Vaccinazioni del cane

Le vaccinazioni proteggono il cane da malattie infettive gravi e potenzialmente letali come rabbia, cimurro, parvovirosi e leptospirosi. Il protocollo vaccinale inizia nelle prime settimane di vita e prosegue con richiami periodici per mantenere l’immunità attiva. Alcuni vaccini sono obbligatori per legge, altri consigliati in base allo stile di vita e all’area geografica.
vaccinazione cane

I vaccini core sono raccomandati per tutti i cani indipendentemente da stile di vita e area geografica. Includono: antirabbico (obbligatorio per legge in Italia per viaggi all’estero e partecipazione a eventi cinotecnici), cimurro (Canine Distemper Virus), parvovirosi (CPV-2) ed epatite infettiva (Adenovirus canino CAV-1/CAV-2). Proteggono da malattie con elevata mortalità e rischio zoonotico.

I vaccini non-core sono raccomandati in base all’esposizione ambientale, alla zona geografica e allo stile di vita del cane. Comprendono: leptospirosi (consigliato in aree rurali e umide, richiamo semestrale), leishmaniosi (aree endemiche del Centro-Sud Italia), filariosi (zone con alta densità di zanzare), bordetella (cani che frequentano canili, pensioni o aree affollate), parainfluenza e giardia.

Il programma vaccinale inizia tra le 6 e le 8 settimane di vita con il vaccino polivalente contro cimurro e parvovirosi (CP). A 10-12 settimane si aggiungono Adenovirus e, dove indicato, leptospirosi (CPA ± L). Il ciclo primario si completa a 13-14 settimane. Il vaccino antirabbico si somministra a partire dalla 12ª settimana. Fino al completamento del ciclo il cucciolo non è protetto: evitare il contatto con cani non vaccinati e ambienti a rischio.

Per il cane adulto i richiami vaccinali mantengono attiva l’immunità acquisita. I vaccini core (cimurro, parvovirosi, epatite) richiedono un richiamo ogni 3 anni secondo le linee guida WSAVA. Il vaccino contro la leptospirosi richiede un richiamo ogni 6-12 mesi per la breve durata dell’immunità conferita. L’antirabbico si rinnova secondo la normativa vigente, generalmente ogni 1-3 anni.

Nel cane anziano (oltre 7-8 anni) il sistema immunitario diventa meno efficiente (immunosenescenza). I vaccini core restano raccomandati, ma il veterinario può valutare la titolazione anticorpale – un esame del sangue che misura il livello di anticorpi – per decidere se il richiamo è necessario o differibile. I vaccini non-core vanno rivalutati in base alle condizioni cliniche e allo stile di vita del soggetto.

Come gestire le vaccinazione cane

  • Rispetta il calendario vaccinale del cucciolo senza ritardare o saltare le dosi: ogni settimana di ritardo è una finestra di vulnerabilità alle infezioni.
  • Regista il libretto veterinario del tuo cane per avere sempre tutto aggiornato
  • Segna le date dei richiami nel libretto vaccinazioni del cane e attiva i promemoria per non dimenticare le scadenze.
  • Non portare il cucciolo in aree pubbliche (parchi, aree cani, marciapiedi frequentati) prima del completamento del ciclo vaccinale primario.
  • Consulta il veterinario prima di ogni viaggio all’estero o in regioni endemiche per leishmaniosi o filariosi: potrebbero servire vaccini non-core aggiuntivi.
  • Monitora il cane nelle 24-48 ore successive alla vaccinazione: un lieve abbattimento o inappetenza è normale, ma gonfiore al muso, vomito o difficoltà respiratorie richiedono intervento veterinario immediato.
  • Porta con te il libretto sanitario a ogni visita veterinaria, in pensione e durante i viaggi: è il documento che certifica lo stato vaccinale aggiornato.
  • Non vaccinare cani malati, in terapia immunosoppressiva o femmine in gravidanza senza indicazione specifica del veterinario.
  • Associa la prevenzione vaccinale alla protezione antiparassitaria: zecche, flebotomi e zanzare trasmettono malattie per cui il solo vaccino non basta.

Cosa non fare

  1. Ritardare o saltare le vaccinazioni: Evitare di ritardare o saltare le vaccinazioni, poiché ciò può mettere a rischio il cane di contrarre malattie prevenibili
  2. Saltare i richiami: Non trascurare i richiami vaccinali, che sono essenziali per mantenere l’immunità del cane.
  3. Non tenere appunti: Evitare di non tenere un registro aggiornato delle vaccinazioni, poiché è importante per la salute a lungo termine del cane e per eventuali consultazioni veterinarie future.
  4. Trascurare la consultazione veterinaria: Evitare di scegliere i vaccini senza prima consultare un veterinario, poiché potrebbero non essere adatti alle specifiche esigenze del cane.

Perché vaccinare il cane

La vaccinazione è la forma più efficace di immunoprofilassi attiva – una procedura che stimola il sistema immunitario a produrre difese specifiche contro un determinato patogeno prima che il cane ne venga a contatto. Vaccinare non significa solo proteggere il singolo animale: significa ridurre la circolazione di virus e batteri nell’intera popolazione canina, abbassando il rischio di epidemie anche per i soggetti più vulnerabili come cuccioli, anziani e cani immunodepressi.

In Italia il protocollo vaccinale si basa sulle linee guida WSAVA (World Small Animal Veterinary Association), che classificano i vaccini in core (essenziali per tutti i cani) e non-core (raccomandati in base a fattori di rischio individuali). Questa distinzione permette al veterinario di costruire un piano vaccinale personalizzato, evitando sia la sotto-vaccinazione sia la somministrazione di vaccini non necessari.

Le linee guida WSAVA (World Small Animal Veterinary Association) classificano i vaccini per cani in core e non-core

Libretto vaccinazioni per il cane – my.doctorvet.it

Il libretto delle vaccinazioni è un documento essenziale per tenere traccia della storia vaccinale del proprio cane. Doctorvet offre un libretto delle vaccinazioni su my.doctorvet.it, dove i proprietari possono facilmente gestire e accedere al libretto vaccinazioni del loro cane. Questo strumento consente di tenere traccia delle date delle vaccinazioni, dei richiami e di qualsiasi altra informazione sanitaria rilevante.

Registrando il proprio animale sul libretto delle vaccinazioni di Doctorvet, i proprietari possono avere un registro digitale completo della salute del loro cane, che può essere estremamente utile durante le visite veterinarie, in caso di viaggi o trasferimenti, e per una gestione generale della salute del cane. La piattaforma è progettata per essere intuitiva e facile da usare, garantendo che le informazioni importanti siano sempre a portata di mano.

Come funziona un vaccino

Un vaccino contiene antigeni – frammenti o versioni attenuate di un microrganismo patogeno – che non sono in grado di causare la malattia ma sono sufficienti per attivare la risposta immunitaria. Quando l’organismo del cane entra in contatto con questi antigeni, il sistema immunitario produce anticorpi specifici e genera cellule di memoria (linfociti B e T) capaci di riconoscere lo stesso patogeno in futuro.

Se il cane viene successivamente esposto al virus o al batterio reale, il sistema immunitario lo identifica e lo neutralizza in tempi molto rapidi, prima che l’infezione si sviluppi o riducendone drasticamente la gravità. Questo meccanismo si chiama immunità attiva acquisita e, a differenza dell’immunità passiva (quella trasmessa dalla madre al cucciolo tramite il colostro), è duratura e può essere rinforzata con i richiami.

La durata della protezione varia da vaccino a vaccino. I vaccini core contro cimurro, parvovirosi ed epatite infettiva conferiscono un’immunità che può durare 3 anni o più nei soggetti adulti correttamente immunizzati. I vaccini contro la leptospirosi, invece, inducono una protezione più breve e richiedono richiami ogni 6-12 mesi.

Immunità di popolazione

Quando una percentuale elevata di cani in una comunità è vaccinata, i patogeni non trovano ospiti suscettibili in cui replicarsi e la loro circolazione si riduce fino a bloccarsi. Questo principio si chiama immunità di gregge (o immunità di popolazione) e protegge indirettamente anche i soggetti che non possono essere vaccinati: cuccioli troppo giovani per ricevere il primo vaccino, cani in chemioterapia o con gravi patologie autoimmuni.

vaccino cane
Il vaccino contro la rabbia è obbligatorio. Le vaccinazioni contro cimurro, epatite infettiva e parvovirosi e leishmania sono fondamentali. Un cane vaccinato è un cane in salute.

Vaccinazione core (obbligaroria) per il cane

I vaccini core sono quelli che ogni cane dovrebbe ricevere indipendentemente dalla razza, dalla taglia, dall’ambiente in cui vive e dal suo stile di vita. Le linee guida WSAVA li definiscono essenziali perché proteggono da malattie con elevata contagiosità, alta mortalità o potenziale zoonotico, ovvero trasmissibili anche all’uomo. In Italia il protocollo core standard include la vaccinazione contro rabbia, cimurro, parvovirosi ed epatite infettiva canina.

L’obiettivo del ciclo vaccinale primario è garantire che il cucciolo sviluppi un’immunità solida entro i primi 4 mesi di vita, quando l’immunità passiva materna cala e il rischio di contrarre queste infezioni diventa concreto. Nei cani adulti correttamente immunizzati, i richiami core possono essere somministrati ogni 3 anni anziché annualmente, come confermato dalle più recenti evidenze scientifiche.

Vaccino antirabbico

La rabbia è una malattia virale causata da un Lyssavirus che colpisce il sistema nervoso centrale ed è invariabilmente letale una volta comparsi i sintomi, sia nell’animale sia nell’uomo. Il contagio avviene attraverso il morso di un animale infetto o il contatto della saliva con ferite aperte o mucose.

In Italia il vaccino antirabbico è obbligatorio per legge per i cani che viaggiano all’estero, che partecipano a esposizioni o raduni cinotecnici, e per quelli residenti in aree considerate a rischio dalle autorità sanitarie regionali. Anche in assenza di obbligo specifico, la vaccinazione antirabbica è fortemente raccomandata da tutti i protocolli veterinari internazionali.

La prima dose si somministra a partire dalla 12ª settimana di vita. Il richiamo va effettuato entro un anno dalla prima dose, successivamente ogni 1-3 anni in base al tipo di vaccino utilizzato e alla normativa locale. Per i viaggi all’estero il vaccino deve risultare valido sul passaporto europeo per animali da compagnia e la somministrazione deve essere registrata almeno 21 giorni prima della partenza.

Vaccino contro il cimurro (Canine Distemper Virus)

Il cimurro è causato dal Canine Distemper Virus (CDV), un paramyxovirus altamente contagioso che si trasmette per via aerea attraverso le secrezioni respiratorie di cani infetti. Il virus colpisce inizialmente l’apparato respiratorio e gastrointestinale, per poi raggiungere il sistema nervoso centrale nelle forme più gravi.

I sintomi nella fase iniziale comprendono febbre, scolo nasale e oculare, tosse e diarrea. Nella fase neurologica, che può comparire anche settimane dopo l’infezione – si manifestano tremori muscolari, convulsioni, atassia (perdita di coordinazione) e mioclono (contrazioni muscolari involontarie ritmiche). La mortalità nei cuccioli non vaccinati può superare il 50%, e i soggetti che sopravvivono spesso riportano danni neurologici permanenti.

Il vaccino contro il cimurro è incluso nel vaccino polivalente somministrato a partire dalle 6-8 settimane di vita. Nei cani adulti correttamente immunizzati, la protezione dura almeno 3 anni. Il CDV è strettamente imparentato con il virus del morbillo umano: pur non essendo trasmissibile all’uomo, la sua capacità di mutare rende la copertura vaccinale della popolazione canina una priorità epidemiologica.

Vaccino contro la parvovirosi (CPV-2)

La parvovirosi canina è un’infezione causata dal Parvovirus canino di tipo 2 (CPV-2), un virus estremamente resistente nell’ambiente che può sopravvivere nel terreno per mesi. La trasmissione avviene per via oro-fecale, attraverso il contatto diretto con feci infette o con superfici, oggetti e terreni contaminati. Anche quantità minime di materiale infetto sono sufficienti per causare il contagio.

Il CPV-2 attacca le cellule a rapida replicazione, in particolare la mucosa intestinale e il midollo osseo. Il risultato è una gastroenterite emorragica severa caratterizzata da vomito profuso, diarrea emorragica, disidratazione rapida e crollo dei globuli bianchi (leucopenia). Nei cuccioli tra le 6 settimane e i 6 mesi la mortalità senza trattamento può raggiungere l’80-90%. Anche con terapia intensiva di supporto, il decorso resta grave e l’esito non è sempre favorevole.

Il vaccino contro il CPV-2 è considerato il più importante del protocollo core e viene somministrato nel ciclo primario a partire dalle 6-8 settimane. Data l’estrema contagiosità del virus e la sua resistenza ambientale, è fondamentale completare tutto il ciclo vaccinale prima di esporre il cucciolo ad ambienti frequentati da altri cani. Nei soggetti adulti, la protezione post-vaccinale dura almeno 3 anni.

Vaccino contro l’epatite infettiva (Adenovirus canino CAV-1)

L’epatite infettiva canina è causata dall’Adenovirus canino di tipo 1 (CAV-1), che colpisce principalmente il fegato, i reni e l’endotelio vascolare (il rivestimento interno dei vasi sanguigni). Il contagio avviene per contatto con urine, feci o saliva di animali infetti, e il virus può essere eliminato nelle urine di un cane guarito per oltre 6 mesi.

La forma acuta si manifesta con febbre alta, letargia, dolore addominale, ittero (colorazione giallastra delle mucose), vomito e, nelle forme iperacute, morte improvvisa entro poche ore dalla comparsa dei sintomi. Un segno clinico caratteristico è il cosiddetto “occhio blu” – un edema corneale transitorio che conferisce all’iride una colorazione blu-grigiastra e può comparire nella fase di guarigione.

Il vaccino attualmente utilizzato è basato sull’Adenovirus canino di tipo 2 (CAV-2), che conferisce immunità crociata anche contro il CAV-1 ma con minori effetti collaterali. È incluso nel vaccino polivalente del ciclo primario e garantisce una protezione di almeno 3 anni nei soggetti adulti. Il CAV-2 offre anche una protezione parziale contro le infezioni respiratorie da adenovirus, rendendolo un componente particolarmente efficiente del protocollo vaccinale.

vaccinazioni obbligatorie cane
Le vaccinazioni obbligatorie dei cani sono: Parvovirus canino; Cimurro, Epatite, Leptospirosi e Rabbia.

Vaccinazione non core – vaccini facoltativi e consigliati per il cane

I vaccini non-core non sono meno importanti di quelli core: proteggono da malattie che possono essere altrettanto gravi, ma il cui rischio di esposizione varia in base alla zona geografica, all’ambiente e allo stile di vita del singolo cane. Un soggetto che vive in campagna, frequenta corsi d’acqua o risiede in un’area endemica per leishmaniosi ha un profilo di rischio molto diverso da un cane che vive in appartamento in città.

La decisione di somministrare un vaccino non-core spetta al veterinario dopo un’attenta analisi del rischio individuale del cane. Alcuni di questi vaccini, come quello contro la leptospirosi, sono oggi talmente diffusi nella pratica clinica italiana da essere inclusi di routine nel protocollo vaccinale di molti ambulatori, pur restando tecnicamente classificati come non-core dalle linee guida WSAVA.

Vaccino contro la leptospirosi

La leptospirosi è un’infezione batterica causata da spirochete del genere Leptospira, trasmessa attraverso il contatto con urine di animali infetti (roditori in particolare), acqua stagnante o terreni umidi contaminati. È una zoonosi (trasmissibile all’uomo) e per questo rappresenta un rischio di salute pubblica oltre che animale.

Nel cane la leptospirosi colpisce principalmente reni e fegato, causando nefrite interstiziale (infiammazione del tessuto renale) e epatite. I sintomi includono febbre alta, vomito, diarrea, ittero, letargia e, nelle forme gravi, insufficienza renale acuta. La mortalità nei casi non trattati è elevata, e i soggetti che sopravvivono possono diventare portatori renali cronici, eliminando il batterio nell’ambiente per mesi.

Il vaccino contro la leptospirosi copre i sierogruppi più diffusi in Europa (generalmente 4 sierogruppi nei vaccini di ultima generazione). A differenza dei vaccini core, l’immunità conferita è di breve durata: il richiamo va effettuato ogni 6-12 mesi. La vaccinazione è fortemente raccomandata per cani che vivono in aree rurali, frequentano corsi d’acqua, cacciano o hanno contatto con la fauna selvatica.

Vaccino contro la leishmaniosi

La leishmaniosi canina è causata dal protozoo Leishmania infantum, trasmesso attraverso la puntura di flebotomi (pappataci) piccoli insetti simili a zanzare attivi dal tramonto all’alba, principalmente tra maggio e ottobre. In Italia la malattia è endemica in tutte le regioni del Centro-Sud e si sta espandendo progressivamente verso il Nord.

La leishmaniosi nel cane è una malattia cronica e sistemica che colpisce cute, reni, midollo osseo, fegato e milza. I sintomi più comuni sono dimagrimento, lesioni cutanee (dermatite desquamativa, ulcere), onicogrifosi (crescita anomala delle unghie), linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi) e insufficienza renale progressiva. Non esiste una cura definitiva: i trattamenti disponibili controllano i sintomi ma non eliminano il parassita.

Il vaccino contro la leishmaniosi non garantisce una protezione completa ma riduce significativamente il rischio di sviluppare la malattia clinica in caso di infezione. Si somministra a partire dai 6 mesi di età, dopo aver verificato con un test sierologico che il cane non sia già infetto. Il richiamo è annuale. La vaccinazione va sempre associata alla prevenzione antiparassitaria con repellenti specifici contro i flebotomi (zanzare): il vaccino da solo non impedisce la puntura e la trasmissione del parassita.

Vaccino contro la filariosi (filaria)

La filariosi cardiopolmonare è una malattia parassitaria causata dal nematode Dirofilaria immitis, trasmesso attraverso la puntura di zanzare infette. Le larve iniettate con la puntura migrano attraverso i tessuti sottocutanei e, nel corso di circa 6 mesi, raggiungono le arterie polmonari e il cuore, dove si sviluppano in vermi adulti lunghi fino anche 20 cm.

Le filarie adulte causano endoarterite polmonare (infiammazione delle arterie polmonari), ipertensione polmonare e, negli stadi avanzati, insufficienza cardiaca destra (cosiddetto “cuore polmonare”). I sintomi iniziali, tosse, affaticamento dopo lo sforzo, sono spesso sottovalutati dal proprietario. Quando compaiono ascite (accumulo di liquido nell’addome), sincopi e dispnea a riposo, il danno cardiovascolare è già grave e spesso irreversibile.

La prevenzione della filariosi si basa principalmente sulla chemioprofilassi – la somministrazione mensile o annuale di farmaci antiparassitari (lattoni macrociclici come ivermectina o moxidectina) che eliminano le larve prima che raggiungano il cuore. Esiste anche un vaccino, che può essere utilizzato come strumento complementare. La profilassi è raccomandata per tutti i cani che vivono o soggiornano in aree endemiche – in Italia soprattutto la Pianura Padana, ma la diffusione si sta estendendo anche al Centro e al Sud, e va mantenuta per tutta la stagione delle zanzare, generalmente da aprile a novembre.

Vaccino contro la bordetella (tosse dei canili)

La tracheobronchite infettiva canina, comunemente nota come tosse dei canili, è una sindrome respiratoria multifattoriale causata dalla combinazione di agenti virali (Parainfluenza, Adenovirus CAV-2) e batterici, in primo luogo Bordetella bronchiseptica. Il contagio avviene per via aerea ed è favorito da ambienti chiusi e sovraffollati: canili, pensioni, allevamenti e aree di socializzazione.

Il sintomo principale è una tosse secca, parossistica e persistente, spesso descritta come un verso simile a un “verso d’oca”, che può durare 1-3 settimane. Nella maggior parte dei casi la malattia è autolimitante nel cane adulto in buona salute, ma nei cuccioli, nei soggetti anziani o immunodepressi può evolvere in broncopolmonite batterica con esito potenzialmente grave.

Il vaccino contro la bordetella è disponibile in forma iniettabile o intranasale. La somministrazione intranasale offre una protezione locale più rapida (immunità mucosale) ed è spesso preferita nelle situazioni di rischio imminente, come l’ingresso in pensione. La vaccinazione è raccomandata per cani che frequentano regolarmente ambienti affollati e va ripetuta ogni 6-12 mesi. Le linee guida WSAVA non la classificano come core perché il rischio di esposizione non è universale.

Vaccino contro la parainfluenza

Il virus della parainfluenza canina (CPiV) è uno dei principali agenti virali coinvolti nella sindrome della tosse dei canili. Si trasmette per via aerea e colpisce l’epitelio delle vie respiratorie superiori, causando tosse, scolo nasale sieroso e, nei casi più complessi, predisponendo a sovrainfezioni batteriche secondarie.

L’infezione da CPiV da sola tende a essere lieve e autolimitante nel cane adulto sano, ma diventa clinicamente rilevante quando si associa alla bordetella o ad altri patogeni respiratori. Nei cuccioli e nei soggetti debilitati può contribuire a quadri respiratori più gravi che richiedono terapia antibiotica e di supporto.

Il componente parainfluenzale è già incluso nella maggior parte dei vaccini polivalenti core (quelli somministrati nel ciclo primario del cucciolo), quindi nella pratica clinica la protezione contro il CPiV viene garantita di routine anche senza una vaccinazione dedicata. Come vaccino singolo non-core, è indicato solo in contesti specifici di alto rischio ambientale.

Vaccino contro la giardia

La giardiasi è un’infezione intestinale causata dal protozoo Giardia duodenalis (o Giardia lamblia), un parassita che colonizza l’intestino tenue e causa diarrea cronica o intermittente, feci maleodoranti, malassorbimento e perdita di peso. Il contagio avviene per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di cisti presenti nell’acqua contaminata, nel cibo o nell’ambiente.

La giardiasi è particolarmente frequente nei cuccioli, nei cani che vivono in comunità e nei soggetti immunodepressi. Pur non essendo una malattia letale nella maggior parte dei casi, le forme croniche possono compromettere significativamente lo stato nutrizionale e la qualità di vita dell’animale, soprattutto nei soggetti in crescita.

Il vaccino contro la giardia ha un’efficacia limitata e non è raccomandato di routine dalle linee guida WSAVA. Non previene l’infezione ma può ridurre la durata e l’intensità dell’eliminazione delle cisti nell’ambiente. La prevenzione si basa principalmente sull’igiene ambientale, sull’accesso ad acqua potabile pulita e sul trattamento tempestivo dei soggetti infetti con farmaci antiprotozoari specifici (fenbendazolo, metronidazolo).

Programma e calendario vaccinale, prima vaccinazione e richiamo

È importante che i proprietari di cani siano consapevoli delle scadenze dei vaccini e dei richiami per assicurare che il loro animale domestico riceva tutte le vaccinazioni necessarie in tempo. In questo contesto, il libretto vaccinale per cane Doctorvet si rivela uno strumento estremamente utile per i proprietari di cani.

Il libretto vaccinale del cane consente di tenere traccia di tutte le informazioni sanitarie del cane, comprese le date delle vaccinazioni e dei richiami, avere un registro digitale accessibile può aiutare i proprietari a rimanere aggiornati sulle vaccinazioni del loro cane, facilitando la pianificazione delle visite veterinarie.

tabella esemplificativa delle vaccinazioni del cane
Tabella riassuntiva delle vaccinazioni del cane

Calendario vaccinale: cucciolo, adulto e anziano

Il calendario vaccinale non è uguale per tutti i cani. L’età, lo stato immunitario e la storia vaccinale precedente determinano quali vaccini somministrare e con quale frequenza. Il veterinario costruisce un protocollo personalizzato basandosi sulle linee guida WSAVA, che definiscono tempi e intervalli ottimali per garantire la massima protezione con il minor numero di somministrazioni necessarie.

Un errore comune è considerare il ciclo vaccinale del cucciolo come un evento concluso: in realtà la protezione richiede richiami periodici per tutta la vita del cane, con frequenze diverse a seconda del tipo di vaccino. Saltare un richiamo o ritardarlo eccessivamente può lasciare il cane senza copertura per settimane o mesi, esponendolo a infezioni che sarebbero state facilmente prevenibili.

Programma vaccinale del cucciolo (6-16 settimane)

Nelle prime settimane di vita il cucciolo è protetto dagli anticorpi materni (MDA – Maternally Derived Antibodies) assorbiti attraverso il colostro nelle prime 24 ore dopo la nascita. Questa immunità passiva è fondamentale ma temporanea: cala progressivamente tra la 6ª e la 16ª settimana, con tempistiche variabili da soggetto a soggetto.

Il problema è che finché gli anticorpi materni sono presenti a livelli elevati, possono interferire con la risposta vaccinale – il vaccino viene neutralizzato prima che il sistema immunitario del cucciolo possa attivarsi.

Per questo motivo il ciclo primario prevede più somministrazioni a distanza di 2-4 settimane, così da intercettare il momento esatto in cui gli anticorpi materni scendono abbastanza da permettere al vaccino di funzionare. L’ultima dose del ciclo primario non dovrebbe mai essere somministrata prima della 16ª settimana di vita: è questa la dose che ha la maggiore probabilità di indurre un’immunità attiva efficace.

Fino al completamento del ciclo vaccinale primario, il cucciolo va considerato non protetto. È fondamentale evitare il contatto con cani di stato vaccinale sconosciuto, aree cani pubbliche e ambienti potenzialmente contaminati. La socializzazione resta importante per lo sviluppo comportamentale, ma va gestita in contesti controllati, con cani adulti vaccinati e in ambienti privati.

vaccinazione cane cucciolo
E’ importante vaccinare il cane con la prima vaccinazione quando è cucciolo

Programma di vaccinazione del cucciolo (prima vaccinazione)

C = Cimurro;
P = Parvovirosi (CPV-2);
A = Adenovirus (CAV-2);
L = Leptospirosi. La leptospirosi richiede un richiamo ogni 6-12 mesi.
Il vaccino antirabbico si somministra in dose singola a partire dalla 12ª settimana.

EtàVaccini
6-8 settimaneCimurro + Parvovirosi (CP)
10-12 settimaneCimurro + Parvovirosi + Adenovirus ± Leptospirosi (CPA ± L)
13-14 settimaneCPA ± L (richiamo)
16 settimaneUltima dose CPA + Antirabbico
6 mesi (facoltativo)Leishmaniosi (previo test sierologico negativo)

Vaccinazione e richiami per il cane adulto

Un cane adulto con ciclo primario completato correttamente riceve il primo richiamo a 12 mesi dalla fine del ciclo cucciolo – il cosiddetto richiamo annuale del primo anno, che consolida definitivamente la memoria immunologica. Da quel momento in poi, la frequenza dei richiami si differenzia in base al tipo di vaccino.

I vaccini core (cimurro, parvovirosi, epatite infettiva) conferiscono un’immunità documentata di almeno 3 anni nei soggetti adulti sani. Le linee guida WSAVA raccomandano quindi un intervallo triennale per questi richiami, riducendo il numero di somministrazioni non necessarie nell’arco della vita del cane. Il vaccino antirabbico segue le disposizioni normative locali, generalmente con cadenza annuale o triennale.

I vaccini non-core hanno tempistiche diverse. La leptospirosi richiede un richiamo ogni 6-12 mesi per la breve durata della protezione conferita. La leishmaniosi prevede un richiamo annuale, idealmente prima dell’inizio della stagione dei flebotomi (aprile-maggio). La bordetella va richiamata ogni 6-12 mesi solo se il cane continua a frequentare ambienti a rischio. Registrare ogni somministrazione nel libretto vaccinazioni del cane è importante per rispettare le scadenze senza dover ricordare a memoria date e intervalli.

Vaccinazioni e richiami nel cane anziano

A partire dai 7-8 anni (5-6 nelle razze giganti) il sistema immunitario del cane va incontro a un processo fisiologico di immunosenescenza – una progressiva riduzione dell’efficienza della risposta immunitaria che rende il soggetto più vulnerabile alle infezioni. Questo non significa che il cane anziano non debba essere vaccinato, ma che il protocollo vaccinale va rivalutato con attenzione dal veterinario.

Per i vaccini core, il veterinario può ricorrere alla titolazione anticorpale (test sierologico) prima di somministrare il richiamo. Questo esame del sangue misura il livello di anticorpi circolanti contro cimurro, parvovirosi ed epatite infettiva: se i livelli sono ancora protettivi, il richiamo può essere differito senza esporre il cane a rischi. La titolazione è particolarmente utile nei soggetti con patologie croniche concomitanti (insufficienza renale, cardiopatie, tumori) per i quali si vuole evitare qualsiasi stimolazione immunitaria non strettamente necessaria.

I vaccini non-core vanno rivalutati caso per caso. Un cane anziano che non esce più di casa o dal giardino e non viaggia potrebbe non aver più bisogno del vaccino contro la leishmaniosi o la bordetella. Al contrario, la vaccinazione contro la leptospirosi resta raccomandata anche nel cane anziano se il rischio di esposizione ambientale persiste, data la gravità della malattia e il potenziale zoonotico.

Tabella differenziale: vaccini core vs vaccini non-core

CaratteristicaVaccini coreVaccini non-core
IndicazioneTutti i cani, indipendentemente dallo stile di vitaSolo cani con fattori di rischio specifici
Malattie coperteRabbia, cimurro, parvovirosi, epatite infettivaLeptospirosi, leishmaniosi, filariosi, bordetella, parainfluenza, giardia
Frequenza richiamoOgni 3 anni (core); 1-3 anni (rabbia)Ogni 6-12 mesi (varia per vaccino)
Durata immunitàLunga (≥ 3 anni documentati)Breve (6-12 mesi per la maggior parte)
Obbligo legaleAntirabbico obbligatorio per viaggi/eventiNessun obbligo, scelta clinica
Rischio zoonoticoSì (rabbia, leptospirosi nei core di alcuni protocolli)Sì (leptospirosi, leishmaniosi)

Richiamo vaccinazione annuale

Il richiamo annuale è un elemento chiave nella prevenzione delle malattie nei cani. Questi richiami assicurano che il cane mantenga un’immunità ottimale contro le malattie per cui è stato vaccinato in precedenza.

È importante non trascurare questi appuntamenti annuali, poiché forniscono una protezione continua contro varie malattie infettive. Il libretto delle vaccinazione del cane di Doctorvet può aiutare i proprietari a tenere traccia di questi importanti appuntamenti annuali, assicurando che i richiami vengano effettuati in modo tempestivo.

Effetti collaterali delle vaccinazioni nel cane

Le reazioni avverse ai vaccini nel cane sono complessivamente rare e nella grande maggioranza dei casi lievi e autolimitanti. I benefici della vaccinazione superano di gran lunga i rischi associati, e la decisione di non vaccinare espone il cane a malattie con tassi di mortalità incomparabilmente più alti di qualsiasi possibile effetto collaterale. Detto questo, conoscere i segnali da monitorare dopo la somministrazione permette al proprietario di distinguere una reazione normale da una situazione che richiede intervento veterinario.

Le reazioni post-vaccinali si dividono in due categorie: reazioni locali o sistemiche lievi, che si risolvono spontaneamente entro 24-48 ore, e reazioni avverse gravi, che richiedono assistenza veterinaria immediata. La maggior parte delle reazioni compare entro le prime ore dalla somministrazione, ma alcune possono manifestarsi fino a 48 ore dopo.

Reazioni lievi e comuni

Le reazioni più frequenti dopo la vaccinazione sono di natura locale: dolore, gonfiore o indurimento nella sede di iniezione, generalmente nella regione interscapolare o nella coscia. Queste reazioni sono causate dalla risposta infiammatoria locale al vaccino e si risolvono spontaneamente in 1-3 giorni senza necessità di trattamento.

A livello sistemico il cane può manifestare letargia lieve, riduzione dell’appetito e una modesta ipertermia (temperatura rettale fino a 39,5 °C) nelle 12-24 ore successive alla somministrazione. Questi sintomi indicano che il sistema immunitario sta rispondendo agli antigeni vaccinali e sono considerati una reazione fisiologica, non patologica. Il cane va lasciato riposare in un ambiente tranquillo, con acqua fresca sempre disponibile.

In alcuni casi, soprattutto dopo la somministrazione di vaccini contenenti adiuvanti (sostanze aggiunte per potenziare la risposta immunitaria), può formarsi un piccolo nodulo sottocutaneo nella sede di iniezione. Questo granuloma post-vaccinale è generalmente indolore e si riassorbe nell’arco di 2-4 settimane. Se persiste oltre le 6 settimane, aumenta di dimensione o risulta dolente alla palpazione, va segnalato al veterinario.

Reazioni gravi (shock anafilattico)

Le reazioni avverse gravi sono molto rare ma potenzialmente letali. La più temibile è lo shock anafilattico, una reazione allergica sistemica acuta mediata dalle immunoglobuline E (IgE) che si manifesta tipicamente entro 5-30 minuti dalla somministrazione del vaccino. I segni clinici compaiono rapidamente e progrediscono in modo altrettanto rapido: vomito acuto, diarrea improvvisa, edema facciale (gonfiore del muso, delle palpebre e delle labbra), orticaria, difficoltà respiratoria, mucose pallide o cianotiche e collasso cardiocircolatorio.

Lo shock anafilattico richiede trattamento veterinario d’emergenza con adrenalina, corticosteroidi e fluidi endovenosi. Per questo motivo è buona pratica clinica trattenere il cane in ambulatorio per almeno 15-20 minuti dopo la vaccinazione, soprattutto in caso di prima somministrazione o se il soggetto ha una storia di reazioni allergiche pregresse.

Altre reazioni gravi meno frequenti includono la trombocitopenia immunomediata (riduzione delle piastrine su base autoimmune), l’anemia emolitica immunomediata e, in casi estremamente rari, la poliartrite post-vaccinale. Queste complicanze sono documentate in letteratura ma la loro incidenza è talmente bassa da non giustificare in alcun modo la rinuncia alla vaccinazione. Un cane che ha manifestato una reazione grave a un vaccino specifico può essere vaccinato in futuro con protocolli modificati, sotto stretto controllo veterinario e con premedicazione antistaminica.

Quando andare dal veterinario

Contatta il veterinario immediatamente (emergenza) se dopo la vaccinazione il cane presenta:

  • Gonfiore al muso, alle palpebre o alle labbra comparso entro 30 minuti dalla somministrazione
  • Difficoltà respiratoria, respiro affannoso o rumoroso
  • Collasso, debolezza improvvisa o incapacità di stare in piedi
  • Vomito ripetuto (più di 2 episodi) entro le prime 2 ore
  • Mucose pallide, grigiastre o bluastre (cianosi)

Contatta il veterinario entro 24 ore se il cane presenta:

  • Febbre superiore a 39,5 °C che persiste oltre le 24 ore dalla vaccinazione
  • Letargia marcata che non migliora dopo 48 ore
  • Rifiuto completo del cibo per più di 24 ore consecutive
  • Gonfiore nella sede di iniezione superiore a 3 cm di diametro o in aumento
  • Orticaria diffusa (pomfi rossi rilevati su cute e addome)
  • Zoppia o rigidità articolare comparsa entro 7 giorni dalla vaccinazione
  • Nodulo nella sede di iniezione che persiste oltre 6 settimane o aumenta di volume



Reazione allergica ai vaccini
Alcune volte le vaccinazioni posso portare a delle complicazioni, ma non è un buon motivo per non farle. Approfondisci la questione con il tuo medico veterinario

Tipologia di vaccinazione

La scelta del tipo di vaccinazione dipende da vari fattori, inclusi l’età del cane, lo stile di vita, l’ambiente in cui vive e le raccomandazioni del veterinario. È fondamentale discutere con il proprio veterinario quale tipo di vaccinazione è più adatto al proprio cane, per garantire la migliore protezione possibile.

Vaccinazione trivalente

La vaccinazione trivalente protegge i cani da tre malattie principali: il cimurro, una malattia virale che colpisce il sistema respiratorio e nervoso; l’epatite infettiva, che causa danni al fegato; e la parvovirosi, una malattia altamente contagiosa che provoca gastroenterite emorragica. Questo vaccino è fondamentale nei programmi vaccinali iniziali per i cuccioli.

Vaccinazione quadrivalente

La vaccinazione quadrivalente, oltre a coprire le malattie incluse nel vaccino trivalente, aggiunge una protezione contro un’altra malattia, come la leptospirosi, una malattia batterica che può causare gravi problemi renali e epatici. Questo vaccino offre una copertura più ampia e viene spesso utilizzato in aree dove queste malattie sono più prevalenti.

Vaccinazione pentavalente

La vaccinazione pentavalente estende ulteriormente la copertura, proteggendo contro cinque malattie diverse. Oltre alle malattie coperte dal vaccino quadrivalente, può includere la protezione contro la tosse dei canili o altre malattie respiratorie. Questo vaccino è ideale per cani che sono frequentemente in contatto con altri cani o che vivono in ambienti ad alto rischio.

Vaccinazione eptavalente

La vaccinazione eptavalente offre una delle coperture più complete, proteggendo i cani da sette malattie diverse, tra cui quelle già menzionate e altre malattie specifiche come la rabbia o la filariosi. Questo tipo di vaccino è particolarmente raccomandato per cani che viaggiano spesso o che vivono in aree con un’alta incidenza di varie malattie infettive.

Vaccinazione polivalente

La vaccinazione polivalente copre diverse malattie in un’unica somministrazione, rendendola una scelta pratica per i programmi vaccinali dei cuccioli. Questo tipo di vaccino può variare nella composizione a seconda delle specifiche esigenze del cane e delle raccomandazioni del veterinario, offrendo una protezione personalizzata contro una serie di malattie infettive.

È importante monitorare il proprio cane dopo ogni vaccinazione e contattare il veterinario se si notano effetti collaterali insoliti o prolungati. La maggior parte dei cani tollera bene le vaccinazioni e gli effetti collaterali gravi sono rari. Tuttavia, la consapevolezza e la vigilanza possono aiutare a garantire che qualsiasi problema venga affrontato rapidamente.

Costo delle vaccinazione per il cane

Il costo delle vaccinazioni varia in base alla tipologia di vaccino, alla clinica veterinaria e alla regione in cui si effettua la somministrazione. In Italia non esiste un tariffario nazionale vincolante: ogni struttura veterinaria stabilisce autonomamente i propri prezzi, con differenze che possono raggiungere il 20-30% tra Nord e Sud del Paese. Conoscere i costi indicativi aiuta il proprietario a pianificare la spesa sanitaria annuale senza sorprese.

Il primo ciclo vaccinale del cucciolo rappresenta la spesa iniziale più significativa: comprende 3-4 visite con relative somministrazioni e ha un costo complessivo indicativo di 100-200 €. Questo importo include generalmente il vaccino polivalente (cimurro, parvovirosi, epatite, parainfluenza ± leptospirosi), che da solo oscilla tra 35 e 70 € per singola dose, più la prima somministrazione dell’antirabbico (20-50 €). I richiami annuali per il cane adulto costano meno, nell’ordine di 50-80 € per visita, poiché prevedono in genere 1-2 vaccini.

I vaccini non-core hanno costi variabili e spesso superiori ai core. Il vaccino contro la leishmaniosi è tra i più costosi: la singola dose si aggira tra 50 e 100 €, a cui va aggiunto il test sierologico preliminare obbligatorio (20-40 €). Il vaccino contro la bordetella (somministrazione intranasale) costa circa 40-50 €, mentre il vaccino contro la leptospirosi, richiedendo un richiamo ogni 6-12 mesi, comporta una spesa ricorrente di 25-50 € per dose. Per i cani anziani, la titolazione anticorpale – l’alternativa al richiamo automatico dei vaccini core – ha un costo medio di 50-80 € ma può evitare somministrazioni non necessarie.

La vaccinazione resta uno degli investimenti sanitari con il miglior rapporto costo-beneficio nella gestione del cane. Il trattamento di una parvovirosi in un cucciolo non vaccinato richiede ospedalizzazione, fluidoterapia intensiva e monitoraggio continuo, con costi che possono superare i 400-1.000 € senza garanzia di esito favorevole. Prevenire è concretamente più economico e meno traumatico che curare.

Alimentazione e supporto immunitario

La risposta del sistema immunitario alla vaccinazione dipende anche dallo stato nutrizionale del cane. Un organismo ben nutrito produce anticorpi in modo più efficiente e sviluppa una memoria immunologica più solida rispetto a un soggetto con carenze alimentari. Questo vale in particolare per i cuccioli in fase di crescita rapida e per i cani anziani con capacità immunitaria ridotta.

Nel periodo immediatamente successivo alla vaccinazione è normale che il cane mostri un lieve calo dell’appetito per 12-24 ore. Non è necessario modificare la dieta, ma è importante garantire acqua fresca sempre disponibile e offrire cibo appetibile e facilmente digeribile se l’inappetenza persiste oltre le 24 ore.

Per i cuccioli in fase di ciclo vaccinale primario è fondamentale mantenere un’alimentazione bilanciata e specifica per la crescita, senza integrazioni fai-da-te: ogni supplemento va concordato con il veterinario per evitare squilibri che potrebbero interferire con la risposta immunitaria anziché potenziarla.

I cuccioli dovrebbero iniziare il loro programma di vaccinazione tra le 6 e le 8 settimane di età. Questo include una serie di vaccini somministrati a intervalli regolari per costruire la loro immunità.

Generalmente, si consiglia di attendere circa 1-2 settimane tra la sverminazione e la somministrazione del primo vaccino. Tuttavia, è meglio consultare il veterinario per un consiglio specifico per il tuo cucciolo.

In Italia, il vaccino antirabbico è obbligatorio per i cani, specialmente se viaggiano all’estero o partecipano a esposizioni canine. Sono consigliati i vaccini contro cimurro, leishmania, epatite infettiva, parvovirosi e leptospirosi.

Oltre al vaccino antirabbico, sono consigliati i vaccini contro il cimurro, l’epatite, la parvovirosi, la leptospirosi e la bordatella. La scelta dipende dallo stile di vita e dall’ambiente in cui vive il cane.

Il ciclo vaccinale iniziale per un cucciolo di solito si completa entro i primi 4-6 mesi di vita. Successivamente, i richiami annuali o triennali sono necessari per mantenere l’immunità.

Saltare il vaccino annuale può mettere a rischio il cane di contrarre malattie prevenibili. Questo può portare a gravi problemi di salute e, in alcuni casi, può essere fatale.

Il costo della vaccinazione di un cane varia in base al tipo di vaccino, alla regione e alla clinica veterinaria. I costi possono variare da poche decine a circa duecento euro.

Glossario

  • Antigene: sostanza (proteina, frammento virale o batterico) capace di attivare il sistema immunitario e stimolare la produzione di anticorpi specifici. Nei vaccini, gli antigeni sono attenuati o inattivati per non causare la malattia.
  • Anticorpi: proteine prodotte dai linfociti B in risposta a un antigene. Si legano al patogeno per neutralizzarlo e facilitarne l’eliminazione da parte del sistema immunitario.
  • Immunità attiva: protezione immunitaria che l’organismo sviluppa autonomamente dopo l’esposizione a un antigene, tramite vaccinazione o infezione naturale. È duratura e può essere rinforzata con i richiami.
  • Immunità passiva: protezione immunitaria acquisita dall’esterno, senza attivazione del proprio sistema immunitario. Nel cucciolo deriva dagli anticorpi materni trasmessi attraverso il colostro nelle prime ore di vita. È temporanea e si esaurisce entro le 6-16 settimane.
  • Immunità di gregge (immunità di popolazione): condizione in cui una percentuale sufficientemente alta di individui vaccinati impedisce la circolazione di un patogeno, proteggendo indirettamente anche i soggetti non vaccinati.
  • Immunosenescenza: declino fisiologico dell’efficienza del sistema immunitario legato all’invecchiamento. Nel cane anziano può ridurre la risposta ai vaccini e aumentare la suscettibilità alle infezioni.
  • Titolazione anticorpale: esame del sangue (sierologico) che misura la quantità di anticorpi circolanti contro un determinato patogeno. Permette di valutare se il cane è ancora protetto o necessita di un richiamo vaccinale.
  • Vaccino core: vaccino raccomandato per tutti i cani indipendentemente dallo stile di vita e dall’area geografica. Protegge da malattie con elevata mortalità o rischio zoonotico (rabbia, cimurro, parvovirosi, epatite infettiva).
  • Vaccino non-core: vaccino raccomandato solo per cani con specifici fattori di rischio legati ad ambiente, zona geografica o stile di vita (leptospirosi, leishmaniosi, bordetella, filariosi).
  • Vaccino polivalente: preparazione vaccinale che contiene antigeni di più patogeni in un’unica somministrazione. Riduce il numero di iniezioni necessarie nel ciclo vaccinale primario.
  • Shock anafilattico: reazione allergica sistemica acuta e potenzialmente letale, mediata dalle immunoglobuline E (IgE). Si manifesta entro pochi minuti dalla somministrazione del vaccino con edema facciale, difficoltà respiratoria e collasso cardiocircolatorio.
  • Zoonosi: malattia infettiva trasmissibile dall’animale all’uomo. Tra le malattie prevenibili con la vaccinazione del cane, sono zoonosi la rabbia, la leptospirosi e la leishmaniosi.
Iscritta all’Ordine dei Medici Veterinari, RM N. 2453

📚 Fonti e approfondimenti: WSAVA – Global Vaccination Guidelines, WSAVA PDF, merckvetmanual.com, PubMed
✍️ Scritto da: Redazione DoctorVet
✅ Revisionato da: Dottoressa Sara Ghizzardi
📅 Ultima revisione: 12-05-2026

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