La filaria è causata da nematodi del genere Dirofilaria, trasmessi dalla puntura di zanzare infette. Dirofilaria immitis si localizza nel cuore e nelle arterie polmonari, dando origine alla forma cardiopolmonare; Dirofilaria repens resta nel sottocute, causando la forma sottocutanea. Il cane è l’ospite principale, mentre nel gatto l’infezione è meno frequente ma può comunque manifestarsi, soprattutto nelle aree dove le zanzare sono numerose.
Nelle fasi iniziali la filaria è spesso asintomatica. Con il progredire dell’infestazione compaiono tosse persistente, affanno, intolleranza all’esercizio fisico e perdita di peso; nei casi gravi si arriva a insufficienza cardiaca e svenimenti. Nel gatto i sintomi sono più sfumati e somigliano all’asma felina, con tosse e difficoltà respiratoria. La forma sottocutanea provoca invece noduli palpabili sotto la pelle, generalmente senza sintomi sistemici.
Il trattamento della filariosi cardiopolmonare nel cane prevede un protocollo farmacologico a base di melarsomina per eliminare i vermi adulti, associato a riposo assoluto per evitare emboli polmonari durante il decesso dei parassiti. Nel gatto non esiste una terapia eliminativa: si gestiscono i sintomi respiratori con farmaci di supporto e si monitora l’evoluzione. La forma sottocutanea richiede invece un trattamento antiparassitario specifico, spesso risolutivo.
La prevenzione si basa sulla somministrazione regolare di farmaci antiparassitari (mensili o iniezioni a lunga durata) che bloccano lo sviluppo delle larve trasmesse dalla zanzara, da iniziare dalle sei-sette settimane di vita. È utile limitare l’esposizione alle zanzare nelle ore serali e notturne, usando repellenti ambientali e zanzariere. I controlli annuali con un test del sangue permettono di individuare l’infezione prima che diventi grave.
Consigli e prevenzione
- Somministra l’antiparassitario per la filaria ogni mese (o secondo il protocollo del veterinario), senza saltare le dosi, soprattutto da aprile a novembre.
- Usa repellenti e zanzariere su porte e finestre, specialmente all’alba e al tramonto, quando le zanzare sono più attive.
- Esegui il test antigenico annuale prima di iniziare un nuovo ciclo di prevenzione, anche se non hai mai saltato una dose.
- Limita le uscite serali in zone con acqua stagnante o vegetazione folta durante la stagione delle zanzare.
- Registra ogni somministrazione nel libretto sanitario per avere il calendario delle dosi sempre aggiornato, utile anche in caso di viaggi.
La prevenzione della filaria richiede una dose puntuale ogni mese.
Registra ogni somministrazione di antiparassitario e i test annuali nel libretto – non perderai più una scadenza e il veterinario avrà sempre lo storico completo.
Filaria nel cane e nel gatto: cos’è e quanto è diffusa in Italia
La filaria (filariosi), o dirofilariosi, è un’infestazione parassitaria causata da nematodi del genere Dirofilaria, che si trasmettono esclusivamente tramite la puntura di zanzare infette – non esiste contagio diretto tra animali né dall’animale all’uomo per semplice contatto. Il cane è l’ospite naturale del parassita, mentre nel gatto l’infezione è più rara: il sistema immunitario felino contrasta spesso lo sviluppo delle larve, limitando il numero di vermi adulti a 1-2 esemplari contro i 3-50 tipici del cane.
Secondo l’ESCCAP (European Scientific Counsel Companion Animal Parasites), l’Italia è una zona endemica per la filariosi cardiopolmonare. La diffusione, storicamente concentrata nella Pianura Padana, si è estesa al Centro e al Sud per via dei cambiamenti climatici e della maggiore mobilità degli animali da compagnia. La zanzara tigre (Aedes albopictus), ormai presente su tutto il territorio nazionale, ha portato il rischio anche nelle aree urbane e nei piccoli giardini cittadini.
Cause della filaria nel cane e nel gatto
Esistono due forme principali di filariosi, distinte per il parassita responsabile e per la gravità: la forma cardiopolmonare, causata da Dirofilaria immitis, e quella sottocutanea, causata da Dirofilaria repens. Le prossime sezioni approfondiscono cause, sintomi e cure di entrambe le forme, nel cane e nel gatto.

Nel caso di filariosi cutanea I vermi si stanziano nel sottocute, procurando danni decisamente minori. Entrambi i tipi di filaria si individuano tramite una specifica analisi del sangue. L’ospite privilegiato della Dirofilaria immitis è il cane; il gatto, secondo diversi studi, è più resistente all’infezione, ma in zone dove c’è una consistente concentrazione di zanzare come le risaie, è preferibile sottoporre anche il felino alla cura per la prevenzione.
Quest’ultima consiste in un’iniezione sottocutanea che può essere effettuata a partire dalle sei settimane di vita sotto prescrizione del veterinario. Parlane con il tuo specialista di fiducia per mantenere il tuo cane al sicuro.

Dirofilaria repens e la forma sottocutanea
La Dirofilaria repens provoca la forma sottocutanea della filariosi: i vermi adulti, più piccoli rispetto a D. immitis, si localizzano nel tessuto sottocutaneo, dove possono formare noduli palpabili non dolorosi, spesso scoperti casualmente durante le coccole o la toelettatura.
Questa forma è generalmente meno pericolosa per l’animale, ma ha una rilevanza sanitaria particolare: l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di casi di dirofilariosi umana da D. repens, sempre per puntura diretta di zanzara infetta (non per contatto con l’animale).
Il ruolo della zanzara nel ciclo di trasmissione
Il ciclo si avvia quando una zanzara del genere Culex o Aedes punge un animale infetto e ingerisce le microfilarie circolanti nel sangue. All’interno della zanzara, le microfilarie si sviluppano in larve infettanti in circa 2-3 settimane, in base alla temperatura ambientale.
Alla puntura successiva, la zanzara deposita le larve infettanti sulla pelle dell’animale sano: queste migrano nei tessuti sottocutanei e, nel caso di D. immitis, raggiungono cuore e polmoni in circa 6 mesi, diventando vermi adulti capaci di riprodursi. Per approfondire il ruolo di questi insetti vettori, vedi anche il nostro articolo su zanzare, pappataci e flebotomi e le malattie che trasmettono.
Quando andare dal veterinario
Alcuni segnali richiedono una visita veterinaria
- Tosse persistente da oltre 1-2 settimane, soprattutto se accompagnata da affanno dopo sforzi minimi.
- Intolleranza all’esercizio evidente: il cane si stanca dopo pochi minuti di passeggiata quando prima ne sopportava molte di più.
- Noduli sottocutanei non dolorosi su tronco o zampe, anche se di pochi millimetri.
- Episodi di respiro affannoso o tosse simile all’asma nel gatto, anche se intermittenti.
- Episodi di svenimento o sincope durante o dopo l’attività fisica.
- Più di una dose di antiparassitario saltata negli ultimi 2 mesi, in zona con presenza di zanzare.
Sintomi della filariosi nel cane e nel gatto
Nella maggior parte dei casi, la forma cardiopolmonare è asintomatica nei primi mesi: il cane appare in salute mentre i vermi adulti crescono in cuore e polmoni. I primi segnali sono spesso una tosse secca persistente e una progressiva intolleranza all’esercizio fisico – il cane si stanca dopo pochi minuti di passeggiata quando prima ne sopportava molte di più. Nei casi avanzati compaiono dimagrimento, affanno anche a riposo e, nelle forme più gravi, sincope (svenimenti improvvisi) dovuta al sovraccarico del cuore destro. Quando il numero di parassiti è molto elevato, può svilupparsi la sindrome cavale, un’emergenza caratterizzata da anemia acuta e collasso, che richiede intervento immediato.
Nel gatto, anche un’infestazione minima (1-2 vermi) può causare una condizione nota come HARD (Heartworm Associated Respiratory Disease, malattia respiratoria associata alla filaria), che si manifesta con tosse, respiro affannoso e episodi simili all’asma felina. Alcuni gatti mostrano anche vomito intermittente non legato all’alimentazione. In alcuni casi, la morte improvvisa può essere il primo segno visibile, perché il sistema immunitario felino reagisce in modo violento alla morte dei vermi immaturi nei polmoni.
La forma sottocutanea (Dirofilaria repens) è generalmente silente: l’unico segno è la presenza di noduli sottocutanei, di consistenza dura e non dolorosi, localizzati più spesso su tronco, zampe o testa. Raramente questi noduli si infiammano o causano prurito localizzato nella zona interessata.
Sintomi della filaria cardiopolmonare (Dirofilaria immitis)
Nella maggior parte dei casi, la forma cardiopolmonare è asintomatica nei primi mesi: il cane appare in salute mentre i vermi adulti crescono in cuore e polmoni. I primi segnali sono una tosse secca persistente e una progressiva intolleranza all’esercizio fisico – il cane si stanca dopo pochi minuti di passeggiata quando prima ne sopportava molte di più. Nei casi avanzati compaiono dimagrimento, affanno anche a riposo e, nelle forme più gravi, sincope (svenimenti improvvisi) dovuta al sovraccarico del cuore destro. Quando il numero di parassiti è molto elevato, può svilupparsi la sindrome cavale, un’emergenza con anemia acuta e collasso.
Nel gatto, anche un’infestazione minima (1-2 vermi) può causare la HARD (Heartworm Associated Respiratory Disease), che si manifesta con tosse, respiro affannoso simile all’asma felina ed episodi di vomito intermittente non legato all’alimentazione. In alcuni casi, la morte improvvisa è il primo segno visibile.

Sintomi della filaria sottocutanea (Dirofilaria repens)
La forma sottocutanea è generalmente silente: l’unico segno è la presenza di noduli sottocutanei, di consistenza dura e non dolorosi, localizzati più spesso su tronco, zampe o testa, spesso scoperti per caso durante le coccole o la toelettatura. Raramente questi noduli si infiammano o causano prurito localizzato nella zona interessata. A differenza della forma cardiopolmonare, non comporta sintomi sistemici né compromette le funzioni di cuore e polmoni.

Tabella 1: forma cardiopolmonare vs forma sottocutanea
| Cardiopolmonare (D. immitis) | Sottocutanea (D. repens) | |
|---|---|---|
| Localizzazione | Arterie polmonari, cuore destro | Tessuto sottocutaneo |
| Sintomi tipici | Tosse, affanno, intolleranza all’esercizio | Noduli palpabili, spesso asintomatici |
| Gravità | Da moderata a fatale | Generalmente lieve |
| Specie più colpita | Cane (gatto raro ma grave) | Cane e gatto |
| Trattamento | Farmacologico (melarsomina) o chirurgico | Antiparassitario specifico |
Tabella 2: filariosi vs leishmaniosi
| Filariosi | Leishmaniosi | |
|---|---|---|
| Vettore | Zanzara (Culex, Aedes) | Pappatacio (flebotomo) |
| Sintomi principali | Tosse, affanno, noduli sottocutanei | Lesioni cutanee, dimagrimento, linfonodi ingrossati |
| Contagio diretto tra animali | No | No (solo tramite vettore) |
| Cura | Farmacologica o chirurgica (solo cane) | Gestione cronica, raramente eliminazione |
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Diagnosi, prognosi e trattamenti della filaria
La diagnosi della forma cardiopolmonare si basa sul test antigenico, che rileva proteine prodotte dalle femmine adulte di Dirofilaria immitis: diventa positivo solo a partire da 5-7 mesi dall’infezione, quindi un test eseguito troppo precocemente può dare un falso negativo. Il test di Knott modificato ricerca invece le microfilarie circolanti nel sangue, utile per confermare un’infezione attiva. Nei casi positivi, radiografia toracica ed ecocardiografia permettono di valutare l’entità del danno cardiopolmonare e di individuare segni di ipertensione polmonare o ingrossamento del ventricolo destro. La forma sottocutanea, invece, viene spesso diagnosticata per caso, identificando le microfilarie di Dirofilaria repens durante un prelievo di routine o esaminando il nodulo asportato.
La prognosi dipende da tre fattori principali: la durata dell’infezione, il numero di parassiti presenti e il grado di danno già subito da cuore e polmoni. Un cane diagnosticato precocemente, con pochi parassiti e nessun segno di ipertensione polmonare, ha generalmente una prognosi favorevole dopo il trattamento. Nei casi avanzati, con sindrome cavale o insufficienza cardiaca congestizia già in atto, la prognosi è riservata anche con un intervento immediato.
Nel cane, il trattamento standard prevede un protocollo a fasi: prima si somministra doxiciclina, associata a un lattone macrociclico, per circa un mese, allo scopo di indebolire i parassiti eliminando il batterio simbionte Wolbachia; segue poi la somministrazione di melarsomina tramite iniezioni intramuscolari, in 2 o 3 dosi a seconda della gravità. Durante tutto il trattamento è fondamentale il riposo assoluto per 6-8 settimane: l’attività fisica aumenta il rischio di embolia polmonare quando i vermi adulti muoiono e si disgregano. Nei casi di sindrome cavale, l’unica opzione è l’estrazione chirurgica urgente dei parassiti direttamente dal cuore.
Nel gatto, non esiste un farmaco approvato per eliminare i vermi adulti: il trattamento è esclusivamente di supporto, con corticosteroidi e broncodilatatori per controllare l’inflammazione polmonare, accompagnato da un monitoraggio regolare. In alcuni casi l’infezione si risolve spontaneamente, ma il rischio di morte improvvisa resta presente fino all’eliminazione naturale dei parassiti. La forma sottocutanea (D. repens), in entrambe le specie, si tratta con gli stessi lattoni macrociclici usati per la prevenzione, eventualmente associati alla rimozione chirurgica del nodulo se di grandi dimensioni o fastidioso.

Cura e prevenzione della filaria
Dopo aver completato il trattamento, il cane va sottoposto a un test antigenico di controllo a 6 mesi di distanza, per verificare l’effettiva eliminazione dei parassiti adulti. Anche dopo un trattamento riuscito, è essenziale riprendere subito la prevenzione: l’animale resta esposto al rischio di una nuova infezione a ogni stagione delle zanzare, indipendentemente dagli episodi precedenti.
I farmaci preventivi appartengono alla classe dei lattoni macrociclici e sono disponibili in diverse formulazioni: compresse o pasta orale mensile, soluzioni spot-on da applicare sulla pelle, oppure un’iniezione a lunga durata somministrata dal veterinario una volta all’anno. Tutti agiscono nello stesso modo, bloccando lo sviluppo delle larve trasmesse dalla zanzara prima che possano raggiungere la forma adulta. La loro efficacia dipende dalla regolarità di somministrazione: anche un solo ritardo crea una finestra di vulnerabilità in cui le larve possono completare lo sviluppo indisturbate.
In Italia la stagione di rischio coincideva tradizionalmente con il periodo aprile-novembre, ma la presenza della zanzara tigre anche nei mesi più freddi in molte aree urbane ha portato diversi veterinari a consigliare la prevenzione tutto l’anno, soprattutto nelle zone endemiche come la Pianura Padana e le aree costiere del Centro-Sud. Per il gatto, dato che non esiste una cura per la forma cardiopolmonare, la prevenzione resta l’unica protezione efficace: va considerata anche per i gatti che vivono esclusivamente in casa, poiché le zanzare possono entrare facilmente dalle finestre.
Chi viaggia con il proprio animale verso aree a diversa endemia dovrebbe iniziare la prevenzione prima della partenza o comunque entro 30 giorni dall’arrivo, ed è consigliabile far eseguire un test antigenico prima di iniziare un nuovo ciclo se l’animale proviene da una zona a rischio non monitorata.
Alimentazione di supporto nei casi con danno cardiaco da filaria
Quando la filariosi cardiopolmonare ha già provocato un sovraccarico del cuore destro o un’insufficienza cardiaca congestizia, la dieta diventa parte della gestione clinica. Si privilegiano alimenti con sodio controllato (non drasticamente ridotto, ma calibrato), per limitare la ritenzione di liquidi senza compromettere l’appetito. L’integrazione con acidi grassi omega-3 (EPA e DHA) ha un’azione antinflammatoria documentata sui vasi polmonari danneggiati dalla presenza dei parassiti, mentre taurina e L-carnitina supportano la funzionalità del muscolo cardiaco nei soggetti predisposti.
Durante le 6-8 settimane di riposo forzato successive al trattamento con melarsomina, l’inattività aumenta il rischio di sovrappeso: è utile ridurre leggermente le porzioni mantenendo un apporto proteico adeguato. Nei casi più avanzati, al contrario, può comparire la cachessia cardiaca – perdita di massa muscolare visibile su dorso e glutei – che richiede pasti piccoli e frequenti, resi più appetibili con aromi naturali. Per una gestione nutrizionale completa nei cani con danno cardiaco cronico, vedi l’articolo dedicato all’alimentazione nel cane cardiopatico.
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FAQ – Domande e risposte sulla filaria
Nella fase iniziale la filaria cardiopolmonare è spesso asintomatica. I primi segnali sono tosse secca persistente e una progressiva intolleranza all’esercizio: il cane si stanca prima del solito durante le passeggiate. Nei casi avanzati compaiono dimagrimento, affanno a riposo e, nelle forme più gravi, svenimenti. La forma sottocutanea si manifesta invece con noduli palpabili sotto la pelle, generalmente senza altri sintomi.
Sì, anche se è meno frequente che nel cane: il sistema immunitario felino limita lo sviluppo dei parassiti a 1-2 esemplari adulti. Nonostante il numero ridotto, i sintomi possono essere gravi: tosse, respiro affannoso simile all’asma (la cosiddetta HARD) e, in alcuni casi, vomito ricorrente. La morte improvvisa può essere il primo segnale visibile.
Nel cane sì, con un protocollo farmacologico a base di melarsomina e un periodo di riposo assoluto di 6-8 settimane per evitare embolie polmonari. Nel gatto non esiste un farmaco in grado di eliminare i vermi adulti: il trattamento è solo di supporto. La forma sottocutanea (Dirofilaria repens), in entrambe le specie, si tratta con antiparassitari specifici, spesso con buoni risultati.
No, la filaria non si trasmette per contatto diretto tra animali né dall’animale all’uomo: l’unica via di trasmissione è la puntura di una zanzara infetta. Anche se Dirofilaria repens può occasionalmente infettare l’uomo, l’infezione avviene sempre tramite zanzara, non tramite il pet.
La profilassi può iniziare a partire dalle sei-sette settimane di vita, sotto prescrizione del veterinario. Nei cani adulti non ancora protetti, prima di avviare la prevenzione è opportuno eseguire un test antigenico per escludere un’infezione già in corso.
La forma cardiopolmonare è causata da Dirofilaria immitis, si localizza in cuore e arterie polmonari e può essere fatale. La forma sottocutanea, causata da Dirofilaria repens, resta sotto la pelle e provoca al massimo dei noduli, generalmente senza conseguenze gravi per l’animale.
Glossario
- Dirofilaria immitis: nematode (verme) responsabile della forma cardiopolmonare della filariosi; da adulto si localizza nelle arterie polmonari e nel cuore destro.
- Dirofilaria repens: nematode responsabile della forma sottocutanea della filariosi; si localizza sotto la pelle e forma noduli generalmente non pericolosi.
- Microfilaria: larva del parassita che circola nel sangue dell’animale infetto e che viene ingerita dalla zanzara durante la puntura.
- Vettore: organismo, in questo caso la zanzara, che trasmette il parassita da un animale infetto a uno sano tramite la puntura.
- Ipertensione polmonare: aumento della pressione nelle arterie dei polmoni, causato dall’infiammazione e dalla presenza dei vermi adulti.
- Sindrome cavale: condizione di emergenza in cui un’elevata quantità di vermi adulti ostruisce il flusso di sangue tra cuore e vena cava, causando anemia acuta e collasso.
- HARD (malattia respiratoria associata alla filaria): reazione respiratoria del gatto alla presenza, anche minima, di parassiti immaturi nei polmoni, con sintomi simili all’asma.
- Test antigenico: esame del sangue che rileva proteine prodotte dalle femmine adulte di Dirofilaria immitis, utile per diagnosticare la forma cardiopolmonare.
- Test di Knott: esame del sangue che identifica le microfilarie circolanti, usato per confermare un’infezione attiva.
- Melarsomina: farmaco a base di arsenico organico usato per eliminare i vermi adulti di Dirofilaria immitis nel cane.
- Embolia polmonare: ostruzione di un vaso polmonare causata dai frammenti dei vermi morti durante il trattamento, prevenuta con il riposo assoluto.
- Lattoni macrociclici: classe di farmaci antiparassitari usati per la prevenzione della filaria, disponibili come compresse, spot-on o iniezioni a lunga durata.
📚 Fonti e approfondimenti: Merck Vet Manual, ESCAPP Guideline, Cornell Feline Health Center
✍️ Scritto da: Redazione DoctorVet
✅ Revisionato da: Dottoressa Sara Ghizzardi
📅 Ultima revisione: 08-05-2026



