Parvovirus nel cane: causa, cura e prevenzione

da | Nov 18, 2021 | Cane, Malattie | 0 commenti

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La Parvovirosi canina è una malattia infettiva che ogni anno colpisce tantissimi cani, soprattutto nei primi mesi di vita. La patologia è causata dal Parvovirus Canino (CPV – Canine Parvovirus), un virus particolarmente resistente e altamente contagioso.

Si tratta di una delle malattie del cane più temute da proprietari e allevatori in quanto, oltre a portare a morte rapida se non curata, può mettere a rischio intere cucciolate e tutti i cani che condividono lo stesso ambiente.

In questo articolo cercheremo di capire di cosa si tratta realmente, quali sono i suoi sintomi e come fare per evitare che il nostro cane ne subisca le conseguenze. Non sottovalutiamo mai il Parvovirus che, se non riconosciuto e trattato in tempo può essere mortale.

Che cos’è il Parvovirus del cane

Quando parliamo di Parvovirus del cane ci riferiamo a un virus che attacca in modo violento i cuccioli di cane e i cani adulti non vaccinati, causando la Parvovirosi canina.

Questa è una malattia molto contagiosa che ogni anno provoca il decesso di tantissimi animali a quattro zampe a causa dell’estrema resistenza del virus all’ambiente esterno e al suo forte tasso di contagiosità.

La Parvovirosi nei cani è chiamata anche Gastroenterite virale, gastroenterite infettiva o enterite virale del cane, in quanto attacca proprio lo stomaco e l’apparato digerente dell’animale.

Quali sono i sintomi del Parvovirus

La Parvovirosi colpisce l’apparato gastroenterico o il miocardio, con una una paralisi transitoria della muscolatura dell’intestino, la quale causa un accumulo di aria all’interno dell’organo. I primi sintomi nel cane di Parvovirosi sono:

  • vomito
  • inappetenza
  • diarrea emorragica
  • disidratazione
  • febbre

Nei casi più gravi si può assistere anche a fenomeni di ittero e shock ipovolemico (stato di shock causato dalla forte diminuzione della massa sanguigna dopo un’emorragia).

parvovirus nel cane sintomi

I sintomi più frequenti del parvovirus nel cane sono: vomito, diarrea, febbre, ittero e shock ipovolemico […]

Cause del Parvovirus

Come abbiamo detto, la Parvovirosi è causata da un virus che viene espulso attraverso le feci dei cani infetti. La trasmissione avviene quando un animale sano entra in contatto con qualsiasi materiale contaminato, leccandolo o ingerendolo.

Ma non solo. Poiché il virus è molto resistente nell’ambiente, le feci del cane malato possono contaminare terreni e superfici su cui si posano. Questo vuol dire che se anche i bisogni del cane vengono subito rimossi, il suolo su cui è stata depositata continua a conservare il virus a lungo, permettendone la diffusione.

Di conseguenza, cuccioli che hanno superato le 6 settimane di vita e cani adulti non vaccinati possono contrarre il virus semplicemente leccando l’erba o il pavimento contagiato.

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Le principali cause di diffusione parvovirus nel cane avvengono tramite le feci. Annusando, ingerendo o venendo a contatto con l’ambiente contaminato, il cane può contrarre il parvovirus   [..]

Come avviene il contagio da Parvovirus tra cani

Il virus viene trasmesso tra cani per via orale o fecale. È più corretto dire che, quando un animale sano viene a contatto con le feci o altri umori corporali appartenenti a un cane infetto, questo si sottopone ad alto rischio di contagio.

Da questo possiamo capire quanto sia facile per i cani contagiarsi tra loro visto che per natura sono istintivamente portati a leccarsi, annusarsi e condividere gli stessi spazi.

Il Parvovirus colpisce principalmente i cuccioli di cane nel momento in cui perdono l’immunità materna enon hanno ancora completato il ciclo vaccinale, cioè dopo le 6 settimane.

Come curare il cane affetto da parvovirus

L’attenzione nel cane affetto da Parvovirus va posta sulla sua idratazione e sull’evitare che perda eccessivamente liquidi.

La prima cosa da fare quando notiamo uno o più sintomi è rivolgersi subito a un veterinario il quale analizza la situazione e provvede a somministrargli immediatamente le giusta cure.

Questa in genere parte da una terapia antibiotica e include l’utilizzo di farmaci antiemetici e anti-H2, fino ad arrivare alla necessità di una trasfusione di sangue in casi gravi.

In presenza di vomito il cane va tenuto a digiuno prolungato per almeno 24 ore finché il fenomeno non sparisce. Trascorsi 3-5 giorni, appena si riscontra un miglioramento clinico, il cane può ricominciare ad assumere pasti leggeri.

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Le cure sono per contrastare il parvovirus nel cane sono: evitare la disidratazione, chiamare un veterinario, somministrazione antibiotici […]

Prevenzione: l’importanza del vaccino

La prevenzione primaria dell’infezione da Parvovirus avviene tramite i vaccini. In età adulta, solo la giusta profilassi vaccinale può proteggere l’animale dal rischio di Parvovirosi ed evitargli conseguenze disastrose.

Per quanto riguarda i cuccioli, il rischio di contagio è molto alto nel periodo che parte dopo le 6 settimane di vita. Si tratta di un momento molto delicato per il piccolo cane che, da un lato possiede ancora una potente immunità maternache rallenta l’efficacia del vaccino, ma, d’altro canto, questa stessa immunità naturale non è in grado di proteggerlo efficacemente contro l’infezione.

Per questo è importante salvaguardare i cuccioli attraverso l’alimentazione e mantenendoli lontani da eventuali pericoli ambientali.

Il Parvovirus si trasmette sull’uomo?

Il Parvovirus interessa anche gli esseri umani, nello specifico bambini e donne incinte. La Parvovirosi umana (B19) viene definita anche “quinta malattia” e si trasmette ugualmente per via salivare o dalla mamma infetta al feto.

Il Parvovirus canino, però, non è lo stesso di quello umano, pur appariale tra i due è che, mentre il primo è estremamente pericoloso per gli animali, il B19 ha sintomi lievi che scompaiono dopo poche settimane.

La risposta alla domanda quindi è: No, il contagio tra un cane infetto da parvovirus alla donna in gravidanza o al bambino non è possibile.

Quanto dura il periodo di incubazione del parvovirus

Dal momento dell’infezione alla comparsa dei primi sintomi della malattia in genere trascorrono 3-7 giorni. I primi segnali sono visibili nella gola del cane, dove il virus attacca i linfonodi per poi propagarsi nel sangue.

In seguito, se viene lasciato proseguire nel suo percorso, aggredisce il midollo spinale e le cellule del sistema immunitario, fino a passare sulle pareti dell’intestino. È a questo livello che le conseguenze possono cominciare a essere gravi per l’organismo.

Come si differenzia il Parvovirus canino da quello del gatto

Alla stessa specie del Parvovirus del cane appartiene la Panleucopenia felina, una malattia che, allo stesso modo, causa problemi gastrointestinali nel gatto.

Addirittura il virus del gatto è considerato il capostipite da cui si è poi sviluppato quello che porta alla parvovirosi canina.I sintomi e la diagnosi sono pressoché gli stessi, così come i rischi e le cure conseguenti.

Ancora appartenente allo stesso ceppo, troviamo il Parvovirus suino, una malattia che colpisce la riproduzione dei maiali. La Parvovirosi suina (PVP) causa nati morti, morte embrionale e infertilità e oggi è presente nella stragrande maggioranza degli allevamenti mondiali.

FAQ E DOMANDE FREQUENTI

Come si cura il parvovirus?

Il Parvovirus si cura attraverso una terapia antibiotica, farmaci antiemetici e anti-H2, oltre che col digiuno per almeno 24 ore. Le cure sono rigorosamente prescritte dal veterinario.

Quando dura la parvovirosi nel cane?

Il periodo di incubazione va dai 3 ai 7 giorni. Dal momento di inizio della terapia, il virus impiega almeno 30 giorni per scomparire del tutto dall’organismo del cane. Nell’ambiente, il parvovirus resiste anche 4-5 mesi.

Come si trasmette il parvovirus?

Il parvovirus si trasmette per via orale e fecale, cioè quando un animale sano viene a contatto con le feci o altri umori corporali appartenenti a un cane infetto.

Si può prevenire il parvovirus?

Si. Il Parvovirus si previene con il vaccino. Nei cuccioli dalle 6 settimane in poi, anche se vaccinati, la prevenzione deve comprendere anche la salvaguardia del cane dalla contaminazione diretta finché non sviluppa sufficienti anticorpi.

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