensabile.
La zoppia richiede una visita d’urgenza quando il cane non appoggia la zampa a terra, l’arto appare deformato o angolato in modo innaturale, il gonfiore è improvviso e marcato, il cane perde l’equilibrio o la capacità di reggersi sulle zampe posteriori, oppure la zoppia compare dopo un trauma violento (investimento, caduta dall’alto) con guaiti acuti.
Una lieve rigidità nei primi passi dopo il riposo può essere fisiologica nei cani anziani, ma una zoppia evidente che si ripete ogni giorno al risveglio è un segnale di artrosi o di infiammazione articolare cronica. Quanto più rapidamente il cane “si scioglie” e torna a camminare normalmente, tanto più è probabile che la causa sia gestibile con terapia adeguata.
Glossario
- Zoppia: alterazione della deambulazione caratterizzata da un appoggio anomalo, ridotto o assente su uno o più arti, causata da dolore, instabilità articolare o deficit neurologico.
- Claudicazione: termine clinico sinonimo di zoppia, indica qualsiasi andatura asimmetrica dovuta a dolore o limitazione funzionale di un arto.
- Artrosi (osteoartrite): patologia degenerativa cronica delle articolazioni, caratterizzata dalla progressiva erosione della cartilagine articolare e dalla formazione di osteofiti ai margini ossei.
- Displasia dell’anca: malformazione congenita dell’articolazione coxofemorale in cui la testa del femore non si inserisce correttamente nella cavità acetabolare, causando instabilità, dolore e artrosi secondaria.
- Lussazione rotulea: spostamento della rotula dalla sua sede naturale nel solco trocleare del femore, frequente nelle razze di piccola taglia. Provoca zoppia intermittente caratteristica.
- Legamento crociato craniale: struttura legamentosa intra-articolare del ginocchio che stabilizza la tibia rispetto al femore. La sua rottura è la causa ortopedica più comune di zoppia posteriore acuta nel cane.
- Mielopatia degenerativa: malattia progressiva del midollo spinale che colpisce prevalentemente cani anziani di taglia grande, provocando perdita graduale di coordinazione e mobilità degli arti posteriori senza dolore.
- Propriocezione: capacità del sistema nervoso di percepire la posizione e il movimento del corpo nello spazio. Un deficit propriocettivo si manifesta con posizionamento anomalo delle zampe e mancata correzione della postura.
- Osteofiti: escrescenze ossee anomale che si formano ai margini delle articolazioni colpite da artrosi, visibili alla radiografia e talvolta palpabili nelle articolazioni superficiali.
- FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei): categoria di farmaci utilizzati per ridurre dolore e infiammazione articolare. Nel cane si impiegano molecole specifiche veterinarie come meloxicam, carprofene e robenacoxib.
- Condroprotettori: integratori a base di glucosamina e condroitina solfato che supportano il metabolismo della cartilagine articolare, rallentandone la degenerazione nei soggetti artrosici o predisposti.
- Artrocentesi: prelievo di liquido sinoviale da un’articolazione mediante ago, eseguito per analizzare la composizione cellulare e identificare cause infettive o infiammatorie di zoppia.
📚 Fonti e approfondimenti: Merck Vet Manual, PDSA, VCAhospital, PetMd
✍️ Scritto da: Redazione DoctorVet
✅ Revisionato da: Dottoressa Sara Ghizzardi
📅 Ultima revisione: 25-05-2026



