Zanzare, pappataci e flebotomi: vettori di malattie per cane e gatto

I flebotomi (pappataci) e le zanzare sono insetti ematofagi attivi soprattutto tra aprile e ottobre, responsabili della trasmissione di leishmaniosi e filariosi a cane e gatto. Le punture provocano prurito, eritema e ponfi, ma il rischio reale è il contagio di malattie gravi. Repellenti specifici e controllo ambientale riducono drasticamente l’esposizione.
Zanzara che punge un cane o gatto, trasmettendo malattie come la leishmaniosi.

Le punture di flebotomi e zanzare sono la causa primaria di leishmaniosi e filariosi in cane e gatto. I flebotomi (Phlebotomus perniciosus, P. papatasi) trasmettono il protozoo Leishmania, mentre le zanzare (Culicidae) veicolano le microfilarie di Dirofilaria immitis. L’attività di questi vettori è massima al crepuscolo e nelle ore notturne, da aprile a ottobre, con l’Italia oggi considerata interamente a rischio endemico.

La puntura provoca una lesione maculo-papulosa, prurito ed eritema localizzato, spesso poco visibile nel pelo. Nei flebotomi il dolore è immediato e la reazione può evolvere in piccole ulcere. I sintomi delle malattie trasmesse compaiono dopo settimane o mesi: dimagrimento, letargia, lesioni cutanee croniche e linfonodi ingrossati nella leishmaniosi, tosse e affaticamento nella filariosi cardiopolmonare.

Non esiste un trattamento specifico per la puntura in sé, ma solo per le malattie trasmesse. La leishmaniosi richiede terapie antiparassitarie protratte e supporto sintomatico, senza guarigione definitiva. La filariosi cardiopolmonare necessita di farmaci microfilaricidi sotto stretto controllo veterinario, talvolta associati a terapia di stabilizzazione cardiaca. Una diagnosi precoce tramite test sierologici migliora significativamente la prognosi in entrambi i casi.

La prevenzione si basa su repellenti specifici (collari, spot-on) attivi contro flebotomi e zanzare, da applicare prima dell’inizio della stagione a rischio. Limitare l’uscita del pet al crepuscolo e all’alba, usare zanzariere alle finestre ed eliminare i ristagni d’acqua riduce l’esposizione. Per il cane è disponibile anche il vaccino contro la leishmaniosi, utile in combinazione con i repellenti ma non sostitutivo della profilassi farmacologica.

Consigli e prevenzione

  • Applica il repellente prima della stagione a rischio: collari, spot-on o compresse attivi contro flebotomi e zanzare vanno iniziati da marzo-aprile, non quando l’insetto è già presente.
  • Tieni il pet in casa al crepuscolo e all’alba: sono le fasce orarie di massima attività di flebotomi e zanzare, soprattutto da maggio a settembre.
  • Installa zanzariere a finestre e porte: riduce l’ingresso degli insetti anche negli ambienti interni dove il pet dorme.
  • Elimina i ristagni d’acqua in giardino o sul balcone: vasi, sottovasi e grondaie sono siti di riproduzione per le zanzare.
  • Valuta il vaccino contro la leishmaniosi per il cane: non sostituisce il repellente ma riduce il rischio di forme cliniche gravi in caso di contagio.
  • Per il gatto, scegli sempre prodotti specifici felini: molti antiparassitari formulati per il cane contengono piretroidi tossici per il gatto.

Flebotomi e zanzare: i parassiti che minacciano cane e gatto

I flebotomi e le zanzare sono presenti ormai per gran parte dell’anno in quasi tutte le regioni italiane, e la loro puntura non si limita a un fastidio temporaneo: rappresenta la via di trasmissione di leishmaniosi e filariosi, due malattie che possono restare silenti per mesi prima di manifestarsi con sintomi clinici evidenti. Per questo la prevenzione contro questi insetti va considerata parte integrante della gestione sanitaria di cane e gatto, non un’attenzione stagionale.

Il riscaldamento climatico e la maggiore mobilità di animali tra regioni hanno ampliato l’area di diffusione dei flebotomi, oggi presenti anche in zone del nord Italia tradizionalmente non a rischio. Le finestre temporali di esposizione si sono di conseguenza allungate: in molte aree la profilassi non può più essere limitata ai soli mesi estivi.

La leishmaniosi, in particolare, ha rilevanza anche come zoonosi: sebbene il contagio diretto tra cane e uomo non avvenga, l’uomo può essere infettato dallo stesso flebotomo che ha punto un animale infetto. Questo rende il controllo dei vettori una misura di tutela non solo per il pet, ma per l’intero nucleo familiare.

Per impostare una prevenzione efficace è necessario conoscere le differenze tra flebotomi e zanzare: sono insetti diversi, con biologia, comportamento e malattie trasmesse differenti, e i prodotti antiparassitari non agiscono sempre con la stessa efficacia su entrambi.

Flebotomi e pappataci: l’insetto della leishmaniosi

I flebotomi appartengono alla famiglia Psychodidae e in Italia le specie più rilevanti sono Phlebotomus perniciosus, Phlebotomus papatasi e Phlebotomus perfiliewi. Il nome popolare “pappataci” deriva dal fatto che questi insetti pungono in silenzio, senza il caratteristico ronzio delle zanzare – per questo la puntura passa spesso inosservata al momento del pasto di sangue.

Sono insetti di piccole dimensioni (2-3 mm), con un volo breve e “saltellante” che raramente supera qualche centinaio di metri. Sono attivi soprattutto al crepuscolo e durante la notte, da aprile a ottobre, e di giorno si rifugiano in anfratti bui e umidi (muretti, cantine, vegetazione fitta). I flebotomi sono il vettore esclusivo del protozoo Leishmania infantum, responsabile della leishmaniosi.

Come avviene la trasmissione delle malattie

Quando pungono il cane per succhiare il sangue, quasi tutti i parassiti rilasciano saliva mista ad una sostanza anestetizzante che impedisce alla preda di avvertire la loro presenza, cosi da poter agire indisturbati. E’ attraverso questa iniezione che i parassiti possono trasmettere i germi di cui sono portatori. Tutte le malattie veicolate in questo modo prendono il nome di malattie trasmesse da vettore.

Zanzare: il vettore della filariosi

Le zanzare appartengono alla famiglia Culicidae e sono insetti più grandi dei flebotomi, con ali lunghe e sottili e un volo accompagnato dal tipico ronzio. Si riproducono in qualsiasi ristagno d’acqua, anche minimo: sottovasi, grondaie, tombini e contenitori abbandonati.

La maggior parte delle specie è attiva al crepuscolo e durante la notte, ma la zanzara tigre (Aedes albopictus) punge anche di giorno, ampliando le finestre di esposizione del pet. Le zanzare sono il vettore della filariosi, trasmettendo le microfilarie del nematode Dirofilaria immitis durante il pasto di sangue. A differenza dei flebotomi, non trasmettono la leishmaniosi: la distinzione tra i due insetti orienta quindi il veterinario verso lo screening più appropriato in base a zona e abitudini dell’animale.

La puntura di zanzare e flebotomi provoca nell’immediato una reazione cutanea localizzata: comparsa di una lesione maculo-papulosa (un piccolo rilievo arrossato), accompagnata da prurito ed eritema. Nella maggior parte dei casi questa reazione si risolve spontaneamente in 24-48 ore, ma nei soggetti più sensibili può evolvere in dermatiti localizzate o, raramente, in reazioni allergiche più estese con gonfiore diffuso.

Le due punture si distinguono per intensità e decorso: quella della zanzara è quasi sempre indolore al momento, con prurito che compare dopo pochi minuti; quella del flebotomo provoca invece un dolore immediato e una reazione che, in alcuni casi, può evolvere in piccole ulcerazioni cutanee, soprattutto in zone con pelo sottile come orecchie, naso e addome.

I sintomi delle malattie trasmesse, invece, compaiono solo dopo un periodo di incubazione che può durare settimane o mesi e non sono distinguibili dalla semplice puntura: per il quadro clinico completo di leishmaniosi e filariosi, comprese le forme cutanee e viscerali, è disponibile un approfondimento dedicato per cane e per gatto.

Tabella differenziale: puntura di zanzara vs puntura di flebotomo (pappataci)

ZanzaraFlebotomo (pappataci)
Dimensione e voloPiù grande, vola con ronzio udibilePiccolo (2-3 mm), volo silenzioso e breve
Orario di attivitàCrepuscolo e notte (la tigre anche di giorno)Esclusivamente crepuscolo e notte
Sensazione alla punturaIndolore, prurito dopo pochi minutiDolore immediato, possibili micro-ulcere
Malattia veicolataFilariosi (Dirofilaria immitis)Leishmaniosi (Leishmania infantum)
Contagiosità della malattiaNon zoonoticaZoonosi (rischio indiretto per l’uomo)

Diagnosi, prognosi e trattamenti

La diagnosi di leishmaniosi e filariosi si basa su test sierologici, che individuano gli anticorpi prodotti dall’organismo contro il parassita, e su esami più specifici come la PCR (per identificare il DNA di Leishmania) o il test antigenico per la filariosi, che rileva direttamente la presenza del verme adulto. Nei casi dubbi il veterinario può richiedere anche un esame del sangue completo ed esami delle urine, utili per valutare il coinvolgimento di organi come rene e fegato.

La prognosi dipende in larga misura dal momento della diagnosi: identificare l’infezione nelle fasi iniziali, prima che compaiano danni a carico di organi interni, consente un controllo della malattia molto più efficace e una migliore qualità di vita per l’animale. Per questo motivo, nelle aree a rischio è consigliato uno screening sierologico annuale, anche in assenza di sintomi, soprattutto per i cani.

Per quanto riguarda i trattamenti, la leishmaniosi non ha una cura risolutiva: la terapia, a base di farmaci antiparassitari specifici, mira a ridurre la carica parassitaria e a controllare i sintomi, spesso richiedendo un trattamento a lungo termine. La filariosi cardiopolmonare necessita invece di un protocollo terapeutico a base di farmaci microfilaricidi, somministrato sotto stretto controllo veterinario per evitare reazioni avverse legate alla morte massiva delle larve. Le indicazioni terapeutiche complete, differenziate per stadio e specie, sono disponibili negli articoli dedicati a leishmaniosi nel cane, leishmaniosi nel gatto e filaria in cane e gatto.

Quando andare dal veterinario

Alcuni segnali richiedono una visita veterinaria

  • Se compaiono lesioni cutanee (croste, ulcere) che non guariscono in 2-3 settimane, soprattutto su naso, orecchie o zampe.oltre 2-3 settimane nonostante dieta corretta e ambiente umidificato
  • Se il pet perde peso in modo evidente senza cambiamenti nella dieta, in particolare se accompagnato da scarso appetito e stanchezza persistente.
  • Se noti linfonodi ingrossati al tatto (sotto la mandibola, davanti alle spalle, dietro il ginocchio).
  • Se il cane sviluppa tosse persistente o si stanca dopo sforzi minimi: possibili segni di filariosi cardiopolmonare.
  • Se la reazione alla puntura supera i 2 cm di diametro o non si riduce dopo 48 ore.
  • In ogni caso, dopo un viaggio in zone ad alta densità di flebotomi, anche in assenza di sintomi, per un controllo sierologico precauzionale.

Cura e prevenzione

Per le punture di flebotomi e zanzare non esiste una “cura”: l’obiettivo è impedire che la puntura avvenga, perché è in quel momento che il parassita viene trasmesso. La differenza chiave tra i prodotti antiparassitari è quindi l’effetto repellente: una sostanza repellente allontana l’insetto prima che possa pungere, mentre un semplice insetticida agisce solo dopo il contatto, quando la trasmissione può già essere avvenuta. Per la prevenzione di leishmaniosi e filariosi, solo i prodotti con documentata attività repellente offrono una protezione realmente efficace.

  • Repellenti e collari antiparassitari: I collari specifici per la protezione contro zanzare e pappataci sono tra i metodi più efficaci. Questi collari rilasciano sostanze che allontanano gli insetti, riducendo il rischio di puntura. I repellenti per ambienti, come gli spray o gli diffusori, possono essere utilizzati anche per proteggere l’area circostante.
  • Farmaci preventivi: Per la filariosi, esistono farmaci da somministrare regolarmente (mensilmente o annualmente) che prevengono l’infezione da filaria. Questi farmaci sono solitamente a base di ivermectina o moxidectina e possono essere somministrati sotto forma di compresse, spot-on o iniezioni.
  • Controllo degli ambienti esterni: È importante ridurre al minimo i punti di ristagno d’acqua, che sono luoghi ideali per la riproduzione di zanzare e pappataci. Assicurarsi che i vasi, le fontane e le piscine non diventino serbatoi di larve può limitare la proliferazione di questi insetti. Anche l’uso di zanzariere nelle finestre e porte aiuta a mantenere gli insetti fuori dalle abitazioni.
  • Visite veterinarie regolari: Il monitoraggio della salute dell’animale attraverso visite periodiche è essenziale. Durante le visite, il veterinario può eseguire test specifici per la filariosi o la leishmaniosi e consigliare il trattamento preventivo più adatto in base all’ambiente e al rischio dell’animale.
  • Limitare l’esposizione: Durante la stagione di maggiore attività dei pappataci e delle zanzare (primavera ed estate), è consigliabile limitare l’esposizione degli animali all’esterno durante le ore di maggior attività dei parassiti, che generalmente sono all’alba e al tramonto.
  • Vaccinazione: Esiste una vaccinazione contro la leishmaniosi che può essere somministrata per proteggere i cani. Sebbene non fornisca una protezione totale, rappresenta un utile strumento in combinazione con altre misure preventive.

Nel cane, i principi attivi più utilizzati per questo scopo sono i piretroidi di sintesi (permetrina, deltametrina, flumetrina), disponibili in collari a lento rilascio o in formulazioni spot-on mensili. Questi prodotti vanno applicati con continuità per tutta la stagione a rischio, che oggi in molte aree italiane si estende da marzo a novembre. In combinazione con il repellente, per il cane è disponibile anche il vaccino contro la leishmaniosi, che riduce la probabilità di sviluppare forme cliniche gravi in caso di contagio, senza tuttavia eliminare la necessità della profilassi farmacologica.

Nel gatto la scelta dei prodotti richiede maggiore attenzione: la permetrina è tossica per il gatto anche a basse dosi e non deve essere utilizzata, nemmeno per contatto accidentale con un cane appena trattato. Per i felini esistono formulazioni spot-on specifiche a base di flumetrina in combinazione con altri principi attivi, sicure e con effetto repellente contro flebotomi e zanzare. A completamento della profilassi farmacologica, il controllo ambientale resta determinante per entrambe le specie: eliminare i ristagni d’acqua, installare zanzariere e limitare l’accesso a giardini e terrazzi nelle ore di massima attività dei vettori riduce in modo significativo il numero di punture, indipendentemente dal prodotto utilizzato.

Il pappatacio e la zanzara comune sono particolarmente attivi da aprile ad ottobre nelle ore serali e notturne mentre nelle ore calde riposano nascosti. Fa eccezione la zanzara tigre che attacca le sue prede sia di giorno che di notte.

Le zanzare sono note a tutti ma non tutti sanno che i pappataci, o flebotomi, insetti di 2-3 mm simili a moscerini, sono dei veri e propri parassiti poichè le femmine succhiano il sangue. Zanzare e pappataci possono trasmettere malattie e patologie al cane e al gatto anche molto serie. La prevenzione è la strategia migliore. Le zanzare possono veicolare e provocare la filarosi, i pappataci invece la leishamniosi

Pappataci flebotomi e zanzare nel cane
Le zanzare e i pappataci possono provocare leishamnia e filarosi – la prevenzione è l’unica vera arma

Filarosi

La filariosi è una malattia parassitaria causata da un nematode del genere Dirofilaria, trasmessa principalmente tramite la puntura di zanzare infette che, nutrendosi del sangue di un animale infetto, acquisiscono le microfilarie. Queste microfilarie si sviluppano all’interno dell’insetto e, successivamente, vengono inoculate nel sangue di un nuovo ospite durante il pasto ematico della zanzara. La malattia si manifesta in due forme principali: la filarosi cutanea e la filarosi cardiopolmonare.

Filarosi cutanea

La filarosi cutanea è una forma della malattia che colpisce principalmente l’uomo e talvolta altri animali. È caratterizzata dalla presenza di piccoli noduli sotto la pelle, che sono il risultato della migrazione del parassita, ma non intacca organi interni vitali. Le microfilarie, una volta introdotte nel corpo, migrano attraverso i tessuti sottocutanei, e il sistema immunitario reagisce provocando infiammazione e formazione di noduli. Questi noduli possono diventare visibili sulla pelle, in particolare nelle aree più superficiali dell’epidermide. La filarosi cutanea non è generalmente letale per l’uomo, ma può causare fastidio, dolore e, in alcuni casi, complicazioni se non trattata.

Filarosi cardiopolmonare

La filarosi cardiopolmonare, invece, è la forma che presenta le maggiori problematiche sanitarie, in particolare per gli animali, ma anche per gli esseri umani, sebbene in maniera meno grave. Il parassita si sviluppa all’interno del cuore e dei polmoni, portando a gravi danni a questi organi vitali. Nei cani e in altri animali domestici, le filarie adulte possono colonizzare le camere cardiache, causando ostruzioni vascolari, insufficienza cardiaca, ipertensione polmonare e danni ai polmoni stessi. La conseguente difficoltà respiratoria, la debolezza, il calo di peso e l’affaticamento sono alcuni dei sintomi comuni.

Sebbene la filarosi cardiopolmonare non sia letale per l’uomo, la gravità della malattia negli animali non deve essere sottovalutata, poiché il trattamento richiede un intervento tempestivo e spesso complesso. Se non trattata, può portare a una progressiva insufficienza cardiaca e respiratoria, compromettendo gravemente la salute dell’animale. In alcuni casi, la presenza di filarie nel cuore può risultare fatale.

La filariosi cardiopolmonare negli animali, soprattutto nei cani, può essere prevenuta mediante farmaci profilattici che inibiscono lo sviluppo delle microfilarie. Questi farmaci vengono somministrati regolarmente (mensilmente o annualmente) per evitare l’infezione. Per la filarosi cutanea, il trattamento è principalmente locale e può includere farmaci antiparassitari specifici per eliminare il parassita.

Zanzara che punge un cane o gatto, vettore di malattie come leishmaniosi e filariosi.
la zanzare è responsabile della filarosi

Leishmaniosi

La leishmaniosi canina è una grave malattia che può colpire il cane e talvolta anche l’uomo. Per veicolare la leishmaniosi è necessario il pappatacio che attraverso la puntura trasmette all’organismo ospite un microorganismo in grado di infettare il cane.

La malattia può rimanere latente per molto tempo e i primi sintomi sono molto generici (scarso appetito, dimagrimento e stanchezza). In seguito al coinvolgimento di molti organi interni, compaiono alterazioni sulla pelle (forfora e perdita di pelo), ingrossamento dei linfonodi e problemi renali. La leishmaniosi ha generalmente un andamento cronico e nei casi più gravi può portare alla morte del cane. La Leishamniosi è considerata una malattia molto grave.

La terapia è complessa e i farmaci disponibili possono solo rallentare il decorso della malattia e alleviare i sintomi.

Per ridurre la possibilità di contrarre la leishmaniosi, è necessario usare un antiparassitario che abbia effetto repellente contro i pappataci e una riconosciuta attività nel ridurre il rischio di trasmissione di leishmaniosi (verificare sulla confezione e sul foglio illustrativo). E’ disponibile un vaccino che può essere impiegato come ulteriore mezzo di prevenzione in associazione ai repellenti.

La prevenzione è il modo migliore per proteggere il cane dai parassiti e dalle loro punture. Si può agire sull’ambiente frequentato dal cane con insetticidi ambientali, si può evitare l’esposizione dell’animale ai parassiti nei luoghi e negli orari più a rischio ma, soprattutto, si deve scegliere un buon prodotto antiparassitario che si adatti alle abitudini di vita del cane e della sua famiglia.

pappatacio-leishamaniosi
I pappataci (flebotomi) sono responsabili della trasmissione della leishmaniosi, una malattia molto grave che (nei casi più gravi) può anche uccidere se non trattata.

I pappataci sono insetti ematofagi che possono trasmettere la leishmaniosi, una malattia grave per i cani, causando danni alla pelle e agli organi interni.

Utilizzare collari antiparassitari, trattamenti spot-on, e farmaci preventivi. Limitare l’esposizione all’alba e al tramonto, quando gli insetti sono più attivi.

Sì, le zanzare possono trasmettere la filariosi, un parassita che infetta il cuore e i polmoni dei cani.

Le punture causano prurito, gonfiore e possono portare a reazioni allergiche, ma i sintomi gravi si manifestano solo se il cane contrae la leishmaniosi.

Il periodo di maggiore attività di questi insetti va dalla primavera all’autunno, specialmente al crepuscolo e durante la notte.

Se sospetti che il tuo cane abbia la filariosi, contatta subito il veterinario per una diagnosi tramite test specifici e per avviare il trattamento tempestivo.

I pappataci sono più comuni in aree calde e umide, ma la loro distribuzione sta aumentando anche in regioni più temperate a causa dei cambiamenti climatici.

Oltre ai trattamenti preventivi, limitare l’esposizione del cane all’aria aperta durante le ore di maggiore attività degli insetti e utilizzare spray repellenti ambientali aiuta a ridurre il rischio.

Glossario

  • Flebotomi (pappataci): insetti ematofagi della famiglia Psychodidae, vettori del protozoo Leishmania infantum. Pungono in silenzio, soprattutto al crepuscolo e di notte.
  • Leishmaniosi: malattia parassitaria cronica causata da Leishmania infantum, trasmessa dalla puntura dei flebotomi. Può colpire pelle, linfonodi, reni e altri organi interni.
  • Filariosi: malattia parassitaria causata dal nematode Dirofilaria immitis, trasmessa dalla puntura delle zanzare. La forma cardiopolmonare colpisce cuore e arterie polmonari.
  • Microfilarie: larve del parassita Dirofilaria immitis, presenti nel sangue dell’animale infetto e trasmesse alle zanzare durante il pasto di sangue.
  • Lesione maculo-papulosa: piccolo rilievo cutaneo arrossato che compare nel punto della puntura, accompagnato da prurito o dolore.
  • Eritema: arrossamento della pelle causato da una reazione inflammatoria locale, ad esempio dopo una puntura di insetto.
  • Zoonosi: malattia trasmissibile dagli animali all’uomo, come la leishmaniosi attraverso la puntura del flebotomo infetto.
  • Repellente: sostanza in grado di allontanare l’insetto prima che possa pungere, a differenza di un insetticida che agisce dopo il contatto.
  • Piretroidi: principi attivi di sintesi (permetrina, deltametrina, flumetrina) utilizzati nei collari e negli spot-on antiparassitari per cane e gatto, con azione repellente contro flebotomi e zanzare.
Iscritta all’Ordine dei Medici Veterinari, RM N. 2453

📚 Fonti e approfondimenti: Merck Vet Manual, ESCCAP, Epicentro-ISS, Vet Cornell
✍️ Scritto da: Redazione DoctorVet
✅ Revisionato da: Dottoressa Sara Ghizzardi
📅 Ultima revisione: 12-06-2026

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