I vaccini core sono raccomandati per tutti i gatti, indipendentemente dallo stile di vita. Il vaccino trivalente (FVRCP) protegge da tre patologie virali gravi: panleucopenia felina (FPV), rinotracheite virale felina (FHV-1) e calicivirosi felina (FCV). La panleucopenia ha un tasso di mortalità superiore al 90% nei gattini non vaccinati. La rinotracheite e la calicivirosi causano infezioni respiratorie che possono cronicizzare. In Italia non esistono vaccini obbligatori per legge, ma il trivalente è considerato indispensabile dalla comunità veterinaria internazionale.
I vaccini non-core vengono somministrati in base al rischio individuale del gatto. Il vaccino contro la leucemia felina (FeLV) è fortemente raccomandato per gatti che escono all’aperto o convivono con soggetti FeLV-positivi; le linee guida WSAVA 2024 lo considerano core per tutti i gattini sotto i 12 mesi in aree endemiche. Il vaccino antirabbico è obbligatorio per i viaggi all’estero e raccomandato nelle zone in cui la rabbia è ancora presente. Il vaccino contro la clamidia (Chlamydophila felis) è indicato per gatti in allevamenti o comunità ad alta densità.
Il programma vaccinale inizia tra le 6 e le 8 settimane di vita, quando gli anticorpi materni cominciano a calare. Il protocollo prevede 3 dosi di vaccino trivalente (FVRCP) a intervalli di 2-4 settimane: prima dose a 6-8 settimane, seconda a 10-12, terza a 14-16. Il vaccino FeLV, se indicato, si somministra dalla decima settimana con richiamo a 3-4 settimane. Un ulteriore richiamo a 26 settimane (circa 6 mesi) è raccomandato dalle linee guida WSAVA 2024 per superare l’eventuale interferenza degli anticorpi materni. La sverminazione deve precedere la prima dose di almeno 2 settimane.
Il gatto adulto necessita di richiami periodici per mantenere l’immunità. Per i vaccini core (trivalente FVRCP), le linee guida WSAVA 2024 indicano un intervallo triennale nei gatti a basso rischio. Nei soggetti ad alto rischio – gatti che frequentano pensioni, colonie o ambienti con molti animali – il veterinario può raccomandare il richiamo annuale. Il vaccino FeLV richiede richiami annuali nei gatti esposti, mentre il vaccino antirabbico segue le normative locali e le esigenze di viaggio. Ogni richiamo è anche un’occasione per il controllo clinico generale.
Il sistema immunitario del gatto anziano (oltre i 10 anni) tende a indebolirsi con l’età, rendendo la protezione vaccinale ancora più importante. Il veterinario valuta il protocollo su base individuale, considerando stato di salute, patologie croniche, funzionalità renale ed epatica e stile di vita. I vaccini core restano raccomandati anche in età avanzata. L’intervallo tra i richiami può essere adattato, ma interrompere le vaccinazioni espone il gatto anziano a malattie che il suo organismo farebbe più fatica a combattere.
Come gestire la vaccinazione del gatto
- Sverminare il gattino almeno 2 settimane prima della prima dose vaccinale per evitare di sovraccaricare il sistema immunitario
- Rispettare gli intervalli di 2-4 settimane tra una dose e l’altra del ciclo primario: anticipare o ritardare riduce l’efficacia del vaccino
- Non portare il gattino in ambienti frequentati da altri gatti (parchi, pensioni, aree comuni) finchè il ciclo vaccinale primario non è completato (dopo le 16 settimane)
- Registrare ogni vaccinazione nel libretto veterinario con data, tipo di vaccino, lotto e scadenza del richiamo successivo
- Effettuare il test FeLV/FIV prima di somministrare il vaccino contro la leucemia felina: vaccinare un gatto già positivo è inutile e potenzialmente fuorviante per la diagnosi
- Osservare il gatto nelle 24-48 ore successive alla vaccinazione per individuare eventuali reazioni avverse (gonfiore, letargia prolungata, vomito)
- Programmare una visita veterinaria annuale anche quando il richiamo vaccinale è triennale: il controllo clinico resta necessario ogni 12 mesi
Cosa non fare
- Ritardare o saltare le vaccinazioni: Evitare di ritardare o saltare le vaccinazioni, poiché ciò può mettere a rischio il gatto di contrarre malattie prevenibili
- Saltare i richiami: Non trascurare i richiami vaccinali, che sono essenziali per mantenere l’immunità del gatto.
- Non tenere appunti: Evitare di non tenere un registro aggiornato delle vaccinazioni, poiché è importante per la salute a lungo termine del gatto e per eventuali consultazioni veterinarie future.
- Trascurare la consultazione veterinaria: Evitare di scegliere i vaccini senza prima consultare un veterinario, poiché potrebbero non essere adatti alle specifiche esigenze del gatto.
Il primo vaccino del gattino è solo l’inizio; poi servono richiami, scadenze e documenti da non perdere.
Registra ogni vaccinazione, imposta i promemoria per i richiami e conserva lo storico clinico completo del tuo gatto, il veterinario avrà tutto il quadro in un clic.
Perché vaccinare il gatto
La vaccinazione rappresenta la forma più efficace di immunoprofilassi attiva: un processo che stimola il sistema immunitario del gatto a produrre difese specifiche contro determinati agenti patogeni prima che l’animale entri in contatto con essi. Proteggere il singolo gatto significa anche ridurre la circolazione di virus e batteri nella popolazione felina, tutelando i soggetti più fragili come cuccioli, gatti anziani o immunodepressi.
In Italia il protocollo vaccinale segue le linee guida WSAVA (World Small Animal Veterinary Association), che distinguono i vaccini in core e non‑core.
- I vaccini core sono considerati essenziali per tutti i gatti, indipendentemente dallo stile di vita.
- I vaccini non‑core vengono invece consigliati in base ai fattori di rischio individuali, come vita all’aperto, convivenza con altri animali o viaggi.
Questa classificazione permette al veterinario di definire un piano vaccinale personalizzato, evitando sia la sotto‑vaccinazione sia la somministrazione di vaccini non necessari, e garantendo una protezione efficace e sicura nel tempo.

Libretto vaccinazioni per il gatto – my.doctorvet.it
Il libretto delle vaccinazioni è un documento essenziale per tenere traccia della storia vaccinale del proprio gatto. Doctorvet offre una piattaforma online su my.doctorvet.it, dove i proprietari possono facilmente gestire e accedere al libretto vaccinazioni del loro gatto. Questo strumento consente di tenere traccia delle date delle vaccinazioni, dei richiami e di qualsiasi altra informazione sanitaria rilevante.
Registrando il proprio animale sul libretto veterinario di Doctorvet, i proprietari possono avere un libretto veterinario digitale completo della salute del loro gatto, che può essere estremamente utile durante le visite veterinarie, in caso di viaggi o trasferimenti, e per una gestione generale della salute del cane. La piattaforma è progettata per essere intuitiva e facile da usare, garantendo che le informazioni importanti siano sempre a portata di mano.
Vaccinazioni per gatti: classificazione
La vaccinazione dei gatti rappresenta un pilastro fondamentale nella prevenzione delle malattie infettive, alcune delle quali potenzialmente letali.
Vaccinare il proprio gatto significa proteggerlo da malattie come la panleucopenia felina, la rinotracheite virale e la calicivirosi, patologie che possono avere esiti gravi e che sono facilmente prevenibili attraverso un programma vaccinale adeguato. Oltre a queste, esistono vaccinazioni contro la leucemia felina (FeLV), la rabbia e altre malattie, la cui necessità varia in base al rischio di esposizione e allo stile di vita dell’animale.
Quali sono i vaccini per gatti core e non core
La classificazione dei vaccini felini segue le linee guida della WSAVA (World Small Animal Veterinary Association), che distingue due categorie in base al livello di rischio della malattia e alla necessità di protezione per l’intera popolazione felina. I vaccini core sono quelli raccomandati per ogni gatto, indipendentemente dall’età, dalla razza o dallo stile di vita, perchè proteggono da patologie ad alta diffusione e con tassi di mortalità elevati. I vaccini non-core vengono invece valutati caso per caso dal veterinario, in funzione dell’esposizione individuale a specifici agenti patogeni.
Questa distinzione non implica che i vaccini non-core siano meno importanti. Significa che la decisione di somministrarli dipende da fattori concreti: se il gatto esce all’aperto, se convive con altri animali, se frequenta pensioni o gattili, se è previsto un viaggio all’estero. Il protocollo vaccinale è sempre individuale e va definito insieme al veterinario.
Il vaccino trivalente per gatti (FVRCP): cosa protegge e come funziona
Il vaccino trivalente, identificato con la sigla FVRCP, è la formulazione vaccinale più utilizzata in medicina felina. Combina in un’unica somministrazione gli antigeni di tre patogeni: il parvovirus felino (responsabile della panleucopenia), l’herpesvirus felino tipo 1 (responsabile della rinotracheite) e il calicivirus felino. Questa combinazione consente di proteggere il gatto dalle tre principali malattie virali con una sola iniezione, riducendo il numero di somministrazioni e lo stress per l’animale.
Il meccanismo d’azione è lo stesso di qualsiasi vaccino: il trivalente espone il sistema immunitario del gatto a una forma inattivata o attenuata dei virus, stimolando la produzione di anticorpi specifici e la memoria immunitaria. In caso di contatto successivo con il patogeno reale, l’organismo è in grado di riconoscerlo e neutralizzarlo prima che l’infezione si sviluppi o, nel caso di rinotracheite e calicivirosi, di limitarne significativamente la gravità.
Esistono due tipologie principali di vaccino trivalente. I vaccini vivi attenuati (MLV, Modified Live Virus) contengono virus vivi ma resi incapaci di causare la malattia in un soggetto sano. Inducono una risposta immunitaria rapida e robusta, sono efficaci già dopo una singola dose nei gatti adulti e rappresentano la scelta preferita dalla maggior parte dei protocolli vaccinali.
I vaccini inattivati (killed virus) contengono virus uccisi e richiedono generalmente l’aggiunta di un adiuvante, una sostanza che potenzia la risposta immunitaria. Sono considerati più sicuri nei gatti immunodepressi o nelle gatte in gravidanza, ma necessitano sempre di due dosi per garantire una protezione adeguata. I vaccini inattivati con adiuvante sono stati associati, in rari casi, a una reazione infiammatoria cronica nel punto di iniezione, motivo per cui molti veterinari preferiscono le formulazioni attenuate o quelle inattivate senza adiuvante quando disponibili.
Oltre al trivalente, esistono formulazioni con copertura più ampia. Il vaccino quadrivalente aggiunge al trivalente la protezione contro la clamidia felina (Chlamydophila felis), utile nei contesti ad alta densità. Il vaccino pentavalente include anche il vaccino contro la leucemia felina (FeLV), combinando in un’unica somministrazione cinque componenti. La scelta tra queste formulazioni dipende dal profilo di rischio del singolo gatto e dalla valutazione del veterinario.
Quando andare dal veterinario
Alcuni segnali richiedono una visita veterinaria
- Se il gattino ha superato le 8 settimane di vita senza aver ricevuto la prima dose di vaccino trivalente
- Se sono trascorse più di 5 settimane tra una dose e la successiva del ciclo primario, compromettendo la copertura immunitaria
- Se dopo la vaccinazione il gonfiore nel punto di iniezione non si riassorbe entro 3 settimane o aumenta di volume oltre 2 cm
- Se il gatto presenta vomito, diarrea, difficoltà respiratorie o edema facciale entro 30 minuti dalla somministrazione (possibile reazione anafilattica – urgenza)
- Se il gatto adulto non riceve il richiamo del trivalente da oltre 3 anni
- Se si prevede un viaggio all’estero con il gatto entro 30 giorni: il vaccino antirabbico richiede almeno 21 giorni per la validità documentale
- Se il gatto esce all’aperto o viene a contatto con un nuovo gatto di cui non si conosce lo stato FeLV/FIV
- Se un gattino adottato da colonia, gattile o strada non ha documentazione vaccinale: il veterinario imposterà il protocollo da zero
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Vaccinazioni consigliate nei gatti – vaccino core
Vaccini core: il vaccino trivalente per il gatto contro panleucopenia, rinotracheite e calicivirosi
I tre vaccini core vengono somministrati in un’unica formulazione combinata chiamata vaccino trivalente o FVRCP (Feline Viral Rhinotracheitis, Calicivirus, Panleukopenia). Questo vaccino rappresenta la base del protocollo vaccinale di ogni gatto e copre le tre malattie virali più diffuse e pericolose nella specie felina.
La panleucopenia felina (FPV), causata dal parvovirus felino, è una malattia altamente contagiosa che colpisce il tratto gastrointestinale e il midollo osseo, provocando vomito, diarrea emorragica e una drastica riduzione dei globuli bianchi (leucopenia). Nei gattini non vaccinati il tasso di mortalità supera il 90%. Il virus sopravvive nell’ambiente per mesi, rendendo la vaccinazione l’unica protezione realmente efficace.
La rinotracheite virale felina è causata dall’herpesvirus felino tipo 1 (FHV-1) e provoca infezioni delle vie respiratorie superiori con starnuti, scolo nasale, congiuntivite e febbre. Una volta contratta, l’infezione può diventare cronica: il virus rimane latente nell’organismo e si riattiva in condizioni di stress o immunodepressione. La vaccinazione non impedisce del tutto l’infezione ma riduce significativamente la gravità dei sintomi e la frequenza delle recidive.
La calicivirosi felina (FCV), sostenuta dal calicivirus felino, si manifesta con ulcere orali, infiammazione gengivale, febbre e sintomi respiratori. Alcuni ceppi virulenti possono causare una forma sistemica grave con vasculite, edema e polmonite, nota come VS-FCV (virulent systemic feline calicivirus), con mortalità fino al 60%. Il virus si trasmette per contatto diretto e indiretto ed è particolarmente diffuso in colonie, gattili e ambienti ad alta densità felina.
Usa il libretto delle vaccinazioni per gatto di DoctorVet per gestire le vaccinazioni obbligatorie nel gatto e i relativi richiami vaccinali.
Vaccinazioni facoltative nei gatti – vaccino non core
Vaccini non-core: leucemia felina, rabbia e clamidia
Il vaccino contro la leucemia felina (FeLV) protegge da un retrovirus che sopprime il sistema immunitario del gatto, predisponendolo a infezioni opportunistiche, anemia e linfoma. La trasmissione avviene attraverso saliva, secrezioni nasali, urina e latte materno, principalmente tramite contatto prolungato tra gatti (toelettatura reciproca, condivisione di ciotole, morsi). I gatti che vivono esclusivamente in appartamento e senza contatto con soggetti di stato sierologico sconosciuto hanno un rischio molto basso. Le linee guida WSAVA 2024 considerano il vaccino FeLV come core per tutti i gattini sotto i 12 mesi che vivono in aree dove la leucemia felina è endemica. Prima della vaccinazione è indispensabile eseguire un test FeLV per confermare la negatività del soggetto.
Il vaccino antirabbico protegge dalla rabbia, una zoonosi virale letale trasmissibile all’uomo. In Italia la rabbia terrestre è ufficialmente assente dal 2013, ma il vaccino resta obbligatorio per i viaggi all’estero (regolamento UE 576/2013) e raccomandato per gatti che vivono in zone di confine o in regioni dove la malattia è presente nella fauna selvatica. La somministrazione richiede almeno 21 giorni prima della partenza per la validità del passaporto europeo per animali da compagnia.
Il vaccino contro la clamidia (causata dal batterio Chlamydophila felis) è indicato in contesti specifici: allevamenti, comunità con molti gatti, ambienti dove la congiuntivite da clamidia è ricorrente. L’infezione provoca congiuntivite cronica mono o bilaterale, spesso accompagnata da scolo nasale e starnuti. Non e’ raccomandata di routine per il gatto che vive in casa senza contatti con altri felini.
Cosa non fare
- Ritardare o saltare le vaccinazioni: Evitare di ritardare o saltare le vaccinazioni, poiché ciò può mettere a rischio il gatto di contrarre malattie prevenibili
- Saltare i richiami: Non trascurare i richiami vaccinali, che sono essenziali per mantenere l’immunità del gatto.
- Non tenere appunti: Evitare di non tenere un registro aggiornato delle vaccinazioni, poiché è importante per la salute a lungo termine del gatto e per eventuali consultazioni veterinarie future.
- Trascurare la consultazione veterinaria: Evitare di scegliere i vaccini senza prima consultare un veterinario, poiché potrebbero non essere adatti alle specifiche esigenze del gatto.
Tabella 1: vaccino trivalente vs vaccino quadrivalente
| Trivalente (FVRCP) | Quadrivalente | |
|---|---|---|
| Patogeni coperti | FPV, FHV-1, FCV | FPV, FHV-1, FCV + Chlamydophila felis |
| Indicazione | Tutti i gatti (core) | Gatti in allevamenti, colonie o comunità |
| Somministrazione | Iniezione sottocutanea | Iniezione sottocutanea |
| Costo indicativo per dose | 30-50 euro | 40-60 euro |
| Necessità di test preventivo | No | No |
Tabella 2: vaccino trivalente vs vaccino pentavalente
| Trivalente (FVRCP) | Pentavalente (FVRCP + FeLV) | |
|---|---|---|
| Patogeni coperti | FPV, FHV-1, FCV | FPV, FHV-1, FCV + Chlamydophila felis + FeLV |
| Indicazione | Tutti i gatti (core) | Gatti con accesso all’esterno o in aree FeLV endemiche |
| Somministrazione | Iniezione sottocutanea | Iniezione sottocutanea |
| Costo indicativo per dose | 30-50 euro | 50-80 euro |
| Necessità di test preventivo | No | Si’ – test FeLV obbligatorio prima della somministrazione |
Programma e calendario vaccinale, prima vaccinazione e richiamo
Il programma vaccinale del gatto segue una sequenza precisa, calibrata sull’età dell’animale e sulla progressiva riduzione della protezione anticorpale materna. Rispettare le tempistiche non è un dettaglio organizzativo: anticipare o ritardare le dosi compromette la risposta immunitaria e lascia il gatto scoperto nelle fasi di maggiore vulnerabilità. Il calendario di riferimento si basa sulle linee guida WSAVA 2024, aggiornate rispetto ai protocolli precedenti su alcuni punti chiave.
Vaccinazione gattino e anticorpi materni
Il gattino nasce con una protezione passiva trasmessa dalla madre attraverso il colostro (il primo latte secreto nelle 24-48 ore dopo il parto). Questi anticorpi materni (MDA, Maternally Derived Antibodies) offrono una copertura temporanea contro le principali malattie virali, ma calano progressivamente nelle prime settimane di vita. Il problema è che finchè il livello di anticorpi materni resta elevato, questi possono neutralizzare il vaccino prima che il sistema immunitario del gattino abbia il tempo di rispondere.
Questo fenomeno, noto come interferenza degli anticorpi materni, è il motivo per cui il primo vaccino non garantisce da solo una protezione completa. Il calo degli MDA non avviene alla stessa età in tutti i gattini: in alcuni scende già a 6 settimane, in altri persiste fino a 14-16 settimane. Per questo il protocollo prevede dosi ripetute a intervalli regolari, in modo da intercettare la finestra in cui gli anticorpi materni sono abbastanza bassi da permettere al vaccino di funzionare.
La prima dose di vaccino trivalente (FVRCP) si somministra tra le 6 e le 8 settimane di vita. Non è consigliabile vaccinare prima delle 6 settimane: la presenza di anticorpi materni ancora elevati renderebbe la dose inefficace nella quasi totalità dei casi.
Programma di vaccinazione del cucciolo (prima vaccinazione)
Il ciclo primario del gattino prevede più somministrazioni ravvicinate, distribuite secondo uno schema a intervalli di 2-4 settimane. Il protocollo standard raccomandato dalle linee guida WSAVA 2024 è:
- 6-8 settimane: prima dose di vaccino trivalente (FVRCP)
- 10-12 settimane: seconda dose di FVRCP. Se indicato, prima dose di vaccino FeLV (previo test sierologico negativo)
- 14-16 settimane: terza dose di FVRCP. Se indicato, seconda dose di FeLV. Eventuale somministrazione del vaccino antirabbico
- 26 settimane (6 mesi e mezzo): richiamo aggiuntivo raccomandato dalle WSAVA 2024 per garantire la sieroconversione nei gattini in cui gli anticorpi materni hanno interferito con le dosi precedenti
Il richiamo a 26 settimane rappresenta una delle novità più rilevanti delle linee guida 2024. Nei protocolli precedenti il primo richiamo era previsto a 12 mesi di età, lasciando una finestra di quasi 8 mesi senza rinforzo immunitario. L’anticipazione a 26 settimane copre questa lacuna e migliora significativamente il tasso di protezione nei soggetti in cui le prime dosi non hanno generato una risposta anticorpale sufficiente.
Richiami per il gatto adulto
Completato il ciclo primario, il gatto adulto necessita di richiami periodici per mantenere l’immunità nel tempo. La frequenza dipende dal tipo di vaccino e dal profilo di rischio individuale.
Per il vaccino trivalente (FVRCP), le linee guida WSAVA 2024 raccomandano un intervallo di 3 anni nei gatti a basso rischio, cioè quelli che vivono esclusivamente in appartamento senza contatti con altri felini. Per i gatti ad alto rischio – soggetti che escono, frequentano pensioni, partecipano a mostre o vivono in nuclei con molti animali – il veterinario può indicare il richiamo annuale del trivalente.
Il vaccino FeLV richiede richiami annuali nei gatti esposti al rischio di contagio. Se lo stile di vita del gatto cambia (ad esempio un gatto che inizia a uscire all’aperto, o che viene introdotto in un nucleo con un nuovo gatto di stato sierologico sconosciuto), il veterinario rivede il protocollo e può aggiungere la vaccinazione FeLV anche in età adulta.
Il vaccino antirabbico segue una cadenza che varia in base al prodotto utilizzato e alla normativa locale. La maggior parte dei vaccini antirabbici disponibili in Italia ha validità annuale o triennale. Per i viaggi all’estero, il richiamo deve risultare in corso di validità sul passaporto europeo per animali da compagnia.
Ogni appuntamento per il richiamo vaccinale è anche l’occasione per un controllo clinico completo: valutazione del peso, stato di denti e gengive, palpazione addominale, auscultazione cardiaca e verifica di eventuali problemi emergenti.
Vaccinazioni nel gatto anziano
Superati i 10-12 anni, il sistema immunitario del gatto subisce un declino fisiologico noto come immunosenescenza. La risposta ai vaccini può risultare meno efficiente, ma questo non è un motivo per sospendere le vaccinazioni. Al contrario, un gatto anziano con un sistema immunitario indebolito è più vulnerabile alle infezioni e trae beneficio dalla protezione vaccinale.
Il veterinario valuta il protocollo su base individuale, tenendo conto dello stato di salute generale, della presenza di patologie croniche (insufficienza renale, ipertiroidismo, diabete), della funzionalità epatica e renale e dello stile di vita. Nei gatti anziani in buone condizioni generali, i vaccini core restano raccomandati con lo stesso intervallo dell’adulto (triennale per il trivalente nei soggetti a basso rischio). In presenza di patologie gravi o immunosoppressione, il veterinario può decidere di modificare l’intervallo o selezionare solo alcuni vaccini.
L’errore più comune è interrompere del tutto le vaccinazioni perchè il gatto “sta bene” o “non esce mai”. La panleucopenia felina, ad esempio, è causata da un virus estremamente resistente nell’ambiente che può essere introdotto in casa attraverso scarpe, vestiti o oggetti contaminati, anche senza contatto diretto con altri gatti.
Richiamo vaccinazione annuale
Il richiamo annuale delle vaccinazioni è una pratica comune per mantenere l’immunità del gatto contro specifiche malattie. Tuttavia, la frequenza dei richiami può variare in base alle linee guida del produttore del vaccino, alle raccomandazioni del veterinario e alle leggi locali. Durante la visita annuale per il richiamo, il veterinario avrà anche l’opportunità di effettuare un controllo generale della salute del gatto, valutando aspetti come il peso, la salute dentale e la presenza di eventuali problemi clinici emergenti. Questo appuntamento annuale rappresenta un momento cruciale per discutere qualsiasi preoccupazione relativa alla salute del gatto e per aggiornare il piano di cura preventiva, inclusa la vaccinazione.
Cura e prevenzione alla malattie
Panleucopenia Felina (FPV) – Vaccino Trivalente (FVRCP)
La Panleucopenia Felina, comunemente nota come parvovirus felino, è una malattia altamente contagiosa e potenzialmente letale che colpisce i gatti. Caratterizzata da febbre, letargia, perdita di appetito, vomito, diarrea e in casi gravi, morte, la FPV attacca rapidamente le cellule in divisione, come quelle del tratto intestinale e del sistema immunitario. La prevenzione attraverso la vaccinazione è essenziale, poiché il trattamento delle infezioni attive è difficile e non sempre efficace. Il vaccino Trivalente (FVRCP) protegge contro la FPV, oltre a due altre malattie virali, offrendo una copertura essenziale per la salute felina.
Rinotracheite Virale Felina (FVR) – Vaccino Trivalente (FVRCP)
La Rinotracheite Virale Felina è causata dall’herpesvirus felino tipo 1, provocando infezioni delle vie respiratorie superiori nei gatti. I sintomi includono starnuti, scarico oculare e nasale, febbre e letargia. La malattia è particolarmente grave nei cuccioli e nei gatti con sistemi immunitari compromessi. La vaccinazione con il vaccino Trivalente (FVRCP) è la strategia preventiva più efficace, proteggendo i gatti da questa malattia, oltre alla calicivirosi e alla panleucopenia.
Calicivirosi Felina (FCV) – Vaccino Trivalente (FVRCP)
La Calicivirosi Felina è una malattia virale che causa ulcere orali, febbre, condizioni respiratorie e, in alcuni casi, artrite. È altamente contagiosa e può causare focolai in aree con alta densità di gatti, come rifugi o colonie. Il vaccino Trivalente (FVRCP) offre una protezione efficace contro il FCV, contribuendo a ridurre la severità e la diffusione della malattia.
Leucemia Felina (FeLV) – Vaccino contro la Leucemia Felina
La Leucemia Felina è un virus che sopprime il sistema immunitario del gatto, rendendolo suscettibile a infezioni, anemia e tumori. La trasmissione avviene tramite il contatto con gatti infetti. Il vaccino contro la Leucemia Felina è raccomandato per gatti a rischio, come quelli che escono all’aperto o vivono in ambienti con molti gatti. Questo vaccino aiuta a proteggere i gatti da una delle cause principali di morte nei felini infetti.
Clamidia (Chlamydophila felis) – Vaccino contro la Clamidia
La clamidiosi, causata dal batterio Chlamydophila felis, è una malattia che colpisce principalmente gli occhi dei gatti, portando a congiuntivite cronica, che può essere accompagnata da starnuti e scarico nasale. Sebbene non sia solitamente letale, può causare notevole disagio e problemi cronici se non trattata. Il vaccino contro la Clamidia è raccomandato per gatti in ambienti ad alto rischio, come allevamenti o case con numerosi gatti, per prevenire la diffusione della malattia.
Cosa fare
- Seguire il programma vaccinale: Adottare e seguire un programma vaccinale raccomandato dal veterinario, che include sia i vaccini obbligatori che quelli consigliati.
- Richiami regolari: Assicurarsi di effettuare i richiami vaccinali come raccomandato per mantenere l’immunità del gatto nel tempo.
- Consultare il veterinario: Discutere con il veterinario per determinare i vaccini più adatti in base allo stile di vita, all’ambiente e alla salute generale del gatto.
- Monitorare gli effetti collaterali: Osservare il gatto dopo la vaccinazione per eventuali effetti collaterali e contattare il veterinario se si notano reazioni insolite o gravi.
- Tenere traccia delle vaccinazioni: Utilizzare strumenti come il libretto veterinario di Doctorvet per tenere traccia delle vaccinazioni e dei richiami.
Tipologia di vaccinazione
I vaccini per i gatti sono formulati per offrire protezione contro diverse malattie infettive. Questi vaccini sono classificati in base al numero di agenti patogeni contro cui forniscono immunità. Di seguito, una descrizione delle tipologie di vaccinazione disponibili per i gatti, dalla trivalente alla polivalente.
Vaccinazione Trivalente (FVRCP)
Il vaccino trivalente, noto anche come FVRCP, è uno dei vaccini core per i gatti e protegge contro tre malattie principali:
- FVR (Rinotracheite Virale Felina) causata dall’Herpesvirus felino tipo 1, che colpisce le vie respiratorie.
- C (Calicivirosi Felina), un’altra malattia che colpisce le vie respiratorie, causata dal Calicivirus felino.
- P (Panleucopenia Felina), nota anche come parvovirus felino, che è una malattia altamente contagiosa e potenzialmente letale che colpisce il tratto gastrointestinale.
Vaccinazione Quadrivalente
Il vaccino quadrivalente include le stesse protezioni del vaccino trivalente con l’aggiunta di un’altra componente, che può variare a seconda del produttore. Spesso, questa quarta componente è contro la Clamidiosi causata da Chlamydophila felis, che provoca congiuntivite e problemi respiratori.
Vaccinazione Pentavalente
Il vaccino pentavalente estende ulteriormente la protezione includendo cinque componenti. Oltre alle malattie coperte dal vaccino quadrivalente, può includere la protezione contro la Leucemia Felina (FeLV), un virus che colpisce il sistema immunitario del gatto, rendendolo suscettibile a varie malattie e infezioni.
Vaccinazione Eptavalente
Sebbene meno comune e non specificamente disponibile per i gatti sotto questa denominazione, un vaccino eptavalente teoricamente offrirebbe protezione contro sette diversi agenti patogeni. Nel contesto felino, ciò potrebbe includere, oltre a quanto già menzionato, vaccini contro altre malattie specifiche come il Coronavirus Felino (FCoV) o l’Immunodeficienza Felina (FIV), sebbene la combinazione esatta possa variare e alcuni di questi vaccini siano somministrati separatamente piuttosto che in un’unica formula combinata.
Vaccinazione Polivalente
I vaccini polivalenti sono formulati per offrire una protezione ancora più ampia, combinando più agenti patogeni in un’unica somministrazione. Tuttavia, è importante notare che, per i gatti, la maggior parte dei programmi di vaccinazione si concentra sui vaccini trivalenti o quadrivalenti come base, con vaccini aggiuntivi somministrati separatamente in base al rischio individuale e alle raccomandazioni del veterinario.
È cruciale consultare un veterinario per determinare il programma di vaccinazione più adatto al proprio gatto, considerando fattori come l’età, lo stile di vita, l’ambiente e i rischi di esposizione a malattie specifiche. La scelta e la combinazione dei vaccini devono essere personalizzate per garantire la migliore protezione possibile al proprio animale domestico.
Quanto costano i vaccini per gatti e gattini
Il costo delle vaccinazioni per gatti varia in base a diversi fattori, ma rappresenta una spesa contenuta se confrontata con il costo del trattamento delle malattie che i vaccini prevengono. Curare una panleucopenia felina in fase acuta, ad esempio, richiede ospedalizzazione, fluidoterapia e terapia intensiva con costi che possono superare i 500-1.000 euro, senza garanzia di sopravvivenza. Il ciclo vaccinale completo di un gattino nel primo anno di vita si aggira tra i 100 e i 250 euro totali, visite incluse.
Fattori che influenzano il costo
- Tipo di vaccino: I vaccini core, come il trivalente (FVRCP), che protegge contro la panleucopenia, la rinotracheite e la calicivirosi, sono essenziali per tutti i gatti e tendono ad avere un costo standard. Vaccini non-core, come quello contro la leucemia felina (FeLV) o la rabbia, possono avere un costo aggiuntivo e sono raccomandati in base al rischio di esposizione del gatto.
- Pacchetti di vaccinazione: Alcune cliniche offrono pacchetti di vaccinazione che coprono tutte le vaccinazioni core e talvolta anche alcuni vaccini non-core a un prezzo ridotto, rispetto alla somministrazione dei singoli vaccini.
- Visita veterinaria: Il costo della visita durante la quale viene somministrato il vaccino può variare. Alcune cliniche includono nel prezzo del vaccino anche la visita, mentre altre la addebitano separatamente.
- Richiami: Dopo la serie iniziale di vaccinazioni, i gatti richiedono richiami periodici, il cui costo deve essere considerato nel budget annuale dedicato alla salute del gatto.
Stima dei costi
- La serie iniziale di vaccinazioni per un cucciolo di gatto, che include solitamente due o tre dosi di vaccini core, può variare da 30 a 80/100 euro per dose, a seconda della clinica e della regione.
- I richiami annuali, che possono includere vaccini core e non-core, possono costare da 30 a 70 euro ciascuno.
- Vaccini specifici, come quello contro la rabbia o la leucemia felina, possono avere un costo aggiuntivo.
Costo della prima visita e del vaccino trivalente
La prima vaccinazione del gattino coincide generalmente con la prima visita veterinaria, durante la quale il veterinario effettua un esame clinico completo: auscultazione cardiaca, palpazione addominale, controllo di occhi, orecchie, bocca, peso e condizioni generali. Questa visita è fondamentale per verificare che il gattino sia in buone condizioni di salute e idoneo alla vaccinazione.
Il costo della prima visita con somministrazione del vaccino trivalente (FVRCP) varia da 40 a 70 euro nella maggior parte delle cliniche italiane. Alcune strutture addebitano la visita e il vaccino separatamente: in questo caso la visita costa tra 25 e 40 euro e il vaccino tra 20 e 35 euro. Altre includono entrambi in un’unica tariffa.
Le dosi successive del ciclo primario (seconda e terza dose di FVRCP) hanno un costo per singola somministrazione che varia da 30 a 50 euro, generalmente inferiore alla prima visita perchè il controllo clinico è più rapido. Il costo complessivo del ciclo vaccinale primario con tre dosi di trivalente si colloca quindi tra i 100 e i 170 euro.
Costo dei richiami annuali e triennali
Una volta completato il ciclo primario, il gatto necessita di richiami periodici. Il costo del richiamo del vaccino trivalente varia da 30 a 60 euro per somministrazione, visita inclusa. Per i gatti a basso rischio con richiamo triennale, questa spesa si distribuisce su tre anni, con un impatto annuale molto contenuto.
Per i gatti ad alto rischio con richiamo annuale, il costo si aggira tra i 40 e gli 80 euro all’anno, a seconda che il veterinario somministri il solo trivalente o lo abbini ad altri vaccini non-core. Molte cliniche offrono pacchetti annuali che includono visita clinica, richiamo vaccinale e sverminazione a un prezzo complessivo ridotto rispetto alle singole prestazioni, con tariffe che variano da 60 a 120 euro.
Tabella: costi indicativi dei vaccini per gatti in Italia
| Vaccino | Costo per dose | Frequenza |
|---|---|---|
| Trivalente FVRCP (prima visita + vaccino) | 40-70 euro | 3 dosi nel ciclo primario (6-16 settimane) |
| Trivalente FVRCP (richiamo) | 30-60 euro | Ogni 1-3 anni in base al rischio |
| FeLV (+ test sierologico alla prima dose) | 30-50 euro (+ 20-40 euro test) | 2 dosi nel ciclo primario, poi annuale |
| Antirabbico | 20-40 euro | Annuale o triennale secondo il prodotto |
| Clamidia | 25-45 euro | Annuale nei soggetti a rischio |
| Pacchetto annuale (visita + richiami + sverminazione) | 60-120 euro | Annuale |
Effetti collaterali e reazioni avverse
La maggior parte dei gatti tollera le vaccinazioni senza problemi. Le reazioni comuni sono lievi e transitorie: lieve gonfiore o sensibilità nel punto di iniezione, letargia nelle 12-24 ore successive, riduzione temporanea dell’appetito e, in alcuni casi, febbre moderata (fino a 39,5 °C). Questi sintomi si risolvono spontaneamente entro 24-48 ore e non richiedono trattamento. E’ normale che il gattino sia meno attivo del solito il giorno della vaccinazione.
Le reazioni gravi sono rare ma richiedono intervento veterinario immediato. La reazione anafilattica – con edema facciale, vomito, diarrea, difficoltà respiratorie e collasso – può manifestarsi entro 30 minuti dalla somministrazione e rappresenta un’urgenza medica. Un’altra complicanza rara è il sarcoma nel sito di iniezione (FISS, Feline Injection-Site Sarcoma), un tumore maligno associato all’infiammazione cronica provocata da vaccini con adiuvante. L’incidenza stimata è di 1 caso ogni 10.000-30.000 vaccinazioni. Per ridurre questo rischio, le linee guida raccomandano l’uso di vaccini senza adiuvante quando disponibili e la rotazione dei siti di iniezione, privilegiando gli arti posteriori (dove un’eventuale escissione chirurgica è più agevole) rispetto alla regione interscapolare. Se nel punto di iniezione si forma un nodulo che persiste oltre 3 settimane, supera i 2 cm di diametro o continua a crescere dopo 1 mese, è necessario un controllo veterinario con eventuale biopsia.
I cuccioli di gatto dovrebbero ricevere la loro prima serie di vaccinazioni tra le 6 e le 8 settimane di età. Questo programma iniziale è seguito da richiami per rafforzare l’immunità.
Generalmente, è consigliabile attendere almeno 2 settimane tra la sverminazione e la somministrazione del primo vaccino per non sovraccaricare il sistema immunitario del cucciolo.
I vaccini obbligatori per i gatti includono il vaccino trivalente, che protegge contro la panleucopenia, la rinotracheite e la calicivirosi.
Oltre ai vaccini obbligatori, sono consigliati i vaccini contro la leucemia felina (FeLV) e la rabbia, in base al rischio di esposizione e allo stile di vita del gatto.
Il richiamo annuale tipicamente include il vaccino trivalente e, se raccomandato, il vaccino contro la rabbia e/o la leucemia felina.
Il costo della vaccinazione di un gatto può variare da 30 a 100 euro per la serie iniziale e dai 30 agli 80 euro per i richiami annuali, a seconda della clinica e della regione.
Glossario
- Panleucopenia felina (FPV): malattia virale altamente contagiosa causata dal parvovirus felino, che colpisce il tratto gastrointestinale e il midollo osseo provocando una drastica riduzione dei globuli bianchi. Mortalità superiore al 90% nei gattini non vaccinati.
- Vaccino trivalente (FVRCP): formulazione vaccinale combinata che protegge da panleucopenia, rinotracheite virale felina e calicivirosi. Rappresenta la base del protocollo vaccinale di ogni gatto.
- Anticorpi materni (MDA): anticorpi trasmessi dalla madre al gattino attraverso il colostro nelle prime ore di vita. Offrono una protezione temporanea che cala progressivamente nelle prime settimane e può interferire con l’efficacia dei vaccini.
- Herpesvirus felino tipo 1 (FHV-1): virus responsabile della rinotracheite virale felina. Una volta contratto, rimane latente nell’organismo e può riattivarsi in condizioni di stress o immunodepressione.
- Calicivirus felino (FCV): virus responsabile della calicivirosi felina, che provoca ulcere orali, sintomi respiratori e, nei ceppi virulenti (VS-FCV), forme sistemiche gravi con mortalità fino al 60%.
- Leucemia felina (FeLV): retrovirus che sopprime il sistema immunitario del gatto, predisponendolo a infezioni opportunistiche, anemia e linfoma. Trasmesso per contatto diretto prolungato tra gatti.
- Immunosenescenza: declino fisiologico della funzionalità del sistema immunitario legato all’invecchiamento, che riduce la capacità dell’organismo di rispondere a infezioni e vaccini.
- Vaccino vivo attenuato (MLV): vaccino contenente virus vivi ma resi incapaci di causare malattia. Induce una risposta immunitaria rapida e robusta.
- Vaccino inattivato: vaccino contenente virus uccisi, spesso addizionato con un adiuvante per potenziare la risposta immunitaria. Richiede generalmente due dosi per garantire protezione adeguata.
- Adiuvante: sostanza aggiunta ai vaccini inattivati per amplificare la risposta immunitaria. Associato in rari casi a reazioni infiammatorie croniche nel sito di iniezione.
- Sarcoma nel sito di iniezione (FISS): tumore maligno raro associato all’infiammazione cronica nel punto di inoculazione del vaccino. Incidenza stimata: 1 caso ogni 10.000-30.000 vaccinazioni.
- Chlamydophila felis: batterio responsabile della clamidiosi felina, che provoca congiuntivite cronica e sintomi respiratori. Diffuso in ambienti ad alta densità di gatti.
- Sieroconversione: sviluppo di anticorpi specifici nel sangue del gatto in risposta alla vaccinazione. Indica che il vaccino ha generato una risposta immunitaria misurabile.
📚 Fonti e approfondimenti: WSAVA, Vet Cornell,
✍️ Scritto da: Redazione DoctorVet
✅ Revisionato da: Dottoressa Sara Ghizzardi
📅 Ultima revisione: 12-05-2026



