Leishmaniosi del cane: cause, sintomi, trattamento e prevenzione

La leishmaniosi canina e’ una malattia parassitaria trasmessa dai pappataci (flebotomi) causata dal protozoo Leishmania infantum. Colpisce organi interni, cute e sistema immunitario del cane. In Italia e’ endemica in tutte le regioni costiere e in espansione al Nord. Riconoscere i sintomi della leishmaniosi nel cane in fase precoce e’ decisivo per la prognosi.
leishmaniosi cane


Infezione da protozoo Leishmania infantum, trasmesso tramite la puntura del flebotomo (pappatacio, gen. Phlebotomus). Il cane e’ il principale serbatoio del parassita. La trasmissione avviene prevalentemente da aprile a ottobre, nelle ore crepuscolari e notturne.


Dermatite esfoliativa, alopecia perioculare e auricolare, onicogrifosi (crescita anomala delle unghie), linfoadenomegalia (ingrossamento dei linfonodi), dimagrimento, epistassi (sangue dal naso), lesioni oculari (uveite, cheratocongiuntivite), insufficienza renale, letargia e febbre intermittente.


Terapia combinata con antimoniato di N-metilglucamina (Glucantime) per via iniettiva + allopurinolo per via orale. L’allopurinolo viene generalmente mantenuto a lungo termine. La miltefosina rappresenta un’alternativa orale all’antimoniato. Non esiste una cura definitiva: l’obiettivo e’ il controllo clinico e parassitologico.


Collari antiparassitari a base di deltametrina o flumetrina, spot-on repellenti con permetrina, vaccinazione (Letifend) per cani sieronegativi dai 6 mesi di eta’, riduzione dell’esposizione nelle ore serali e notturne, zanzariere a maglia fine.

Consigli e prevenzione

  • Applica un collare antiparassitario specifico contro i flebotomi da marzo a novembre, rinnovandolo secondo le tempistiche indicate dal produttore.
  • Associa al collare un trattamento spot-on con permetrina ogni 3-4 settimane durante la stagione a rischio (aprile-ottobre).
  • Limita le uscite serali e notturne dal tramonto all’alba, quando i pappataci sono piu’ attivi.
  • Installa zanzariere a maglia fine (inferiore a 1 mm) su finestre e cucce esterne.
  • Esegui un test sierologico annuale a fine stagione (ottobre-novembre) per individuare un’eventuale infezione precoce.
  • Visite veterinarie regolari: Consulta regolarmente il veterinario per controlli di routine e per discutere qualsiasi preoccupazione riguardante la leishmaniosi
  • Valuta la vaccinazione con il veterinario se il cane vive o si sposta in aree endemiche.
  • Registra nel libretto veterinario DoctorVet test, trattamenti antiparassitari e date di applicazione per avere sempre lo storico aggiornato.

Leishmaniosi (leshmania nel cane)

La leishmaniosi, spesso indicata come leishmania o leismaniosi nel cane, è una malattia parassitaria che colpisce i cani. La leishmania nel cane è causata da un protozoo del genere Leishmania,  principalmente trasmesso attraverso la puntura di insetti vettori come i pappataci. I cani possono contrarre questa malattia, che può manifestarsi in diverse forme, da sintomi cutanei a complicazioni viscerali più gravi.

È all’interno dei pappataci che avviene lo sviluppo del parassita che scatena la malattia. Quest’ultima colpisce gli animali in particolar modo in primavera, estate e autunno, ovvero nei mesi tradizionalmente più caldi e temperati, perché il ciclo della leishmaniosi risulta essere maggiormente infettivo al di sopra dei 19 gradi.

La leishmaniosi non si può trasmettere da un cane all’altro, poiché l’animale può essere infettato solo e unicamente dagli insetti vettori, cioè i pappataci. Una guarigione completa dalla patologia non è possibile – gli effetti della patologia potranno soltanto essere arginati. E’ fondamentale, quindi, cercare il più possibile di prevenire la leishmaniosi.

Ci sono alcuni sintomi in grado di rivelare una leishmaniosi del cane. Si tratta di una generale apatia dell’animale, irritazioni alle orecchie e alle zampe, febbre e vomito ma anche perdite di sangue. La cosa migliore da fare per non correre rischi inutili sarà programmare assieme al veterinario di fiducia dei controlli in via preventiva, specie alla fine della stagione estiva.

I pappataci (flemotobi, zanzare) sono i vettori e i responsabili della leishmaniosi del cane

La leishmaniosi del cane si riconosce nel caso in cui dovessero risultare particolarmente evidenti certi segni sulla cute, come una dermatita esfoliativa che colpisce con maggior frequenza i cani a prescindere dalla razza di appartenenza, ma anche di quella nodulare che è anche la meno comune, si caratterizza per la presenza di noduli di dimensioni variabili, oppure ulcerativa che va a colpire nello specifico gli arti del cane.

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Un esempio di caso avanzato della leishmaniosi nel cane. Si noti come i sintomi siano di tipo dermatologico e si riscontrano vicino agli occhi, naso e orecchie

Causa della leishmaniosi nel cane

La leishmaniosi canina e’ causata dal protozoo Leishmania infantum, un parassita intracellulare obbligato appartenente alla famiglia Trypanosomatidae. Una volta all’interno dell’organismo del cane, il parassita si replica nei macrofagi, le cellule del sistema immunitario deputate alla difesa. Questa caratteristica rende la leishmaniosi particolarmente insidiosa: il parassita sfrutta le stesse cellule che dovrebbero eliminarlo per moltiplicarsi e diffondersi a organi come milza, fegato, midollo osseo e linfonodi.

Il periodo di incubazione e’ estremamente variabile: puo’ andare da poche settimane a diversi anni. Alcuni cani rimangono portatori asintomatici per tutta la vita, mentre altri sviluppano la forma clinica conclamata. La risposta immunitaria individuale gioca un ruolo determinante: i cani con una risposta cellulo-mediata (Th1) efficace tendono a controllare l’infezione, mentre quelli con risposta prevalentemente umorale (Th2) sviluppano la malattia clinica con produzione di immunocomplessi che danneggiano organi e tessuti.

Identificazione della leishmania nel cane


La leishmaniosi non e’ causata da un unico parassita: esistono diverse specie di Leishmania suddivise in base alla loro specifica categoria di appartenenza e al tipo di manifestazione clinica che provocano. Le tre specie principali sono responsabili di forme distinte della malattia, ciascuna con caratteristiche epidemiologiche, distribuzione geografica e gravita’ differenti.

  • leishmania tropica: responsabile della leishmaniosi cutanea del Vecchio Mondo. Questa specie provoca lesioni cutanee localizzate, note come ‘bottone d’Oriente’, che si manifestano con noduli e ulcere nella sede della puntura del flebotomo. E’ diffusa nel bacino del Mediterraneo orientale, in Medio Oriente, in Asia centrale e nel Nord Africa. La forma cutanea tende ad autolimitarsi nell’arco di mesi, ma puo’ lasciare cicatrici permanenti. Nel cane questa specie ha un impatto clinico generalmente meno grave rispetto a L. infantum.
  • leishmania braziliensis: agente della leishmaniosi mucocutanea, una forma particolarmente aggressiva diffusa in America Centrale e Meridionale. Oltre alle lesioni cutanee iniziali, questa specie puo’ causare una distruzione progressiva delle mucose di naso, bocca, faringe e laringe anche a distanza di anni dalla prima infezione. Questa capacita’ di disseminarsi alle mucose rende L. braziliensis una delle specie piu’ temute. Non e’ endemica in Italia, ma puo’ riguardare cani importati o che hanno soggiornato in aree endemiche sudamericane.
  • leishmania donovani (quest’ultima può anche avere decorso fatale): causa della leishmaniosi viscerale (kala-azar), la forma piu’ grave e potenzialmente letale. Il parassita invade gli organi interni – milza, fegato, midollo osseo e linfonodi – provocando febbre cronica, epatomegalia (ingrossamento del fegato), splenomegalia (ingrossamento della milza), pancitopenia (riduzione di tutte le cellule del sangue) e progressivo deperimento dell’organismo. Senza trattamento, la leishmaniosi viscerale da L. donovani ha un tasso di mortalita’ superiore al 90%. E’ diffusa nel subcontinente indiano e nell’Africa orientale. In Italia e nel bacino del Mediterraneo, la leishmaniosi viscerale e’ causata dalla specie affine Leishmania infantum, che rappresenta la minaccia principale per i cani domestici.


In Italia e in tutta l’area mediterranea la specie di gran lunga piu’ rilevante per il cane rimane Leishmania infantum, responsabile sia della forma viscerale che di quella cutanea. Tuttavia, conoscere le tre specie principali e’ importante per il proprietario che viaggia con il proprio cane in aree tropicali o subtropicali, dove il rischio di incontrare specie diverse e’ concreto.

Le origini della leishmaniosi: puntura di pappataci e flebotomi

Il ciclo di vita del parassita Leishmania inizia quando un flebotomo infetto punge un cane, trasmettendo il parassita nel suo flusso sanguigno. Una volta all’interno dell’ospite, il parassita si moltiplica e si diffonde, potenzialmente infettando vari organi e sistemi del corpo.

La trasmissione avviene esclusivamente attraverso la puntura di insetti ematofagi del genere Phlebotomus (in Europa principalmente Phlebotomus perniciosus e Phlebotomus ariasi). Questi ditteri, comunemente chiamati pappataci o flebotomi, sono insetti di 2-3 mm con volo silenzioso e attivita’ prevalentemente crepuscolare e notturna. A differenza delle zanzare, i pappataci non emettono ronzio, rendendo la loro presenza difficile da rilevare.

Il ciclo di trasmissione inizia quando un flebotomo femmina punge un cane infetto durante il pasto di sangue, ingerendo i parassiti in forma amastigote. All’interno dell’intestino del flebotomo, il parassita si trasforma in promastigote (forma flagellata e mobile) e migra verso le ghiandole salivari dell’insetto. Alla puntura successiva, i promastigoti vengono inoculati nel nuovo ospite, dove vengono fagocitati dai macrofagi e si trasformano nuovamente in amastigoti, completando il ciclo. Per approfondire il ruolo dei vettori, consulta il nostro articolo su zanzare, pappataci e flebotomi

Pappataci e flebotomi sono la stessa cosa: sono i vettori responsabili della leishamniosi del cane

Distribuzione geografica e stagionalita’

In Italia la leishmaniosi canina e’ endemica in tutte le regioni costiere tirreniche, ioniche e adriatiche, nelle isole e nelle aree collinari del Centro-Sud. Negli ultimi 10-15 anni si e’ assistito a una progressiva espansione verso Nord, con focolai stabili documentati in Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia e Piemonte, favoriti dal riscaldamento climatico che ha esteso l’areale dei flebotomi.

La stagione di trasmissione coincide con il periodo di attivita’ dei pappataci, da aprile a ottobre-novembre nelle regioni meridionali, e da maggio a settembre nelle aree settentrionali. I flebotomi sono attivi prevalentemente dal tramonto all’alba, con picchi nelle ore immediatamente successive al crepuscolo. Temperature notturne superiori a 20 gradi e assenza di vento sono le condizioni ottimali per la loro attivita’.

Cosa non fare

  1. Non interruzione del trattamento: Non interrompere o modificare il trattamento prescritto dal veterinario senza consultarlo. La gestione della leishmaniosi richiede un approccio costante e monitorato.
  2. Non ignorare i sintomi: Non trascurare i sintomi che potrebbero indicare un peggioramento della malattia, come cambiamenti nella pelle, perdita di peso o problemi renali.
  3. Non isolare il cane: Non isolare o discriminare il tuo cane. La leishmaniosi non si trasmette direttamente da cane a cane o da cane a uomo, quindi non è necessario isolare il cane affetto, ma è importante gestire la sua salute e il suo benessere.
  4. Non trascurare la dieta: Non trascurare l’importanza di una dieta equilibrata e adatta alle esigenze del tuo cane. Una nutrizione adeguata è fondamentale per supportare il sistema immunitario.

La leishmaniosi si trasmette da cane a uomo

La leishmaniosi e’ una zoonosi, cioe’ una malattia trasmissibile dagli animali all’uomo. Tuttavia, la trasmissione non avviene per contatto diretto tra cane e persona: e’ sempre necessaria la mediazione del flebotomo. Il cane rappresenta il principale serbatoio domestico del parassita, ma il contagio umano richiede che un pappatacio punga prima il cane infetto e poi l’uomo. Nell’uomo la leishmaniosi si manifesta prevalentemente in forma cutanea o viscerale (kala-azar), colpendo soprattutto soggetti immunodepressi e bambini.

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Il ciclo della leishmaniosi nel cane (click per zoom)

Sintomi della leishmaniosi nel cane

I sintomi della leishmaniosi nel cane sono estremamente variabili per tipo, gravita’ e momento di comparsa. Questa variabilita’ dipende dalla risposta immunitaria individuale, dalla carica parassitaria e dagli organi coinvolti. La malattia puo’ manifestarsi con un singolo segno clinico isolato oppure con un quadro multisistemico complesso. Si distinguono sintomi cutanei, viscerali e atipici.

Sintomi cutanei

Le manifestazioni dermatologiche sono tra i segni piu’ frequenti e precoci della leishmaniosi canina e colpiscono la maggior parte dei cani infetti a prescindere dalla razza di appartenenza. Si distinguono tre forme principali di dermatite associata alla leishmaniosi, ciascuna con caratteristiche cliniche specifiche che il proprietario puo’ imparare a riconoscere.

  • Dermatite esfoliativa – e’ la forma cutanea piu’ comune della leishmaniosi nel cane. Si manifesta con una desquamazione furfuracea diffusa (scaglie fini simili a forfora), cute secca, opaca e ispessita, e perdita progressiva del pelo. Le zone colpite per prime sono il muso, il padiglione auricolare, la zona perioculare e il dorso del naso. L’alopecia (perdita di pelo) conferisce al cane il caratteristico aspetto ‘a occhiale’ intorno agli occhi, uno dei segni piu’ riconoscibili della malattia. La desquamazione puo’ essere localizzata o generalizzata e spesso si accompagna a un mantello spento e fragile. A differenza delle dermatiti allergiche, il prurito e’ generalmente assente o molto lieve.
  • Dermatite nodulare – e’ la forma meno comune tra le tre ma clinicamente significativa. Si caratterizza per la presenza di noduli cutanei di dimensioni variabili (da pochi millimetri a diversi centimetri), singoli o multipli, distribuiti su tronco, arti e testa. I noduli sono formazioni solide sottocutanee o intradermiche, non dolenti alla palpazione, di consistenza dura e ben circoscritta. Istologicamente sono costituiti da granulomi ricchi di macrofagi infarciti di amastigoti (le forme intracellulari del parassita). La dermatite nodulare puo’ essere confusa con neoplasie cutanee o con reazioni granulomatose di altra natura, per cui e’ necessaria una diagnosi differenziale tramite biopsia e citologia.
  • Dermatite ulcerativa – si manifesta con ulcere cutanee a bordi rilevati e fondo granuleggiante che tendono a non guarire spontaneamente. Le ulcere si localizzano prevalentemente sugli arti (gomiti, garretti, cuscinetti plantari), sulle prominenze ossee, sulle giunzioni mucocutanee (margini delle labbra, tartufo, palpebre) e sulla punta delle orecchie. Le lesioni possono essere ricoperte da croste e secrezioni sierose e sono particolarmente resistenti ai trattamenti topici generici. Nei casi avanzati, le ulcere possono confluire e interessare ampie superfici cutanee, causando dolore e predisponendo a infezioni batteriche secondarie.

Oltre alle tre forme principali di dermatite, un segno cutaneo molto caratteristico della leishmaniosi e’ l’onicogrifosi, cioe’ la crescita eccessiva e anomala delle unghie che diventano lunghe, ricurve, ispessite e fragili. L’onicogrifosi puo’ comparire anche come unico sintomo iniziale, prima che si manifestino altri segni clinici, ed e’ causata dall’infiammazione cronica della matrice ungueale. Per un quadro generale sulle patologie cutanee, consulta il nostro approfondimento sulle dermatiti nel cane.

Sintomi viscerali e sistemici

Il coinvolgimento degli organi interni si manifesta con linfoadenomegalia generalizzata (ingrossamento dei linfonodi palpabili), splenomegalia (aumento del volume della milza), dimagrimento progressivo nonostante l’appetito conservato o solo lievemente ridotto, e ipotrofia muscolare (perdita di massa muscolare), soprattutto evidente sulla testa dove conferisce il tipico aspetto ‘faccia vecchia’.

L’epistassi (sanguinamento nasale, spesso monolaterale) e’ un sintomo frequente, causato dalle lesioni della mucosa nasale e dai disturbi della coagulazione. I problemi renali rappresentano la complicanza piu’ grave: la glomerulonefrite da immunocomplessi puo’ evolvere in insufficienza renale cronica, che e’ la principale causa di morte nei cani leishmaniotici. I segni precoci del danno renale includono aumento della sete (polidipsia) e della quantita’ di urina (poliuria), proteinuria e progressivo deterioramento dei valori di creatinina e urea nel sangue.

Le lesioni oculari sono presenti in circa il 16-40% dei cani con leishmaniosi e comprendono uveite anteriore (infiammazione dell’iride e del corpo ciliare), cheratocongiuntivite secca, blefarite e, nei casi piu’ gravi, glaucoma secondario che puo’ portare alla perdita della vista.

Tabella 1: leishmaniosi cutanea vs dermatite atopica

Leishmaniosi cutaneaDermatite atopica
CausaProtozoo Leishmania infantumReazione allergica ad allergeni ambientali
Aspetto cutaneoDesquamazione, ulcere, alopecia perioculareEritema, prurito diffuso, lichenificazione
Zona tipicaMuso, orecchie, prominenze osseeAscelle, inguine, spazi interdigitali
PruritoAssente o lieveIntenso e persistente
OnicogrifosiFrequenteAssente
Coinvolgimento renaleSi’ – glomerulonefriteNo
Contagioso?Si’ (tramite flebotomo)No

Tabella 2: leishmaniosi vs ehrlichiosi canina

LeishmaniosiEhrlichiosi
CausaProtozoo Leishmania infantumBatterio Ehrlichia canis
VettoreFlebotomo (pappatacio)Zecca (Rhipicephalus sanguineus)
EsordioLento, progressivo (mesi-anni)Acuto (febbre alta improvvisa)
Sintomi cutaneiAlopecia, desquamazione, ulcereRari, petecchie possibili
EpistassiFrequenteFrequente
TrombocitopeniaPossibileCaratteristica
TrattamentoAntimoniato + allopurinoloDoxiciclina

Quando andare dal veterinario

Alcuni segnali richiedono una visita veterinaria

  • Se noti perdita di pelo intorno a occhi, orecchie o naso che persiste da piu’ di 7-10 giorni.
  • Se le unghie crescono in modo anomalo (allungate, ricurve, ispessite) senza causa traumatica.
  • Se il cane presenta dimagrimento superiore al 10% del peso corporeo in meno di un mese.
  • Se compaiono epistassi ricorrenti (sangue dal naso, anche da una sola narice).
  • Se osservi linfonodi ingrossati (palpabili sotto la mandibola, dietro le ginocchia o davanti alle spalle).
  • Se presenta letargia persistente, febbre intermittente o aumento della sete e della minzione.
  • Se il cane vive o ha soggiornato in area endemica e il test sierologico annuale risulta positivo o dubbio.

Diagnosi e prognosi della leishmaniosi

La diagnosi di leishmaniosi canina richiede un approccio integrato che combina l’esame clinico con indagini di laboratorio specifiche. Nessun singolo test e’ sufficiente a formulare una diagnosi definitiva, e il veterinario deve valutare l’insieme dei risultati nel contesto clinico del paziente.

Test diagnostici

Il test sierologico quantitativo (IFAT o ELISA) rileva e quantifica gli anticorpi anti-Leishmania nel sangue. Un titolo anticorpale elevato (superiore a 1:160 secondo le linee guida LeishVet) in presenza di segni clinici compatibili conferma la diagnosi. I test rapidi ambulatoriali (immunocromatografici) sono utili come screening ma meno affidabili per la quantificazione e possono dare falsi negativi nelle fasi iniziali dell’infezione.

La PCR (reazione a catena della polimerasi) rileva il DNA del parassita in campioni biologici (midollo osseo, linfonodo, sangue, cute) ed e’ il test piu’ sensibile per confermare la presenza dell’infezione, anche nei soggetti sieronegativi o in fase precoce. L’esame citologico o istologico di aspirati linfonodali, midollari o biopsie cutanee permette di visualizzare direttamente le forme amastigote del parassita all’interno dei macrofagi.

Il profilo ematobiochimico completo e’ essenziale per la stadiazione e include emocromo (anemia, trombocitopenia), protidogramma elettroforetico (ipergammaglobulinemia policlonale con inversione del rapporto albumine/globuline), funzionalita’ renale (creatinina, urea, SDMA) e analisi delle urine con rapporto proteine/creatinina urinaria (UPC) per valutare il danno glomerulare.

Stadiazione clinica (linee guida LeishVet)

Raccomandazioni veterinarie per la gestione della leishmaniosi

  • Monitoraggio regolare: È essenziale effettuare controlli veterinari regolari per monitorare la progressione della malattia e l’efficacia del trattamento. Questi controlli possono includere esami del sangue, valutazioni della funzionalità renale e monitoraggio dei sintomi.
  • Gestione ambientale: Ridurre l’esposizione ai flebotomi è cruciale. Questo può includere l’uso di zanzariere, limitare l’accesso all’esterno durante le ore di picco dei flebotomi e l’uso di repellenti specifici per cani.

La classificazione LeishVet suddivide la malattia in 4 stadi clinici di gravita’ crescente, fondamentali per guidare il trattamento e definire la prognosi. Lo Stadio I (malattia lieve) include cani con segni clinici lievi (linfoadenomegalia, dermatite esfoliativa) senza alterazioni ematobiochimiche significative, con prognosi buona. Lo Stadio II (malattia moderata) presenta segni clinici piu’ diffusi con possibili alterazioni proteiche e lieve proteinuria (UPC < 1), con prognosi da buona a riservata. Lo Stadio III (malattia grave) si caratterizza per danno renale (UPC 1-5), anemia, trombocitopenia e lesioni oculari o articolari, con prognosi riservata. Lo Stadio IV (malattia molto grave) comprende insufficienza renale cronica avanzata, sindrome nefrosica e tromboembolismo, con prognosi infausta.

Aspettative di vita e prognosi per cani con leishmaniosi

La prognosi per un cane con leishmaniosi dipende da vari fattori, tra cui la gravità della malattia al momento della diagnosi, la risposta al trattamento e le condizioni generali di salute dell’animale. Sebbene la leishmaniosi sia una malattia cronica, una diagnosi precoce e un trattamento adeguato possono migliorare significativamente la qualità e l’aspettativa di vita del cane.

Cosa fare

  1. Vaccinazione: Considera la vaccinazione contro la leishmaniosi per il tuo cane. Consulta il tuo veterinario per valutare l’idoneità e il i richiami della vaccinazione.
  2. Controlli veterinari regolari: Effettua controlli veterinari regolari per il tuo cane, specialmente se vivi in un’area a rischio per la leishmaniosi. Questo può aiutare a identificare precocemente qualsiasi segno della malattia.
  3. Gestione dell’ambiente: Mantieni pulito l’ambiente in cui vive il tuo cane. Elimina l’acqua stagnante e mantieni l’erba tagliata bassa per ridurre gli habitat favorevoli ai flebotomi.
  4. Educazione e consapevolezza: Informarsi sulla leishmaniosi, sui suoi sintomi e sulle modalità di trasmissione è fondamentale. Essere ben informati può aiutare a prendere decisioni preventive più efficaci. Scopri la cartella clinica di DoctorVet

Cura e prevenzione alla leishmaniosi

Terapia farmacologica

Il trattamento standard della leishmaniosi nel cane si basa sulla combinazione di due farmaci. L’antimoniato di N-metilglucamina (Glucantime) viene somministrato per via sottocutanea alla dose di 75-100 mg/kg al giorno per 4-8 settimane. Questo farmaco agisce direttamente sul parassita, inibendo la sua replicazione all’interno dei macrofagi. Gli effetti collaterali possono includere dolore nel punto di iniezione, lieve nefrotossicita’ e reazioni gastrointestinali.

L’allopurinolo viene somministrato per via orale alla dose di 10 mg/kg ogni 12 ore e costituisce la terapia di mantenimento a lungo termine – spesso per tutta la vita del cane. Il farmaco interferisce con il metabolismo purinico del parassita, riducendone la capacita’ replicativa. L’effetto collaterale principale dell’allopurinolo e’ la formazione di calcoli di xantina nelle vie urinarie, che richiede monitoraggio periodico dell’esame delle urine e, in alcuni casi, una dieta a basso contenuto di purine.

La miltefosina (Milteforan) rappresenta un’alternativa orale all’antimoniato, somministrata alla dose di 2 mg/kg al giorno per 28 giorni in associazione con l’allopurinolo. E’ particolarmente indicata quando la via iniettiva e’ difficilmente praticabile. E’ importante sottolineare che la leishmaniosi canina non ha una cura definitiva: l’obiettivo terapeutico e’ raggiungere la remissione clinica e ridurre la carica parassitaria, mantenendo il cane in uno stato di benessere controllato.

Monitoraggio post-trattamento

Il follow-up e’ parte integrante della gestione della leishmaniosi. Il veterinario programma controlli clinici e laboratoristici a 1, 3 e 6 mesi dall’inizio della terapia, poi ogni 6 mesi a vita. A ogni controllo vengono valutati il protidogramma, la funzionalita’ renale (creatinina, urea, UPC) e il titolo anticorpale. La riduzione del titolo anticorpale e la normalizzazione del rapporto albumine/globuline indicano una buona risposta al trattamento. Le recidive sono possibili e richiedono la ripresa del protocollo terapeutico completo.

Prevenzione: antiparassitari e barriera meccanica

La prevenzione e’ il pilastro fondamentale nella lotta alla leishmaniosi canina. I collari antiparassitari a base di deltametrina (Scalibor) o imidacloprid/flumetrina (Seresto) esercitano un’azione repellente e insetticida contro i flebotomi per 5-8 mesi. I trattamenti spot-on con permetrina (Advantix, Vectra 3D) vanno applicati ogni 3-4 settimane durante la stagione a rischio e hanno efficacia repellente comprovata contro i pappataci.

L’associazione di collare e spot-on e’ raccomandata per i cani che vivono stabilmente in zone ad alta endemia. Le barriere meccaniche – zanzariere a maglia inferiore a 1 mm su finestre, porte e cucce esterne – riducono significativamente il contatto con i flebotomi. Limitare le passeggiate serali e notturne durante i mesi caldi, quando i pappataci sono piu’ attivi, e’ un’ulteriore misura di protezione.

Vaccino per la leishmaniosi: efficacia e effetti collaterali

In Italia e’ attualmente disponibile un unico vaccino contro la leishmaniosi canina: il Letifend (MSD Animal Health), un vaccino ricombinante a base della proteina Q di Leishmania infantum. A differenza del precedente CaniLeish (Virbac), non piu’ in commercio in Italia, il Letifend e’ privo di adiuvante, il che ha ridotto significativamente il profilo degli effetti collaterali.

Il protocollo vaccinale prevede una singola iniezione a partire dai 6 mesi di eta’, con richiamo annuale. Prima della vaccinazione e’ obbligatorio un test sierologico negativo per verificare l’assenza di infezione in corso. L’efficacia stimata e’ intorno al 72% a 2 anni nel ridurre il rischio di sviluppare la malattia clinica attiva, ma gli studi a lungo termine sono ancora limitati.

Gli effetti collaterali del vaccino per la leishmaniosi sono generalmente lievi e transitori. Il piu’ comune e’ il prurito o lieve gonfiore nel punto di iniezione, che si risolve spontaneamente entro poche ore. In rari casi possono comparire gonfiore o arrossamento locale che regrediscono entro 1-2 settimane. Il vaccino e’ sconsigliato nelle femmine in gravidanza o allattamento e nei soggetti atopici. E’ fondamentale ricordare che il vaccino non impedisce la puntura del flebotomo ne’ l’infezione: riduce il rischio di progressione verso la malattia clinica. Per questo motivo, la vaccinazione deve essere sempre associata alla profilassi antiparassitaria repellente e non puo’ sostituirla.

prevenzione-leishmaniosi
La leishmaniosi si previene con il vaccino. Una volta riscontrata la malattia, l’antibiotico può rallentare l’avanzamento della patologia. Tuttavia se la leishmaniosi è contratta il cane dovrà conviverci per il resto della vita. Per questo motivo la prevenzione (vaccinazione) è fondamentale.

Alimentazione consigliata per cani con leishmania

L’alimentazione gioca un ruolo di supporto fondamentale nella gestione del cane leishmaniotico, in particolare per proteggere la funzionalita’ renale e sostenere il sistema immunitario. La scelta della dieta deve essere concordata con il veterinario e adattata allo stadio clinico della malattia.

Nei cani in terapia con allopurinolo, una dieta a basso contenuto di purine e’ essenziale per ridurre il rischio di formazione di calcoli di xantina nelle vie urinarie. Le purine sono presenti in concentrazioni elevate nelle frattaglie (fegato, reni, cuore), nelle sardine e nelle acciughe, che vanno pertanto evitate o fortemente limitate. Le proteine di origine animale non vanno eliminate ma selezionate con attenzione: uova, latticini magri e carni bianche a basso contenuto di purine (pollo, tacchino) sono le fonti piu’ indicate.

In caso di danno renale (proteinuria, aumento della creatinina), il veterinario puo’ prescrivere una dieta renale specifica con proteine di alta qualita’ in quantita’ controllata, ridotto apporto di fosforo e integrazione di acidi grassi omega-3 (EPA e DHA), che hanno proprieta’ antinfiammatorie e nefroprotettive. L’integrazione con antiossidanti (vitamina E, selenio, zinco) supporta le difese immunitarie. L’idratazione adeguata e’ cruciale: assicurati che il cane abbia sempre accesso a acqua fresca e, se necessario, valuta con il veterinario una dieta umida per aumentare l’apporto idrico quotidiano.

Prevenzione della leishmaniosi

  • Vaccinazione: Dove disponibile, la vaccinazione può essere un’efficace misura preventiva. Discuti con il tuo veterinario l’idoneità e il timing della vaccinazione per il tuo cane.
  • Educazione del proprietario: Essere informati sui modi in cui la leishmaniosi si diffonde e sui sintomi da monitorare è molto importante. Una conoscenza approfondita può aiutare a prendere decisioni tempestive e informate riguardo alla salute del proprio animale.

La leishmaniosi nel cane è una malattia complessa, ma con una gestione attenta e misure preventive, è possibile mantenere un’alta qualità di vita per i cani affetti.

I segni della Leishmaniosi riflettono la distribuzione del parassita. Di solito includono problemi della pelle (specialmente intorno alla testa e ai punti di pressione), linfonodi e milza ingrossati, problemi agli occhi, perdita di peso, letargia, riduzione dell’appetito, sangue dal naso e vomito e diarrea. Ci sono molte anomalie comuni negli esami del sangue osservate nell’infezione da leishmania, sebbene nessuna di queste sia specifica per l’infezione.

I primi sintomi includono spesso perdita di peso nonostante un buon appetito, apatia, piccole lesioni cutanee e perdita di pelo intorno agli occhi e alle orecchie.

Quando i cani sono infetti, sviluppano anticorpi contro l’infezione. Quando la malattia sfugge al controllo relativo del sistema immunitario, i livelli anticorpali in genere diventano molto alti e diventa visibile la presenza dei parassiti della leishmania in tutto il corpo (o mediante osservazione diretta al microscopio o rilevamento del DNA del parassita). Spesso è necessaria una combinazione di test per diagnosticare l’infezione: inclusi test anticorpali (sierologici) e test per dimostrare il parassita (PCR, microscopia). È anche importante capire quali parti del corpo sono interessate e quali altri trattamenti potrebbero essere necessari per un singolo paziente. Potrebbero essere necessari ulteriori esami del sangue per controllare le cellule del sangue e le sostanze chimiche (ematologia e biochimica), esami delle urine e valutazione della pressione sanguigna.

Il trattamento è indicato quando un cane ha un’infezione attiva che lo rende indisposto. Il trattamento di solito provoca un rapido miglioramento, ma l’infezione non scompare del tutto. Dopo il trattamento per un mese, sono necessarie compresse a lungo termine per aiutare a tenere a bada l’infezione. Il trattamento dovrebbe far sentire meglio il cane e normalizzare tutti i sintomi, ma è molto probabile che la malattia si ripresenti entro pochi anni, quando potrà essere nuovamente curata con un nuovo ciclo di farmaci.

La leishmania è considerata un’infezione permanente. È probabile che siano necessari trattamenti ripetuti per controllare il problema nel modo più completo. È importante monitorare regolarmente i cani affetti per l’evidenza di recidiva della malattia attiva, poiché un intervento più rapido dovrebbe garantire un esito migliore a lungo termine. Una delle conseguenze più gravi della leishmaniosi è l’insufficienza renale, che è spesso associata a una cattiva prospettiva. Un trattamento tempestivo dovrebbe ridurre la probabilità di sviluppare insufficienza renale.

L’aspettativa di vita di un cane con leishmaniosi varia a seconda della gravità della malattia e della risposta al trattamento, ma con una gestione adeguata, molti cani possono vivere per molti anni.

Non esiste una cura definitiva per la leishmaniosi; il trattamento si concentra sulla gestione dei sintomi. Molti cani possono vivere con una buona qualità di vita, ma la malattia tende a rimanere cronica.


No, la leishmaniosi canina non si cura in modo definitivo. Il parassita Leishmania infantum rimane nell’organismo del cane anche dopo il trattamento. L’obiettivo della terapia e’ raggiungere la remissione clinica, cioe’ l’assenza di sintomi e la normalizzazione dei parametri ematici, mantenendo il cane in terapia con allopurinolo a lungo termine. Con un monitoraggio veterinario regolare e una buona compliance terapeutica, molti cani leishmaniotici vivono per anni con una qualita’ di vita soddisfacente.


Il costo della terapia varia in base allo stadio della malattia, al peso del cane e al protocollo scelto dal veterinario. Il ciclo iniziale con antimoniato di N-metilglucamina (4-8 settimane) piu’ allopurinolo si aggira indicativamente tra 200 e 600 euro, a cui vanno aggiunti i costi del monitoraggio laboratoristico periodico (esami del sangue, urine, protidogramma) ogni 3-6 mesi. L’allopurinolo come terapia di mantenimento ha un costo contenuto (circa 15-30 euro al mese). Il vaccino Letifend costa indicativamente 70-90 euro per dose annuale.

Glossario

  • Leishmania infantum: protozoo parassita intracellulare obbligato della famiglia Trypanosomatidae, agente eziologico della leishmaniosi canina e della leishmaniosi viscerale umana nel bacino del Mediterraneo.
  • Leishmania tropica: specie di Leishmania responsabile della leishmaniosi cutanea del Vecchio Mondo (bottone d’Oriente). Provoca lesioni cutanee localizzate nella sede della puntura. Diffusa in Medio Oriente, Asia centrale e Nord Africa.
  • Leishmania braziliensis: specie di Leishmania responsabile della leishmaniosi mucocutanea, diffusa in America Centrale e Meridionale. Puo’ causare distruzione progressiva delle mucose di naso, bocca e faringe.
  • Leishmania donovani: specie di Leishmania responsabile della leishmaniosi viscerale (kala-azar), la forma piu’ grave e potenzialmente letale. Invade organi interni come milza, fegato e midollo osseo.
  • Dermatite esfoliativa: forma piu’ comune di dermatite nella leishmaniosi canina, caratterizzata da desquamazione furfuracea diffusa, cute secca e alopecia, soprattutto su muso, orecchie e zona perioculare.
  • Dermatite nodulare: forma meno comune di dermatite leishmaniotica, caratterizzata da noduli cutanei solidi di dimensioni variabili, costituiti da granulomi ricchi di macrofagi infarciti di amastigoti.
  • Dermatite ulcerativa: forma di dermatite leishmaniotica con ulcere cutanee a bordi rilevati che non guariscono spontaneamente, localizzate prevalentemente su arti, prominenze ossee e giunzioni mucocutanee.
  • Flebotomo (pappatacio): piccolo insetto dittero ematofago del genere Phlebotomus, lungo 2-3 mm, unico vettore biologico della leishmaniosi. Attivo dal crepuscolo all’alba, vola in silenzio senza ronzare.
  • Amastigote: forma intracellulare non flagellata del parassita Leishmania, che si replica all’interno dei macrofagi dell’ospite vertebrato.
  • Promastigote: forma flagellata e mobile del parassita Leishmania, presente nell’intestino del flebotomo e inoculata nell’ospite vertebrato durante la puntura.
  • Macrofago: cellula del sistema immunitario deputata alla fagocitosi (inglobamento e digestione) di agenti patogeni. Nella leishmaniosi, i macrofagi vengono sfruttati dal parassita come sede di replicazione.
  • Linfoadenomegalia: aumento patologico del volume dei linfonodi, palpabili sotto la mandibola, davanti alle spalle e dietro le ginocchia del cane.
  • Alopecia: perdita parziale o totale del pelo in aree circoscritte o diffuse del corpo.
  • Onicogrifosi: crescita eccessiva, anomala e ricurva delle unghie, segno clinico caratteristico della leishmaniosi canina.
  • Epistassi: sanguinamento dal naso, spesso monolaterale, causato da lesioni della mucosa nasale o da disturbi della coagulazione.
  • Dermatite esfoliativa: infiammazione cutanea caratterizzata da desquamazione visibile (scaglie, forfora), secchezza e opacita’ del pelo.
  • Uveite: infiammazione dell’uvea (iride, corpo ciliare, coroide), la struttura vascolare interna dell’occhio. Nella leishmaniosi puo’ portare a glaucoma e cecita’.
  • Glomerulonefrite: infiammazione dei glomeruli renali causata dal deposito di immunocomplessi, principale causa di insufficienza renale nella leishmaniosi canina.
  • Proteinuria: presenza anomala di proteine nelle urine, indicatore di danno glomerulare. Il rapporto proteine/creatinina urinaria (UPC) e’ il parametro di riferimento per la stadiazione.
  • Ipergammaglobulinemia: aumento delle gammaglobuline (anticorpi) nel sangue, caratteristico della risposta immunitaria umorale eccessiva nella leishmaniosi.
  • Allopurinolo: farmaco che inibisce la xantina ossidasi, utilizzato nella leishmaniosi per interferire con il metabolismo purinico del parassita. Somministrato per via orale a lungo termine.
  • Antimoniato di N-metilglucamina (Glucantime): farmaco antiprotozoario a base di antimonio pentavalente, somministrato per via sottocutanea nel trattamento d’attacco della leishmaniosi canina.
  • Zoonosi: malattia infettiva trasmissibile dagli animali all’uomo. La leishmaniosi e’ una zoonosi che richiede la mediazione del flebotomo per il passaggio cane-uomo.
Iscritta all’Ordine dei Medici Veterinari, RM N. 2453

📚 Fonti e approfondimenti: Merck Veterinary Manual, Merck Veterinary, PubMed, ISS,
✍️ Scritto da: Redazione DoctorVet
✅ Revisionato da: Dottoressa Sara Ghizzardi
📅 Ultima revisione: 14-05-2026

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