Alimentazione nel Cane e nel Gatto Anziano

da | Feb 19, 2019 | Alimentazione | 0 commenti

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L’alimentazione nei soggetti anziani:

L’invecchiamento deve essere considerato come un processo fisiologico irreversibile conseguente al passare del tempo,  la cui velocità di progressione può essere influenzata da:

  • fattori individuali (razza, sesso)
  • fattori ambientali
  • fattori nutrizionali

Come si gestisce l’alimentazione nei soggetti anziani:

Il programma di alimentazione dei soggetti anziani deve ispirarsi a principi di modellazione e regolarità.  E’ utile, inoltre, seguire alcune indicazioni pratiche che consentono di adattare la dieta alle modificazioni fisiologiche del sistema digerente legate all’invecchiamento:

  • le reazioni devono essere altamente digeribili in modo da diminuire il rischio di fermentazioni a livello dell’intestino crasso. 
  • l’alimento deve essere appetibile perché nell’anziano le capacità olfattive e gustative sono diminuite.
  • è necessario un adattamento graduale ai cambiamenti di alimentazione  perché gli anziani tollerano meno dei giovani le variazioni della dieta.
  • è consigliabile l’utilizzo di razioni umide se esistono problemi a livello del cavo orale (stomatiti, gengiviti, tartaro);  gli alimenti secchi devono essere inumiditi prima della somministrazione.
  • occorre ripartire la razione giornaliera in due o tre posti  in modo da mantenere attivo l’apparato gastroenterico evitando sovraccarichi alimentari.
  • è necessario lasciare sempre a disposizione acqua pulita per evitare la disidratazione, con l’ invecchiamento infatti l’animale è meno sensibile allo stimolo della sete.

In commercio sono disponibili diete perfettamente bilanciate e studiate appositamente per far fronte agli importanti cambiamenti metabolici che in questa fase l’animale si trova a dover affrontare.

Quando inizia la vecchiaia

L’ invecchiamento è correlato alla razza,  alla taglia, al peso dell’animale, allo stile di vita, allo stato di salute e all’alimentazione. I gatti, per esempio, possono essere considerati anziani mediamente intorno agli 8-10 anni di età  in funzione della razza (Il Siamese è un molto più longevo di un Persiano).

Nei cani si potrebbe dire, con le dovute generalizzazioni, che ci sono dei tempi di vita ed invecchiamento tipici per taglia:

– Cani di taglia piccola: Sono considerati anziani quando compiono 11,5 anni
– Cani di taglia media: Sono considerati anziani quando compiono 10 anni
– Cani di taglia grande: Sono considerati anziani quando compiono 8,5 anni
– Cani di taglia gigante: Sono considerati anziani quando compiono 7,5 anni

Elementi da considerare per l’alimentazione del gatto anziano:

L’organismo di un gatto anziano è meno resistente agli agenti esterni, come le infezioni. Le difese immunitario perdono di efficienza, le capacità digestive possono notevolmente diminuire, rendendo necessaria la somministrazione di una dieta altamente digeribile. Il metabolismo rallenta come l’attività motoria con tendenza all’aumento del peso.

Un gatto in sovrappeso non avrà solo difficoltà a muoversi e a giocare,  ma sarà anche un soggetto molto più predisposto di altri alle patologie tipiche della senilità.

L’ appetibilità gioca un ruolo molto importante perché i gatti anziani,  a volte, hanno un appetito un po’ capriccioso ed hanno anche il bisogno di un cibo facilmente masticabile.

I gatti anziani,  più di altri, sono soggetti ad insufficienza renale Un ruolo fondamentale nella sua prevenzione è rivestito dalla dieta.  Per questo motivo è consigliabile tenere un’ alimentazione corretta per tutta la durata della vita. Inoltre, dal momento che l’eccesso di fosforo nell’alimentazione può aggravare la malattia si consiglia, dopo i 7 anni di età, la somministrazione di diete bilanciate a contenuto di fosforo controllato.

Cane Anziano

Anche nei cani anziani si ha un rallentamento del metabolismo (circa il 10-20%), con una riduzione della massa magra e, di contro, l’aumento della massa grassa. Se a questo aggiungiamo la diminuzione dell’attività fisica, come conseguenza di frequenti problemi osteo-articolari, e il minore fabbisogno energetico, ne deriva che il cane anziano è a forte rischio di obesità, con tutte le patologie correlate che questa può comportare.

Bisogna fare attenzione a limitare i carboidrati, perché la glicemia fatica maggiormente a rientrare nei livelli normali, quindi c’è un elevato rischio di diabete, patologia molto diffusa in vecchiaia.

Va mantenuto l’apporto di fibre, per favorire la motilità intestinale, e quello di proteine (senza eccedere per non sovraccaricare la funzionalità renale), ma soprattutto è importante che vengano scelte proteine di alta qualità.

Prevenzione e cura dell’obesità:

L’ obesità è la malattia attualmente più diffusa e più conosciuta.  Anche se è facilissima da diagnosticare. il suo mancato riconoscimento è dovuto probabilmente al fatto che è una malattia subdola in quanto:

  • si instaura lentamente
  • non è facilmente riconoscibile dall’occhio del proprietario,
  • se e quando il proprietario riesce a rendersene conto è già in atto.

E’ risaputo che la prevenzione delle malattia è preferibile alla cura;  perciò forniremo alcuni semplici consigli che, se applicati con costanza,  permetteranno di prevenire l’obesità. La prevenzione dell’ obesità si basa su due caposaldi:

1- Il controllo delle quantità di cibo e del peso dell’animale

una buona conduzione dell’ alimentazione,  sia per cani che per gatto, può essere condensata in pochi punti

  • scelta di un alimento idoneo
  • somministrazione di dosi adeguate, Da correggere eventualmente in funzione della variazione del peso corporeo
  • controlli ed annotazioni periodiche del peso dell’animale ( Da effettuare ogni 3-4 settimane)
  • acqua fresca sempre a disposizione

2a – L’esercizio fisico dei cani

L’esercizio fisico può essere problematico per svariati motivi,  ma vogliamo ricordare che un po’ di movimento non fa bene solo all’animale ma anche al padrone.

Il motore animale, per funzionare, ha bisogno di energia e di consumi di questo carburante o aumentano con l’aumentare dell’intensità della prestazione.

Le andature più rapide (corsa al trotto o al galoppo)  comportano, ovviamente, un maggior dispendio energetico, quindi,  a parità di peso e di tempi di lavoro, un cane che galoppa avrà un dispendio energetico due-tre volte superiore rispetto ad un cane che si muove al passo.  in ogni caso un cane che effettua una passeggiata di un’ora ad un buon passo consumerà circa il 12% del suo fabbisogno di alimento, uno che corre gioca liberamente in un parco ne consumerà dal 20% al 35% in più.

2b –  l’esercizio fisico dei gatti

Il gatto,  nella maggior parte dei casi,  è confinato all’interno di un appartamento.

Per motivare il gatto domestico al movimento è necessario realizzare un corretto arricchimento ambientale e proporre numerose attività da svolgere in coppia. Giocare con il proprio gatto è il miglior allenamento.

La cura del sovrappeso e dell’obesità

Il sovrappeso è l’anticamera dell’obesità e comunque deve essere curato mettendo in pratica questi suggerimenti:

  • scelta di un alimento idoneo, a basso contenuto calorico e formulato appositamente per animali in sovrappeso.
  • somministrazione di dosi adeguate, da correggere eventualmente in funzione della reazione dell’animale e dei suggerimenti del veterinario; esse di solito apportano dal 20% al 40% in meno di energia rispetto al fabbisogno.
  • controlli ed annotazioni periodiche del peso dell’animale (da effettuare ogni 2-3 settimane)
  • acqua fresca sempre a disposizione

Durante la cura dimagrante è indispensabile controllare attentamente la quantità di cibo somministrate, in quanto un’eccessiva diminuzione può comportare un aumento irritabilità e sfociare in problemi comportamentali. I cambiamenti a carico del cibo di qualità più che la quantità, va evitata l’assunzione di cibi, che vanificherebbe lo sforzo intrapreso.

I tempi richiesti sono sempre dell’ordine di mesi –  occorre quindi pazienza e costanza. A risultato raggiunto non va abbassata la guardia perché il recupero di peso è sempre in agguato e sopravviene in tempi rapidi.

Per evitare questo occorre controllare attentamente la quantità di cibo somministrate ed il peso dell’animale; senza questi due dati il veterinario non riesce a fornire indicazioni utili e a correggere eventuali problemi.

Il movimento, comporta un consumo di energia che,  nel nostro caso, stante la restrizione alimentare,  si concretizzerà in un consumo di componenti corporee, in particolare del grasso in eccesso. Un cane di 20 kg, che cammina di buon passo un’ora al giorno potrebbe consumare fino a 400 grammi di grasso corporeo al mese. L’ esercizio fisico e quindi in grado di accelerare il processo di dimagrimento e rendere meno pesante la restrizione alimentare.

L’intensità e la durata dell’esercizio nei soggetti obesi devono essere programmate dal veterinario in funzione delle condizioni generali del paziente.

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